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Negli ultimi anni, la crescente attenzione verso le forme complesse di insufficienza cardiaca strutturale ha portato alla rivalutazione di condizioni cliniche un tempo considerate marginali o di difficile inquadramento terapeutico. Tra queste, la coesistenza di stenosi aortica (AS) e amiloidosi cardiaca da transtiretina (ATTR-CA) rappresenta un modello paradigmatico di “dual pathology” in cui la sovrapposizione di due processi patologici distinti impone una revisione sostanziale delle strategie cliniche e terapeutiche.

La Figura, tratta dalla review, si riferisce ai criteri di scelta della tipologia di intervento nei pazienti con insufficienza aortica che, secondo Linee Guida, necessita di essere corretta. Benchè la gran parte degli interventi consista nella sostituzione valvolare (SAVR), nei centri con maggiore esperienza sono sempre più spesso eseguiti interventi di riparazione valvolare. Per la SAVR la scelta tra protesi valvolare meccanica o bioprotesi dipende essenzialmente dall’età del paziente, preferendo la prima quando l’età è <60-65 anni, e dal rischio di bleeding (che per la sostituzione con protesi valvolare meccanica deve essere basso, dovendo i pazienti effettuare la terapia anticoagulante). Le protesi meccaniche sono...

La ranolazina agisce come inibitore della corrente tardiva del sodio nelle cellule miocardiche, riducendo l’accumulo di sodio intracellulare, il quale a sua volta diminuisce il sovraccarico di calcio intracellulare e migliora il rilasciamento miocardico. Questo farmaco è stato introdotto inizialmente come farmaco antianginoso. Nel presente studio, gli Autori hanno analizzato retrospettivamente database amministrativi del Servizio Sanitario Nazionale relativi a 171.015 pazienti dimessi da ospedali italiani con una diagnosi di sindrome coronarica cronica (ICD-9-CM codes 413-414) tra il 2011 e il 2020, dividendoli in 2 coorti a seconda che avessero, o non avessero, in terapia la ranolazina. Sono stati così costituiti 2 gruppi, uno (Gruppo ranolazina) composto da...

Lo studio retrospettivo riporta una casistica di 42 pazienti, raccolta in 3 centri (Mount Sinai Hospital, New York, Allegheny Health Network, Pittsburgh, Pennsylvania, Southlake Regional Health Centre Newmarket, Ontario) tra aprile 2015 e febbraio 2025, sottoposti a espianto di dispositivi elettronici (23 pacemaker, 19 defibrillatori) infetti con presenza di vegetazioni di dimensioni >1 cm (media 2.1 ± 0.6 cm). In 12 pazienti è stato utilizzato un dispositivo di debulking delle vegetazioni tramite aspirazione (PMD), munito di una cannula esterna (22F, inserita attraverso un introduttore di 26F in vena femorale) e una interna con terminazione a imbuto, pieghevole sino a 180 gradi per approcciare la vegetazione e capace di estrarre sino a 30 mL a ogni aspirazione (Figura). La manovra è stata eseguita sotto guida ecografica transesofagea.

Lo studio, condotto dalla Fondazione Monasterio e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha incluso 173 pazienti (età media 62, 34% di sesso femminile), individuati alla CT coronarica (CTC) su un totale di 17.454 indagini eseguite tra il settembre 2.004 e il 2024. La causa più frequente per l’esecuzione della CTC è stato il dolore toracico (n=59, 34%) seguito da sincope e aritmie ventricolari (n=57, 33%). Sei pazienti avevano avuto una sindrome coronarica acuta. È stata osservata una patologia ostruttiva nel 21% dei casi, ugualmente distribuita tra vasi a origine anomala o normale (12%).Tra i pazienti in cui è stato effettuato un test provocativo di ischemia...

Lo studio PARTHENOPE è un trial con disegno fattoriale 2 x 2, condotto in 14 centri italiani, che ha confrontato, con una doppia randomizzazione i risultati della PCI ottenuti con uno stent privo di polimero vs uno con polimero biodegradabile (sulla base di una ipotesi di non-inferiorità) e una strategia di DAPT standard di 12 mesi vs una DAPT personalizzata, in accordo con il rischio ischemico ed emorragico valutato con il DAPT score (basata su una ipotesi di superiorità di quest’ultima sulla prima). Nell’articolo sono riportati i dati di questo secondo confronto, essendo stati già riportati i dati relativi al...

Gli Autori hanno utilizzato TriNetX US Collaborative Network, una piattaforma che contiene dati aggiornati relativi a pazienti statunitensi con varie patologie, per individuare pazienti in dialisi con sindrome coronarica acuta, occorsa tra il 2011 e il 2024 e con una prescrizione a prasugrel o ticagrelor. Hanno così raccolto informazioni su 5.777 pazienti, inserendone, dopo propensity-score matching, 1.840 divisi in due gruppi (920 per gruppo). L’età media era 66 anni, il 68% rappresentato da diabetici, il 40% da anemici e il 22% da pazienti con pregresso infarto miocardico. Una variabile non associata con l’utilizzo di inibitori del recettore P2Y12...

In questo documento di consenso a cura della European Association of Preventive Cardiology della Società Europea di Cardiologia, su proposta del nucleo di Cardiologia dello Sport della stessa Associazione, vengono affrontate alcune tematiche sull'interpretazione dell’ECG negli atleti, un’area che spesso pone difficoltà interpretative in quanto gli atleti manifestano alterazioni ECG sospette pur in assenza di patologia cardiaca.

Lo studio è una meta-analisi di 484 trial randomizzati, placebo-controllati globalmente condotti in 104.176 pazienti ipertesi (età media di 54 anni) trattati con ACE-inibitori, ARB, β bloccanti, calcio-antagonisti o diuretici. Il follow-up era compreso tra 4 e 26 settimane. Gli studi di crossover con meno di 2 settimane di wash-out tra un farmaco e l’altro, venivano esclusi. L’endpoint principale era rappresentato dalla riduzione della pressione arteriosa sistolica (PAS) corretta per il placebo. L’intensità dell’effetto ipotensivo veniva categorizzato...

La CT coronarica con detettore a contaggio di fotoni (Photon-counting detector CT -PCD-CT) è una nuova tecnica che, convertendo direttamente i fotoni in segnali elettronici migliora la risoluzione spaziale fornendo immagini più definite e dettagliate, eliminando l’effetto blooming, rispetto alle CT tradizionali. (Figura 1). Questo miglioramento tecnico ha ottime applicazioni anche per valutare la ristenosi intrastent e studiarne il meccanismo patogenetico. L’attuale classificazione delle ristenosi intrastent non è più basata sul solo dato angiografico, ma sull’imaging intracoronarico, ottenuto mediante studio IVUS oppure con OCT...

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