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Bisogna considerare che la paziente è a basso rischio chirurgico sia considerando l’STS score che l’Euroscore II. In questa categoria di pazienti, il riferimento della letteratura è rappresentato dai dati a lungo termine degli studi PARTNER 3 che hanno mostrato una non-inferiorità della TAVI rispetto a SAVR in una popolazione di età sovrapponibile a quella della paziente in esame. Nella decisione poi bisogna tener conto dei desideri della paziente sulla tipologia di intervento cui accorda la sua preferenza (una lacuna nella presentazione del caso clinico), un aspetto importante che viene segnalato nelle Linee Guida...

Un uomo di 70 anni, iperteso e coronaropatico, si presenta al Pronto Soccorso per una storia recente di dispnea e bradicardia. Lo stesso giorno ha ricevuto un messaggio di allerta dall’analizzatore di sonno di cui è munito il suo materasso, che mostrava una frequenza cardiaca (FC) notturna molto bassa (42 bpm). Il controllo effettuato con smart watch ha confermato la bradicardia notturna. Alla presentazione, la FC era 40 bpm e la pressione 127/64 mm Hg. Non vi erano altri dati patologici all’esame obiettivo. L’ECG (vedi Figura) ha mostrato...

L’insufficienza mitralica funzionale di origine atriale (AFMR) è un sottotipo clinico della FMR, che si caratterizza per un rimodellamento dell’atrio sinistro in assenza di una disfunzione ventricolare sinistra . La sua fisiopatologia è intrinsecamente correlata alla fibrillazione atriale e allo scompenso a FE conservata (HFpEF), frequenti nelle persone anziane. Si distingue dall'insufficienza mitralica funzionale di origine ventricolare, perchè la FE è >50% in assenza di una dilatazione del VS. La sua prevalenza, tra le insufficienze mitraliche funzionali, è di circa il 40% e la sua prognosi non è favorevole, simile a quella dell'insufficienza mitralica funzionale ventricolare...

Lo studio è una analisi post-hoc della casistica dello studio ODYSSEY OUTCOMES, che ha verificato l’outcome di pazienti con sindrome coronarica acuta (ACS) da 1 a 12 mesi dall’evento acuto e con livelli di colesterolo LDL >70 mg/dl o colesterolo non-HDL >100 mg/dl benchè in terapia statinica. Nello studio presentato, sono stati inclusi 11.630 partecipanti in cui i livelli di fosfolipidi ossidati associati alle apo-B (OxPL-apoB) sono stati dosati prima della randomizzazione ad alirocumab o placebo (in 5.185 pazienti sono stati determinati anche dopo 4 mesi). Sebbene il metodo utilizzato misuri gli OxPL legati alle apo-B presenti sia nella Lp(a) che nelle LDL, VLDL e IDL, tuttavia la quantità maggiore è legata alla Lp(a). L’età media era 58 anni e la tipologia di ACS più frequente era NSTEMI (48%). A un follow-up mediano...

Lo studio PECTUS-AI è una analisi secondaria di uno studio prospettico osservazionale, in cui pazienti con infarto miocardico sono stati sottoposti a OCT di lesioni non-culprit con stenosi tra il 30% e 90% risultate negative all’FFR (“lesioni target”). Lo studio aveva lo scopo di individuare le placche TCFA attraverso una analisi offline ottenuta in un core-lab (CL), correlando la loro presenza con l’outcome dei pazienti. Lo scopo della presente ricerca è stata quella di verificare se i risultati ottenuti nello studio principale fossero confermati da una analisi basata sull’algoritmo OCT-AI, che ha il vantaggio di una diagnosi immediata. Una placca veniva definita dall’algoritmo come AI-TCFA se aveva un arco lipidico ≥90° e uno spessore del cap fibroso di <65 μm in almeno 3 di 10 fotogrammi consecutivi. I pazienti venivano classificati come...

Lo studio DANISH ha arruolato (tra il febbraio 2008 e il giugno 2014 in 5 centri danesi) 1.116 pazienti con HFrEF di origine nonischemica in prevenzione primaria sulla base di una EF ≤35%, una classe funzionale II-III (ed eventualmente una classe IV se la terapia di resincronizzazione era pianificata), in presenza di un valore di NTproBNP elevato (>200 pg/ ml), randomizzandoli all’impianto di ICD o a standard care. Venivano esclusi i pazienti in dialisi o in fibrillazione atriale con frequenza media >100 bpm. Alla randomizzazione l’età media era 68.5 anni e il 58% dei pazienti in entrambi i gruppi aveva ricevuto anche un impianto di resincronizzazione miocardica. Al termine del follow-up...

Negli ultimi anni, la crescente attenzione verso le forme complesse di insufficienza cardiaca strutturale ha portato alla rivalutazione di condizioni cliniche un tempo considerate marginali o di difficile inquadramento terapeutico. Tra queste, la coesistenza di stenosi aortica (AS) e amiloidosi cardiaca da transtiretina (ATTR-CA) rappresenta un modello paradigmatico di “dual pathology” in cui la sovrapposizione di due processi patologici distinti impone una revisione sostanziale delle strategie cliniche e terapeutiche.

La Figura, tratta dalla review, si riferisce ai criteri di scelta della tipologia di intervento nei pazienti con insufficienza aortica che, secondo Linee Guida, necessita di essere corretta. Benchè la gran parte degli interventi consista nella sostituzione valvolare (SAVR), nei centri con maggiore esperienza sono sempre più spesso eseguiti interventi di riparazione valvolare. Per la SAVR la scelta tra protesi valvolare meccanica o bioprotesi dipende essenzialmente dall’età del paziente, preferendo la prima quando l’età è <60-65 anni, e dal rischio di bleeding (che per la sostituzione con protesi valvolare meccanica deve essere basso, dovendo i pazienti effettuare la terapia anticoagulante). Le protesi meccaniche sono...

La ranolazina agisce come inibitore della corrente tardiva del sodio nelle cellule miocardiche, riducendo l’accumulo di sodio intracellulare, il quale a sua volta diminuisce il sovraccarico di calcio intracellulare e migliora il rilasciamento miocardico. Questo farmaco è stato introdotto inizialmente come farmaco antianginoso. Nel presente studio, gli Autori hanno analizzato retrospettivamente database amministrativi del Servizio Sanitario Nazionale relativi a 171.015 pazienti dimessi da ospedali italiani con una diagnosi di sindrome coronarica cronica (ICD-9-CM codes 413-414) tra il 2011 e il 2020, dividendoli in 2 coorti a seconda che avessero, o non avessero, in terapia la ranolazina. Sono stati così costituiti 2 gruppi, uno (Gruppo ranolazina) composto da...

Lo studio retrospettivo riporta una casistica di 42 pazienti, raccolta in 3 centri (Mount Sinai Hospital, New York, Allegheny Health Network, Pittsburgh, Pennsylvania, Southlake Regional Health Centre Newmarket, Ontario) tra aprile 2015 e febbraio 2025, sottoposti a espianto di dispositivi elettronici (23 pacemaker, 19 defibrillatori) infetti con presenza di vegetazioni di dimensioni >1 cm (media 2.1 ± 0.6 cm). In 12 pazienti è stato utilizzato un dispositivo di debulking delle vegetazioni tramite aspirazione (PMD), munito di una cannula esterna (22F, inserita attraverso un introduttore di 26F in vena femorale) e una interna con terminazione a imbuto, pieghevole sino a 180 gradi per approcciare la vegetazione e capace di estrarre sino a 30 mL a ogni aspirazione (Figura). La manovra è stata eseguita sotto guida ecografica transesofagea.

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