Dalla letteratura internazionale

Il lato positivo del bleeding: la diagnosi precoce di neoplasia

La popolazione inclusa nell’analisi è composta da 119.480 pazienti di eta ≥66 in fibrillazione atriale (osservati tra il gennaio 2008 e il gennaio 2022) nei quali era stata iniziata una terapia anticoagulante, escludendo coloro che avessero una storia di neoplasia o di bleeding oppure fossero in dialisi o avessero una malattia La popolazione inclusa nell’analisi è composta da 119.480 pazienti di eta ≥66 in fibrillazione atriale (osservati tra il gennaio 2008 e il gennaio 2022) nei quali era stata iniziata una terapia anticoagulante, escludendo coloro che avessero una storia di neoplasia o di bleeding oppure fossero in dialisi o avessero una malattia valvolare. L’età media risultava di 77 anni, il 52% erano maschi, il 69% era in anticoagulante orale diretto e il 31% in warfarin. Il bleeding nei 2 anni successivi all’inclusione nello studio veniva certificato in base a ricovero ospedaliero, visita al Pronto Soccorso o prescrizione medica ed era osservato nel 21.8% dei pazienti, a una mediana di 266 giorni dall’inizio dell’anticoagulazione. Nei 2 anni successivi all’inizio dell’anticoagulazione, sono state diagnosticate neoplasie in 5.800 pazienti (4.9%), di cui 2.000 (34.5%) diagnosticate dopo un episodio di bleeding. Le neoplasie più comuni erano…

LEGGI TUTTO »

Infarto periprocedurale negli infarti NSTEMI: un problema sottovalutato

L’individuazione di un infarto miocardico periprocedurale (type 4a MI secondo la Fourth Universal Definition of MI)(1) in pazienti con NSTEMI sottoposti a PCI è difficile perchè i valori di troponina (Tn) sono per definizione aumentati all’inizio della procedura interventistica. Il criterio proposto di un aumento del 20% rispetto ai valori pre-procedurali è arbitrario in quanto proposto in base a un consenso di…

LEGGI TUTTO »

Significato clinico del rilievo di fibrosi miocardica nella stenosi aortica severa: vi sono differenze in base al sesso dei pazienti?

La fibrosi è un importante elemento prognostico nei pazienti con stenosi aortica . La sua presenza viene diagnosticata all’indagine di risonanza magnetica cardiaca (MRI), sia come fibrosi sostitutiva attraverso la dimostrazione della presenza e della estensione di un “Late Gadolinium Enhancement” (LGE) oppure come fibrosi interstiziale diffusa e sostitutiva non infartuale attraverso la frazione di volume extracellulare (% ECV) al mapping T1 pre e post-contrasto…

LEGGI TUTTO »

Biforcazioni del tronco comune sottoposte a PCI: quale strategia tecnica seguire?

Non esistono dati definitive su quale sia la miglior tecnica per il trattamento con PCI delle stenosi distali del tronco comune, in particolare se debba essere utilizzato il “provisional stenting” trattando inizialmente solo il ramo principale (ed eventualmente il ramo secondario in caso di dissezione o di presenza di stenosi significativa) oppure trattare direttamente i due vasi con stenting. Lo studio EBC MAIN study…

LEGGI TUTTO »

Quale protesi utilizzare per la TAVI nelle stenosi aortiche severe in valvole bicuspidi?

La bicuspidia valvolare aortica (BAV) è una patologia congenita presente in circa l’1-2% della popolazione generale. Questi pazienti presentano nella vita adulta alterazioni della valvola, per lo più stenosi, che si manifesta mediamente una decina di anni prima di quella presente nei pazienti con valvola tricuspide. Vi sono tuttavia pazienti con BAV nei quali la manifestazione clinica compare più tardivamente e sono quindi potenziali candidati a TAVI. Benchè alcuni studi come il PARTNER 3 e l’EVOLUT LOW RISK abbiano escluso i pazienti con BAV e le linee guida raccomandino la chirurgia in questi pazienti…

LEGGI TUTTO »

Disfunzione di protesi meccanica in sede mitralica o aortica: chirurgia o fibrinolisi?

L’impianto di protesi valvolari meccaniche richiede un’anticoagulazione continua con antagonisti della vitamina K (VKA). Tuttavia, tale terapia è spesso effettuata senza i necessari controlli nei Paesi a risorse limitate, rendendo frequente il fenomeno della trombosi della protesi. In India è stata osservata un’incidenza di tale fenomeno nel 13% dei pazienti portatori di doppia valvola meccanica nel cuore sinistro, causa di elevata mortalità a un follow-up di 5 anni. . Il trattamento di tale complicanza può essere effettuata attraverso l’infusione lenta di un farmaco fibrinolitico (attivatore del plasminogeno tissutale t-PA), oppure eseguendo un nuovo intervento chirurgico. Non è mai stato eseguito un trial di confronto tra queste due opzioni. 

LEGGI TUTTO »

Terapia betabloccante nei pazienti con infarto miocardico recente e frazione di eiezione conservata o lievemente depressa: finalmente un pò di chiarezza?

La terapia betabloccante è chiaramente indicata nei pazienti con infarto miocardico (MI) e FE <40%, per i quali vi è una forte raccomandazione delle linee guida. Più controverso, invece, il suo utilizzo nei pazienti che, dopo un MI, hanno una FE conservata (≥50%) oppure moderatamente depressa (40-49 %) in quanto gli studi in proposito sono stati eseguiti in era pre-riperfusiva...

LEGGI TUTTO »
Cerca un articolo
Gli articoli più letti
Rubriche
Leggi i tuoi articoli salvati
La tua lista è vuota