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Lo studio ha riguardato 358.943 pazienti consecutivi inclusi nel registro nazionale US della Society of Thoracic Surgeons (STS)/ American College of Cardiology (ACC) sottoposti a TAVI in 827 ospedali tra il gennaio 2020 e il dicembre 2023 e 51.407 sottoposti a MTEER nello stesso periodi di tempo in 493 ospedali. Gli operatori coinvolti sono stati 7.524 per le TAVI (mediana del volume di interventi annuali = 24) e 2.483 per gli interventi di MTEER (mediana del volume annuale = 12). L’età mediana dei pazienti TAVI era 79 anni e il 42.4% rappresentato da donne, mentre per gli interventi di MTEER l’età mediana era simile (79 anni) e il 45.5% era costituito da donne. Tra gli operatori TAVI, il 7.8% aveva effettuato....

Lo studio ha analizzato le cause di mortalità in 1.562.956 pazienti cinesi con una diagnosi di dimissione di ACS tra il gennaio 2018 e il dicembre 2021, i cui dati sono stati inseriti nel China Cardiovascular Association Database- Chest Pain Center. Oltre i due terzi erano di sesso maschile, l’età media era 63.8 anni, 39% erano STEMI, il 22% NSTEMI e il restante 39% rappresentato da angine instabili. Il 24% dei pazienti era diabetico, mentre i fumatori erano il 32%. L’analisi è stata effettuata utilizzando il  modello di Fine-Gray (Fine-Gray subdistribution hazard model) che tiene conto dei rischi competitivi nel computo della mortalità (cause CV versus cause non CV). Al termine del followup (dicembre 2021) 110.406 pazienti, pari al 7.1% della popolazione ACS era deceduto con una incidenza annua del 4.4%. Le cause CV rappresentavano il 73.5% dei decessi, mentre il restante 26.5% era costituito da...

Lo studio EMORI-HCM (Electromechanically Optimized Right Ventricular Pacing in Obstructive Hypertrophic Cardiomyopathy) multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, condotto in 9 centri del Regno Unito, ha arruolato 117 pazienti sintomatici per OHCM (età media 59 anni, classe NYHA II-III 87%, il 28% con fibrillazione atriale) con gradiente a riposo o provocato di almeno 30 mmHg (mediana 55 mmHg a riposo) che già avessero un impianto di pacemaker bicamerale. Lo studio ha inteso verificare se l’ottimizzazione individuale di AVD (ottenuta mediante un protocollo che verificava battito per battito le variazioni di pressione arteriosa al variare del tempo di AVD) migliorasse la qualità di vita dei pazienti ...

TUXEDO-2 (Ultrathin Strut vs Xience in a Diabetic Population With Multivessel Disease 2—India Study) è un trial randomizzato prospettico, multicentrico, in aperto, con disegno fattoriale 2 Å~ 2, condotto in ospedali indiani. Globalmente, 1.800 pazienti diabetici e con coronaropatia multivasale sono stati sottoposti a una prima randomizzazione durante PCI a ricevere una PCI con impianto di un DES a maglie ultra-sottili a rilascio di sirolimus e polimero biodegradabile, oppure un DES Xience con polimero durevole e rilascio di everolimus; inoltre, essi sono stati randomizzati a ricevere una DAPT composta da ticagrelor e ASA oppure da prasugrel e ASA per almeno 6 mesi se avevano una coronaropatia stabile, e a 1 anno se avevano una sindrome coronarica acuta (ACS) presente nel 79% dei pazienti. I risultati presentati si riferiscono a questa seconda randomizzazione. Il disegno dello studio prevedeva...

 1. Tarantini G, Honton B, Paradies V, et al. Early discontinuation of aspirin after PCI in low-risk acute myocardial infarction. N Engl

1. Bohula EA, Marston NA, Bhatia AK. Evolocumab in patients without a previous myocardial infarction or stroke. N Engl J Med, doi.org/10.1056/NEJMoa2514428.

La chiusura percutanea dell’auricola sinistra (left atrial appendage closure, LAAC) rappresenta una strategia consolidata per la prevenzione degli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare e controindicazione alla terapia anticoagulante orale a lungo termine. . Nonostante l’efficacia della procedura, la gestione antitrombotica nella fase precoce rimane uno dei problemi più complessi: il dispositivo non è ancora completamente endotelizzato e il rischio di trombosi correlata al device (device-related thrombosis, DRT) rimane clinicamente rilevante. La DRT è una complicanza infrequente ma non...

Lo studio (ORBITA-STAR) ha arruolato 51 pazienti (età media 63±9 anni, il 78% era rappresentato da uomini, l’FFR mediana era 0.68 (0.57–0.79), la iFR mediana era 0.80 (0.48–0.89) e la CFR mediana 1.42 (1.08–1.85). I pazienti avevano sintomi anginosi e stenosi isolata di almeno il 70% dell’arteria discendente anteriore alla coronarografia o alla TC coronarica, ed erano avviati a intervento di rivascolarizzazione percutanea. Il protocollo prevedeva che i pazienti sospendessero per 2 settimane prima, del ricovero, i farmaci antianginosi e riportassero immediatamente i sintomi anginosi su una applicazione del proprio smartphone. Prima della procedura di PCI, veniva posizionata...

Meta-analisi di 24 studi farmaco-epidemiologici, pubblicati tra il 2016 e il 2023, che includono informazioni e stime di rischio riguardanti l’uso di cannabis sulla mortalità cardiovascolare, sull’infarto miocardico non fatale, sindromi coronariche acute e stroke. Dei 24 studi, 17 erano trasversali, 6 di coorte e 1 “casocontrollo”. Sono state eseguite stime aggregate  del rischio con modello a effetti “random” e valutazione della varianza inversa. In tutti gli studi, i soggetti analizzati utilizzavano cannabis per uso ricreativo...

Studio condotto in 50 centri coreani ad alto volume. I pazienti arruolati sono stati suddivisi in due strati a seconda che avessero presenza di HBR (n=1.598) in base ai criteri dell’Academic Research Consortium, o non-HBR (n=3.299). I primi avevano un’età più avanzata (mediana 76 vs 64) con una maggior rappresentanza di sesso femminile (33% vs 21%). Più frequente tra gli HBR anche l’ipertensione (78% vs 61%), soprattutto il diabete (53% vs 32%) la nefropatia cronica (32% vs 2%) e la fibrillazione atriale (20% vs 1%). Il valore di Hb era 11.5 g/dl vs 14.2 g/dl. I pazienti trivasali erano il 65% tra gli HBR e il 54% nei non-HBR senza differenze sostanziali nella complessità delle lesioni (e con un utilizzo simile di imaging intracoronarico, circa il 40% dei casi). Le ACS rappresentavano il 60% negli HBR vs 53% nei non-HBR. I pazienti HBR sono stati randomizzati a DAPT di 1 mese versus 3 mesi, mentre i non-HBR a DAPT di 3 mesi versus 12 mesi. Per la DAPT era prevalentemente utilizzato clopidogrel (91% dei pazienti HBR e 76% nei pazienti non-HBR). L’uso di anticoagulanti era più elevato nei pazienti HBR (17% vs 0%). Nei pazienti in cui la DAPT veniva sospesa prima del 12esimo mese, la monoterapia successiva consisteva in clopidogrel nel 68% dei casi, ASA nel 23% e in prasugrel/ticagrelor nel 9% dei casi. Vi erano tre endpoint primari...

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