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Il comportamento che il clinico deve tenere dopo un evento emorragico in un paziente che assuma anticoagulanti per fibrillazione atriale, è tuttora oggetto di discussione . In assenza di studi randomizzati, vari studi osservazionali hanno mostrato come la sospensione dell’anticoagulante comporti un rischio di stroke aumentato. Inoltre, la maggior parte delle esperienze descritte riguarda l’utilizzo del warfarin e pochi studi sono riportati in pazienti che assumano gli anticoagulanti orali diretti (DOAC)...

Il COMBINE-AF è uno studio importante, perchè fa chiarezza su una problematica clinica abbastanza frequente: la fibrillazione è una patologia prevalentemente dell’anziano, spesso già in trattamento con warfarin. Il trial FRAIL AF era stato addirittura sospeso per futilità, in quanto i bleeding maggiori o di rilevanza clinica, che rappresentavano l’outcome primario dello studio e che nel disegno dello studio sarebbero dovuti essere inferiori nel gruppo “switch” a DOAC, risultavano invece, in una analisi a interim, essere decisamente più elevati proprio nel gruppo DOAC. Globalmente...

Uno degli obbiettivi della cardiologia del futuro sarà quello di intervenire, con mezzi farmacologici o non-farmacologici, per impedire la progressione e le complicanze di queste lesioni ad alto rischio e ridurre gli eventi ischemici acuti. Lo stile di vita e l’utilizzo di farmaci ipolipemizzanti (statine e soprattutto gli inibitori di PCSK9) hanno dato risultati incoraggianti. Lo studio PACMAN-AMI...

La terapia del paziente scompensato in fibrillazione atriale deve ancora essere ben definita. Mentre sono noti gli effetti benefici degli ACE-inibitori, ARBs e antagonisti del recettore per i mineralcorticoidi, anche in termini di riduzione delle recidive di fibrillazione atriale (AF), non ci sono dati di efficacia dimostrata per i betabloccanti. . Recentemente, è stato rivalutato il possibile beneficio derivante da un utilizzo dei glucosidi digitalici a basso dosaggio nei pazienti con FE ridotta ...

Lo studio PROMISE randomizzato, multicentrico (4 centri italiani) ha arruolato 92 pazienti con diagnosi confermata di MINOCA in base alla IV definizione di MI e sottoposti a coronarografia, escludendo pazienti con insufficienza renale avanzata, sindrome di Takotsubo, dissezione coronarica di tipo 1 già evidente alla coronarografia. L’età media era di 62 ± 13 anni, il 48% era rappresentato da donne, il 18% da diabetici. Essi sono stati randomizzati a un trattamento stratificato in base alla patogenesi (n= 45) che includeva lo studio OCT nel caso che l’angiografia coronarica potesse suggerire un meccanismo di instabilità di placca (43 pazienti), test all’acetilcolina (eseguito in 38 pazienti per individuare uno spasmo epicardico o microvascolare), eco transesofageo (se si sospettava un'origine embolica, a esempio per la presenza di fibrillazione atriale, eseguito in 3 pazienti) risonanza magnetica (eseguita in 36 pazienti). La patogenesi ...

Lo studio STORM-PE è un trial randomizzato, multicentrico (22 centri internazionali), che ha verificato efficacia e sicurezza di un sistema di tromboaspirazione (basato sul catetere Lightning Flash 16F, Penumbra, Inc, Alameda, CA) associato ad anticoagulazione versus la sola anticoagulazione in pazienti (età media 60 anni) con embolia polmonare recente (sintomi da ≤14 giorni) normotesi, a rischio intermedio/alto (rapporto ventricolo destro/sinistro (RV/LV) ≥1.0 all’indagine TC e biomarker -troponina e/o NTproBNP- elevati). L'eventuale procedura doveva essere...

Il Gruppo CREST ha condotto (in 155 centri di 5 nazioni: Australia, Canada, Israele, Spagna, Stati Uniti) 2 trial paralleli randomizzati in singolo cieco, che hanno arruolato pazienti asintomatici con stenosi carotidea severa (≥70%). Il primo trial ha coinvolto 1.245 pazienti (età media 69 anni, 39% diabetici) randomizzandoli a stenting carotideo + terapia medica intensiva (“gruppo stenting”) versus la sola terapia medica intensiva (“gruppo terapia medica”) seguendoli per un follow-up mediano di 3.6 anni. Il secondo ha confrontato, nella stessa tipologia di pazienti (n=1.240, età media 70 anni, 36% diabetici) l’endoarteriectomia + terapia medica intensiva (gruppo endoarteriectomia) versus la sola terapia medica (gruppo terapia medica) seguendoli per un follow-up mediano di 4 anni. La terapia medica consisteva...

Inquadramento L’ematopoiesi clonale a potenziale indeterminato (CHIP) è un fenomeno comune negli anziani (10%-20%), e consiste in mutazioni di alcuni geni di

Il colesterolo LDL rappresenta un fattore di rischio modificabile che ha un rapporto causale con la patologia aterosclerotica . Nonostante il suo valore possa essere efficacemente ridotto con i farmaci attualmente disponibili, sussistono ancora problemi legati al suo trattamento, quali un inizio tardivo della terapia, la difficoltà a ottenere i target raccomandati dalle Linee Guida, una aderenza modesta a uno stile di vita adeguato e ai farmaci. Una problematica tuttora dibattuta riguarda la strategia da adottare per ridurre i livelli di colesterolo LDL. Una prima consiste nel ...

Benchè le Linee Guida recenti dell’ACC/AHA non abbiano cambiato le basi del trattamento anti-ipertensivo e i farmaci da utilizzare, sono stati enfatizzati alcuni concetti, riassumibili nel motto “Start blood pressure treatment earlier and get to lower targets”. Di seguito sono riassunti alcuni “messaggi chiave”...

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