Gabarin M, Divakara Menon S. Cardiology Division, Hamilton Health Sciences, Arrhythmia Service Unit, Mc-Master University, Hamilton, Canada and Cardiology Department, Meir Medical
Gabarin M, Divakara Menon S. Cardiology Division, Hamilton Health Sciences, Arrhythmia Service Unit, Mc-Master University, Hamilton, Canada and Cardiology Department, Meir Medical
Ramakumar V, Gupta A, Jain A. Department of Cardiology, Dr Rela Institute & Medical Center, Chennai, India, and Department of Cardiology, Vardhman
Trongtorsak A, Ellenbogen K, Pillai A. Divisions of Cardiology and Cardiac Electrophysiology Pauley Heart Center, Virginia Commonwealth University, Richmond (USA) Un uomo
Roig A, de Andrade AT. EKGDX, Miami e Hospital do Coração de Messejana, Fortaleza, Brazil. Una signora di 74 anni, ipertesa, viene
Luckmann J, Win S, Ajagbe T, Samarawickrama T Cardiology, University of Exeter Medical School, Truro, GBR, Cardiology, Royal Cornwall Hospital, Truro, GBR
Liu Y-S, ChinWei Tan S, Zhao Y-T – Department of Cardiology, Peking University Aerospace School of Clinical Medicine (Aerospace Center Hospital) and
La prevenzione secondaria nei pazienti con infarto miocardico acuto (AMI) si basa anche sull’utilizzo di famaci antipiastrinici. Tuttavia, l’intensità di tale trattamento deve bilanciare il rischio emorragico, legato alla terapia, con il rischio di nuovi eventi ischemici. I criteri proposti dall’Academic Research Consortium (ARC) per la definizione del rischio emorragico(1) includono, tuttavia, alcuni parametri (come l’anemia, l’insufficienza renale, l’età) che condizionano fortemente anche l’evenienza di complicanze ischemiche. Tali criteri appaiono quindi utili non solo per una definizione del bleeding risk, ma più generalmente rappresentano uno strumento olistico per valutare la prognosi del paziente. La loro applicazione alle casistiche selezionate dei trial clinici, ma anche ai grandi registri che includono pazienti “all comers”, può permettere di verificarne ulteriormente l’importanza clinica.
Sono stati analizzati i dati di 2.078.948 soggetti inclusi in 133 coorti di 39 Paesi in 6 continenti partecipanti al Global Cardiovascular Risk Consortium. I soggetti sono stati categorizzati in base alla presenza o meno di 5 fattori di rischio modificabili: ipertensione (PA sistolica ≥130 mmHg), fumo (almeno 1 sigaretta o sigaro o pipa al dì definito abituale, oppure occasionale se inferiore), diabete (storia clinica o laboratorio), peso corporeo (sottopeso BMI 25), dislipidemia (colesterolo non-HDL ≥130 mg/dl) a 50 anni e seguiti sino all’età di 90 anni se viventi. I vari database sono stati armonizzati definendo le variabili in accordo con il progetto MONICA/MORGAM. L’incidenza di malattia cardiovascolare...
Lo studio internazionale condotto in centri prevalentemente olandesi ha incluso 1.146 pazienti STEMI (età media 63 anni, 78% maschi) multivasali, randomizzandoli a una esecuzione, in un’unica procedura, di PCI sia della lesione culprit che di quelle non culprit utilizzando, per individuare le lesioni limitanti il flusso, la tecnica iFR (n=556) oppure limitandosi alla sola lesione culprit nella procedura indice e rivascolarizzando, entro le successive 3 settimane, le lesioni non culprit sulla base dei risultati di un test provocativo (adenosina o regadenoson) basato sull’imaging di risonanza magnetica (MRI, n=587). Pazienti in classe Killip III e IV, così come quelli in cui la PCI primaria non fosse stata efficace (mancato raggiungimento di flusso TIMI III finale) venivano esclusi dallo studio. Sono state individuate all’angiografia 1.5 stenosi non-culprit >50% per paziente con Syntax score medio residuo di 7. Lo studio ipotizzava....
Lo studio di coorte multicentrico longitudinale ha riguardato 6.120 pazienti con HCM inseriti nel registro internazionale SHaRe . Tutti i pazienti hanno avuto uno studio genetico in base al quale sono stati suddivisi in HCM-S (n=3.082, pari al 50%) e HCM-NS (n=3.038, pari al 50%). Il follow-up mediano è stato di 5.3 anni. Nei primi, l’età alla diagnosi era minore (38 vs 54 anni, P<0.001), era più frequentemente rappresentato il sesso femminile (43% vs 36%) e vi era un più elevato Sudden Death Risk Score mediano secondo ESC (2.3% versus 1.8%; P<0.001); tuttavia, essi avevano ....
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| cookielawinfo-checkbox-analytics | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics". |
| cookielawinfo-checkbox-functional | 11 months | The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional". |
| cookielawinfo-checkbox-necessary | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary". |
| cookielawinfo-checkbox-others | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other. |
| cookielawinfo-checkbox-performance | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance". |
| viewed_cookie_policy | 11 months | The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data. |