Intervista a…

The adipokine hypothesis of heart failure with a preserved ejection fraction: a novel framework to explain pathogenesis and guide treatment

Intervista a: Patrizia Presbitero Prof.ssa Presbitero quali sono le maggiori novità risultanti dalle nuove Linee Guida? 1) Una delle novità riguarda la classificazione del rischio: nelle linee guida del 2018 presentate dall’organizzazione mondiale della sanità (WHO) il rischio si divideva in I-II-III e IV a seconda della gravità sia di presentazione clinica (NYHA) che anatomica ed emodinamica, in queste linee guida ribattezzate WHO 2.0 si raggruppano le diverse cardiopatie (congenite, cardiomiopatie, aritmie etc.) e poi per ognuna di queste si classifica il rischio. È infatti evidente che una malattia come la tetralogia di Fallot, se ben operata, senza difetti residui, senza aritmie è classe I o II, ma se ha un’insufficienza polmonare residua grave con magari un ventricolo destro disfunzionante sarà una classe III o addirittura IV. 2) Si raccomanda che tutti i pazienti in classe WHO 2.0 II-III, che sono la maggioranza delle gravide cardiopatiche, siano valutate prima della gravidanza. Anche il BNP dovrebbe essere valutato prima della gravidanza nelle donne con HF di qualsiasi eziologia. 3) Viene inserito un capitolo del tutto nuovo sulle conseguenze a distanza della gravidanza complicata nelle donne “normali” (preeclampsia, disordini ipertensivi, diabete gestazionale, parto pre-termine), che riflette i dati più recenti di follow-up su queste condizioni che mostrano un aumentato rischio CV e che necessitano di un follow-up a distanza. 4) L’indicazione alla valvuloplastica mitralica percutanea prima della gravidanza passa da un’area valvolare di 1.0 cm2 a 1.5 cm2 e durante la gravidanza in pazienti anche con scarsi sintomi se la pressione sistolica polmonare è > 50 mmHg nonostante terapia medica. 5) L’indicazione alla bioprotesi nelle donne giovani in età fertile passa dalla classe IIa alla Ib (verosimilmente dovuto all’alto rischio trombotico con le valvole meccaniche in gravidanza da un lato e dall’altro dalla disponibilià dell’intervento percutaneo di revalving in caso di degenerazione della bioprotesi). 6) Trattare le SCA in gravidanza come le SCA al di fuori della gravidanza, compreso l’uso della DAPT utilizzando clopidogrel e non ticagrelor o prasugrel per l’aumentato rischio fetale. Emerge il concetto di Pregnancy Heart Team. Può fornirci i dettagli e la sua utilità? L’Heart Team, già presente nelle Linee Guida precedenti e formato da ginecologo, cardiologo e anestesista, nelle nuove Linee Guida viene allargato a seconda dei casi a cardiochirurghi, cardiologi interventisti, nefrologi, ematologi, genetisti, etc. L’Heart Team deve essere presente soprattutto nelle condizioni ad alto rischio (classe WHO 2.0 III-IV). Infatti, non viene più menzionato nemmeno per i pazienti in classe IV l’aborto terapeutico, ma diventa classe I la discussione in Heart Team e con il paziente circa la decisione di proseguire o meno la gravidanza anche nei pazienti a rischio più elevato). Quindi, il coinvolgimento della donna correttamente informata, in questi casi diventa fondamentale nella scelta di portare avanti la gravidanza. Ci sono poi alcune patologie in cui l’Heart Team diventa essenziale: ad esempio nel proseguire una seconda gravidanza in pazienti con aortopatie, cardiomiopatie o cardiopatie congenite complesse (es. circolazione di Fontan). L’ipertensione polmonare non è più una controindicazione assoluta di per sè, ma va discusso l’alto rischio di eventi avversi incoraggiando un processo decisionale anche prima della gravidanza con la donna in Heart Team. Una problematica frequente in gravidanza riguarda il trattamento di ipertensione preesistente o di nuova comparsa. Può darci informazioni su come deve comportarsi il clinico alla luce delle linee guida? È diventato classe Ib ottenere in gravidanza valori di PA sistolica <140 mmHg e diastolica < 90 mmHg e valutare per preeclampsia tutte le pazienti con PA che superino questi valori secondo lo schema seguente: sui farmaci da utilizzare in gravidanza (es. labetalolo, nifedipina e metildopa) e l’utilizzo di ASA a basse dosi in prevenzione di pre-eclampsia nelle donne a rischio moderato-alto non ci sono differenze rispetto alle Linee Guida precedenti. Un altro aspetto controverso riguarda la gestione della terapia anticoagulante nelle gestanti che abbiano una precisa indicazione (es. portatrici di valvola meccanica). Quali sono le raccomandazioni delle linee guida al riguardo?  Nelle Linee Guida precedenti si raccomandava nelle pazienti ad alto rischio (es. portatrici di valvole meccaniche) di proseguire VKA per tutta la gravidanza se la dose giornaliera di VKA era <5 mg oppure convertire a LMWH nel I trimestre e a termine di gravidanza. Le nuove Linee Guida lasciano l’alternativa anche se in classe II b di proseguire durante il II e III trimestre la LMWH sempre che sia disponibile il monitoraggio dell’anti-fattore X con l’aggiustamento della dose, previa discussione in Heart Team e con la paziente sui rischi. Come tutte le Linee Guida, le nuove terminano con i “Gaps in evidence”. Quali sono secondo lei gli aspetti che meritano una maggiore attenzione e necessità di approfondimento da parte della comunità scientifica cardiologica? Essendo le Linee Guida sulle cardiopatie in gravidanza sempre condizionate da consenso di esperti o studi osservazionali su serie più o meno ampie di pazienti e quasi mai da studi randomizzati, è necessario che la comunità scientifica e i singoli centri continuino a raccogliere e condividere dati. Le conseguenze della gravidanza nei congeniti adulti operati o no, che rappresentano nei paesi occidentali la maggior parte delle pazienti, sono ancora poco chiare, in particolare nelle aortopatie o nei ventricoli destri sistemici. Altrettanto non chiari sono i cut-off di rischio per l’ipertensione polmonare (diverso è 60 mmHg di PAPs in un DIA operato rispetto a un DIV con sindrome di Eisenmenger). Riguardo l’utilizzo in gravidanza dei DOAC, che potrebbero essere un importante passo in avanti nel trattamento anticoagulante, non ci sono ricerche nemmeno sperimentali in corso. Bisognerebbe infine unire i dati per individuare la normalità dei valori di BNP e troponina in gravidanza.

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Occlusion of the infarct-related coronary artery presenting as acute coronary syndrome with and without ST-elevation: impact of inflammation and outcomes in a real-world prospective cohort

In questa sottoanalisi tratta dal registro multicentrico prospettico SPUM-ACS che ha raccolto 4.787 pazienti con sindrome coronarica acuta (sia STEMI che NSTEMI) in quattro centri di terzo livello in Svizzera, abbiamo analizzato l’incidenza e l’impatto prognostico dell’occlusione coronarica acuta totale (definita come flusso TIMI 0 all’angiografia) senza evidenza all’ECG di sopraslivellamento del tratto ST nei pazienti con NSTEMI. Comunemente, circa il 20-30% dei pazienti che si presentano con sindrome coronarica acuta hanno un’occlusione completa della coronaria culprit, ma non presentano tratto ST-T sopraslivellato e quindi non vengono indirizzati tempestivamente in sala di emodinamica per un trattamento precoce…

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Electrical storm treatment by percutaneous stellate ganglion block: the STAR study

Background and aims: An electrical storm (ES) is a clinical emergency with a paucity of established treatment options. Despite initial encouraging reports about the safety and effectiveness of percutaneous stellate ganglion block (PSGB), many questions remained unsettled and evidence from a prospective multicentre study was still lacking. For these purposes, the STAR study was designed.

Methods: This is a multicentre observational study enrolling patients suffering from an ES refractory to standard treatment from 1 July 2017 to 30 June 2023. The primary outcome was the reduction of treated arrhythmic events by at least 50% comparing the 12 h following PSGB with the 12 h before the procedure. STAR operators were specifically trained to both the anterior anatomical and the lateral ultrasoundguided approach.

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Transcatheter Aortic Valve Replacement Without On-Site Cardiac Surgery: Ready for Prime Time?

A oggi, la TAVI è diventata la terapia standard della stenosi valvolare aortica con conseguente rapido incremento del numero di procedure in tutto il mondo. Le attuali Linee Guida raccomandano l’esecuzione della TAVI in ospedali dotati di cardiochirurgia on-site. L’esponenziale aumento di richieste rischia di superare la capacità di questi centri, determinando un prolungamento delle liste di attesa e della mortalità a essa associata. Il nostro lavoro ha l’intento di offrire un modello organizzativo per poter estendere le procedure di TAVI anche in ospedali non dotati di cardiochirurgia on-site. Per sostenere questa ipotesi abbiamo eseguito una meta-analisi sugli studi a oggi disponibili, su un totale di 21.173 TAVI, e l’assenza di cardiochirurgia in loco non aumenta il rischio di morte a breve termine. Elemento fondamentale, secondo il nostro modello, è l’adeguata esperienza dei centri e l’attenta valutazione multidisciplinare in sede di Heart Team. Una dettagliata pianificazione pre-procedurale per identificare i pazienti a maggior rischio di complicanze è essenziale per garantire…

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Sirolimus-Coated Balloon in an All-Comer Population of Coronary Artery Disease Patients: The EASTBOURNE Prospective Registry

EASTBOURNE è un registro prospettico, il più grande mai fatto con pallone medicato, e mostra la sicurezza ed efficacia del Magic Touch, il primo pallone a eluizione di sirolimus che è stato commercializzato in Europa. Vorrei sottolineare che lo studio è completamente “investigator driven” con fondi impiegati solo per la creazione della eCRF e dell’analisi statistica, per cui il suo messaggio deriva dalla collaborazione spontanea di numerosi sperimentatori (un’ottantina) provenienti da 48 centri europei e asiatici. Quindi, a differenza di altri studi similari, non si tratta di studio sponsorizzato e questo, a mio avviso, rafforza il suo messaggio. Il dispositivo, impiegato in 2.440 lesioni coronariche, ha mostrato un tasso di TLR a un anno del 5.9% e nessun caso di occlusione precoce o tardiva del vaso. I risultati a 2 anni, presentati nel corso di EuroPCR 2023, sono in corso di pubblicazione…

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Association of right atrial strain and long-term outcome in severe secondary tricuspid regurgitation

Objective: Severe secondary tricuspid regurgitation (STR) causes significant right atrial (RA) volume overload, resulting in structural and functional RA-remodelling. This study evaluated whether patients with severe STR and reduced RA function, as assessed by RA-reservoirstrain (RASr), show lower long-term prognosis. Results: A total of 586 patients with severe STR (age 68±13 years; 52% male) were included. Patients presented with mild right ventricular (RV) dilatation (end-diastolic area 13.8±6.5 cm2/m2) and dysfunction (free-wall strain 16.2±7.2%), and with moderate-to-severe RA dilatation (max area 15.0±5.3 cm2/m2); the median value of RASr was 13%. In the overall population, 10-year overall survival was low (40%, 349 deaths), and was significantly lower in patients with lower RASr (defined by the median value): 36% (195 deaths) for RASr ≤13% compared with 45% (154 deaths) for RASr >13% (log-rank p=0.016). With a median follow-up of 6.6 years, RASr was independently associated with all-cause mortality (HR per 5% RASr increase:0.928; 95% CI 0.864 to 0.996; p=0.038), providing additional value over relevant clinical and echocardiographic covariates (including RA size and RV function/size).

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Prosthesis-patient mismatch after transcatheter implantation of contemporary balloon-expandable and self-exspandable valves in small aortic annuli

Background: Evidence of clinical impact of PPM after TAVI is conflicting and might vary according to the type of valve implanted.

Aims: To assess the clinical impact of prosthesispatient mismatch (PPM) after transcatheter aortic valve implantation (TAVI) with balloon-expandable (BEV) and self-expandable valves (SEV) in patients with small annuli.

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Abbreviated or Standard Dual Antiplatelet Therapy by Sex in Patients at High Bleeding Risk: A Prespecified Secondary Analysis of a Randomized Clinical Trial.

I pazienti ad alto rischio di sanguinamento (HBR) rappresentano una proporzione considerevole (fino al 40%) dei soggetti sottoposti a rivascolarizzazione percutanea (PCI). Nonostante le crescenti evidenze abbiano dimostrato un beneficio di una duplice terapia antiaggregante (DAPT) abbreviata, in questi pazienti (N Engl J Med. 2021;385(18):1643-1655; doi:10.1056/NEJMoa2108749), l’impatto del sesso sugli outcome clinici dopo la PCI rimane sconosciuto. In questa analisi pre-specificata del MASTER DAPT, abbiamo analizzato gli outcome clinici nei pazienti maschi e femmine ad alto rischio di sanguinamento sottoposti a PCI e l’efficacia/sicurezza di una DAPT abbreviata versus terapia standard in base al sesso. I principali risultati della nostra analisi…

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Efficacy and safety of left atrial appendage closure compared with oral anticoagulation in atrial fibrillation: a meta-analysis of randomized controlledtrials and propensity-matched studies.

Backgrounds: Two recent randomized controlled trials (RCTs), the PROTECT-AF and the PREVAIL, showed that in atrial fibrillation (AF) patients, left atrial appendage closure (LAAC) is comparable to oral anticoagulants (OAC) in the prevention of stroke and could also possibly reduce mortality. Nevertheless, this net clinical benefit was not confirmed in the most recent RCT comparing LAAC vs. OAC, the PRAGUE-17 trial.

Aim: Aim of the present study was to evaluate the efficacy and safety of LAAC compared with OAC among available high-quality studies.

Methods: A systematic search of electronic databases (Medline, Scopus, Embase and the Cochrane Library) was performed to identify eligible RCTs and observational studies with propensity score matching (PSM) analysis. PRISMA guidelines were used for abstracting data and assessing data quality and validity. Outcomes of interest were the occurrence of cardiovascular death (CVD), all-cause death, all-type stroke, and major bleedings.

Results: A total of 3 RCTs and 7 PMS studies involving 25,700 patients were identified. 12,961 patients received LAAC while 12,739 received OAC therapy. After a median follow-up of 2.6 years (IQR 2–4.4), patients who received LAAC had lower risk of CVD (RR = 0.62; 95% CI, 0.51–0.74, I2 = 0%), all-cause death (RR = 0.67; 95% CI, 0.57–0.78, I2 68%) and major bleedings (RR = 0.68; 95% CI, 0.48–0.95 I2 = 87%) compared with patients on OAC. No difference was found between the two groups regarding strokes incidence (RR = 0.94; 95% CI, 0.77–1.15, I2 = 0%).

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