Dalla letteratura internazionale

Come trattare la tachicardia ventricolare nei pazienti con cardiomiopatia ischemica e impianto di ICD: farmaci o ablazione?

Lo scarto tra utilizzo effettivo della FFR (Fractional Flow Reserve) nella pratica clinica e le raccomandazioni delle Linee Guida sullo studio funzionale delle stenosi coronariche intermedie nei pazienti con sindromi coronariche croniche (classe 1 A nelle Linee Guida ESC 2024) rimane elevato. Nella routine quotidiana di molti laboratori di emodinamica e per molti singoli operatori, la valutazione visiva dell’angiogramma resta la base per le decisioni terapeutiche nonostante ne siano ben dimostrati i limiti sia per la variabilità della stima soggettiva delle stenosi epicardiche sia per la scarsa correlazione tra “criticità” angiografica ed effettiva ischemia nel territorio sottostante (mismatch tra anatomia e ischemia). Di fronte alla coronarografia di un singolo paziente la scelta terapeutica migliore resta …

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Fumo di sigaretta e demenza senile

Il morbo di Alzheimer (e la demenza a esso correlata) rappresenta l’ottava causa di mortalità in tutto il mondo. .  La sua diagnosi segue un lento processo di deficit cognitivo e di cambiamenti neuropatologici ossidativo…

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Terapia ipolipemizzante dopo sindrome coronarica acuta: iniziare subito con l’associazione statina ed ezetimibe?

Le Linee Guida raccomandano un utilizzo di statine ad alta intensità dopo un infarto miocardico, associando solo successivamente un altro farmaco ipolipemizzante (ezetimibe, inibitore PCSK9) se non viene raggiunto il livello consigliato di colesterolo LDL .  Tuttavia questa strategia comporta un ritardo nel raggiungimento dei valori considerati ottimali. Al contrario, una strategia iniziale di combinazione con statine ed ezetimibe permetterebbe di raggiungere più rapidamente tali valori…

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Progressione dell’aneurisma dell’aorta addominale: utilità della terapia con statine.

L’aneurisma della aorta addominale (AAA) è una manifestazione della malattia aterosclerotica frequente soprattutto nel paziente anziano, a decorso asintomatico sino alla comparsa di eventuali complicanze. Non esiste una terapia, la cui efficacia sia comprovata da studi randomizzati, che rallenti la sua progressione. Sono in corso trial che testano gli effetti della metformina, mentre alcune segnalazioni provenienti da coorti osservazionali, hanno ipotizzato un possibile beneficio dalla terapia con statine…

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Rischio aritmico nel prolasso mitralico con disgiunzione mitro-anulare: effetti del trattamento chirurgico.

Il prolasso della valvola mitrale (MVP), la più frequente patologia valvolare nei Paesi occidentali, è generalmente a prognosi benigna, ma può complicarsi con una progressiva insufficienza valvolare. .  Vi è poi un sottogruppo di pazienti che sviluppano aritmie ventricolari minacciose. . Questi pazienti possono presentare alcune caratteristiche distintive, quali una disgiunzione anulo-mitralica (distacco dell’anulus dalla giunzione atrioventricolare postero-laterale), prolasso di entrambi i lembi, extrasistolia ventricolare frequente, inversione delle onde T ed un “late-gadolinium enhancement” della parete infero-laterale o dei muscoli papillari all’indagine MRI. Non è chiaro se questi pazienti presentino un rischio aritmico elevato anche dopo un intervento di chirurgia valvolare riparativa o sostitutiva. Infatti tale rischio potrebbe persistere…

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Prevenzione secondaria con monoterapia antipiastrinica nei pazienti sottoposti a PCI: ASA o inibitore del P2Y12?

I pazienti sottoposti a PCI con impianto di stent, necessitano di un periodo di doppia antiaggregazione per ridurre gli eventi ischemici dopo l’intervento, al termine del quale sono generalmente trattati con singolo farmaco antipiastrinico, generalmente l’ASA, come raccomandato negli anni dalle Linee Guida. Studi recenti hanno verificato l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo di inibitori del recettore piastrinico P2Y12, soprattutto clopidogrel, al posto dell’ASA in questi pazienti. Tuttavia…

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Lipoproteina(a) e patologia aterosclerotica extracoronarica

Nonostante il notevole sviluppo della ricerca sul ruolo patogenetico della lipoproteina (a) – Lp(a) – nella malattia aterosclerotica, soprattutto a livello coronarico, incerto è ancora il suo ruolo sull’evoluzione clinica della patologia extra-coronarica. Benchè sia stata analizzata l’associazione tra livelli di Lp(a) e stroke o eventi legati a patologia aterosclerotica degli arti inferiori…

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Neoaterosclerosi dopo impianto di stent nello STEMI: confronto tra differenti tipologie di DES

La neo-aterosclerosi è un fenomeno tardivo dopo l’impianto di stent, più frequente nei DES, soprattutto se impiantati nei pazienti con infarto miocardico . Esso consiste, inizialmente, nella migrazione entro la neo-intima di macrofagi e linfociti oltre che di LDL ossidate e può portare alla ristenosi intrastent o alla trombosi del dispositivo. Questo fenomeno è favorito da…

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