Maggio 4, 2021

Rivascolarizzazione percutanea nella sindrome coronarica acuta NON-ST elevation: basta trattare la lesione culprit?

Nei pazienti con infarto miocardico non ST elevation (NSTEMI) e coronaropatia multivasale, l’evidenza della letteratura mostra come una rivascolarizzazione estesa anche alle lesioni significative “non culprit” si associ a un migliore outcome a distanza rispetto al trattamentodella sola lesione “culprit”. Tuttavia ci sono pochi dati sulla strategia da seguire, ovvero sela rivascolarizzazione percutanea debba essere effettuata in una unica procedura (“one-stage”) oppure in più procedure (“multi-stage”). Solo un trial, lo studio italiano SMILE[1]Sardella G, Lucisano L, Garbo R, et al. Single-staged compared with multi-staged PCI in multivessel NSTEMI patients: the SMILE trial. J Am Coll Cardiol. 2016;67:264–272., ha approfondito questo aspetto e ha mostrato un migliore outcome clinico nei pazienti sottoposti a procedure “one-stage”, informando in tal senso le ultime Linee Guida della Società Europeadi Cardiologia (ESC) 2018 sulla rivascolarizzazione miocardica[2]. Dati di registro hanno tuttavia mostrato esiti contrastanti.

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Quale la causa dell’infarto a coronarie indenni da lesioni ostruttive? Cosa ci possono insegnare l’OCT e la risonanza magnetica cardiaca.

Una diagnosi di infarto miocardico in assenza di lesioni ostruttive coronariche (MINOCA) viene posta in pazienti, soprattutto di sesso femminile, con percentuali variabili tra il 6% e il 15% di tutti gli infarti. Il quadro clinico non è sempre chiaro e può essere confuso con condizioni che non hanno una causa ischemica, come le miocarditi.

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Clinical and electrocardiographic features of patients with myocardial infarction with non-obstructive coronary artery disease (MINOCA).

L’infarto miocardico in assenza di coronaropatia ostruttiva (MINOCA) è una condizione spesso sotto-diagnosticata, la cui incidenza è stimata pari a 1-14% dei pazienti con infarto miocardico. Lo stato delle conoscenze attuali sulle caratteristiche cliniche ed ECG-grafiche nei pazienti con MINOCA è ancora limitato e rappresenta l’oggetto del presente studio. Gli Autori hanno analizzato 244 pazienti MINOCA suddividendo la popolazione in due gruppi in base alla presenza o assenza di coronaropatia: no-CAD (malattia coronarica non ostruttiva, 142 pazienti) e NCA (coronarie normali, 102 pazienti). I pazienti del gruppo no-CAD erano più anziani (67.9 vs. 59.2 anni), con una maggiore prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa 64.1% vs. 41.2%, diabete mellito 19.7% vs. 10.8%, dislipidemia 36.6% vs. 23.5%) e più frequentemente dimessi con una terapia di prevenzione secondaria rispetto al gruppo NCA. Per quanto riguarda le caratteristiche ECG-grafiche, il sopraslivellamento del tratto ST in sede anteriore è risultato più frequente nei pazienti NCA rispetto al gruppo no-CAD. La mortalità a 1 anno è risultata pari a 0.4% nel gruppo no-CAD. In conclusione, la presenza/assenza di coronaropatia identifica due gruppi con caratteristiche cliniche ed ECG-grafiche ben distinte nell’ambito dei pazienti con MINOCA.

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