Dicembre 2, 2024

The influence of sex on left ventricular remodeling in patients with aortic dissection.

I pazienti con dissezione aortica presentano frequentemente alterazioni strutturali del ventricolo sinistro, inclusa l’ipertrofia ventricolare sinistra (LVH). Tuttavia, l’impatto del sesso maschile o femminile sul rimodellamento ventricolare sinistro rimane sconosciuto. In questo studio retrospettivo di 367 pazienti con dissezione aortica (30% donne; 66% con Stanford-A), gli autori hanno analizzato le caratteristiche cliniche e prognostiche nei pazienti con dissezione aortica. Uomini e donne presentavano caratteristiche cliniche comparabili, eccetto per l’età più avanzata (59.4 ± 13.4 vs 55.9 ± 11.6 anni; P=0.013) e un maggiore utilizzo di farmaci antipertensivi (1.4 ± 1.3 vs 1.1 ± 1.2; P=0.024) e diuretici (32 vs 19%; P=0.004) nelle donne rispetto agli uomini. Le donne presentavano una prevalenza maggiore di LVH (78 vs 65%; P=0.010) e meno frequentemente una geometria ventricolare sinistra normale (10 vs 20%; P=0.015) rispetto agli uomini. L’analisi di regressione multivariata Cox ha mostrato che le donne presentano un rischio di morte simile rispetto agli uomini un anno dopo la diagnosi di dissezione aortica (hazard ratio: 1.16; intervallo di confidenza al 95%: 0.77-1.75; P=0.49). In conclusione, le donne con dissezione aortica sono generalmente più anziane, utilizzano più frequentemente farmaci antipertensivi e mostrano una maggiore prevalenza di LVH rispetto agli uomini. Tuttavia, la mortalità a un anno dalla diagnosi di dissezione aortica non differisce tra uomini e donne.

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Percutaneous coronary intervention plus medical therapy versus medical therapy alone in chronic coronary syndrome: a propensity score-matched analysis from the Swedish Coronary Angiography and Angioplasty Registry.

Il beneficio della PCI nei confronti della terapia medica nei pazienti con sindrome coronarica cronica (CCS) è tuttora oggetto di discussione. Sono stati eseguiti cinque studi randomizzati (BARI-2D, COURAGE, ISCHEMIA, FAME-2 e REVIVED-BCIS) per risolvere questa problematica clinica senza raggiungere conclusioni definitive e convincenti. In questo studio osservazionale gli autori hanno selezionato dallo Swedish Coronary  Angiography  and  Angioplasty Registry (SCAAR) 32.289 pazienti con CCS sintomatica (in terapia con una statina e almeno un farmaco antianginoso tra betabloccanti, calcioantagonisti e nitrati) con una malattia coronarica  angiograficamente  documentata sottoposti a PCI associata a trattamento medico (MT) o a solo MT. Escludendo i pazienti più fragili, non suscettibili di rivascolarizzazione, sono stati selezionati 15.440 pazienti (7.720 in ciascun gruppo) bilanciati, in base al propensity score, per una serie di variabili cliniche e angiografiche. L’outcome primario, i NACE a 5 anni, è stato valutato…

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Doppia terapia antiaggregante prolungata come trattamento standard dopo impianto di stent medicato: è tempo di abbandonarla?

linee guida ribadiscono la necessità di trattare i pazienti sottoposti a impianto di stent medicato (DES) a doppia terapia antiaggregante (DAPT) per 6 mesi nelle sindromi coronariche croniche e a 12 mesi nelle sindromi coronariche acute . Tuttavia, una serie di studi ha dimostrato che un breve periodo di DAPT (1/3 mesi), seguito da monoterapia con inibitore del recettore P2Y12, non aumenta le complicanze ischemiche e diminuisce quelle emorragiche rispetto alla DAPT canonica di 1 anno…

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Efficacia dei sistemi di supporto cardiocircolatorio nello shock cardiogeno: è solo un problema di selezione dei pazienti?

Lo shock cardiogeno è una complicanza molto temibile dell’infarto miocardico, tuttora gravata da una mortalità del 40-50%. I sistemi di assistenza circolatoria, come l’ECMO, determinano un aumento del post-carico del ventricolo sinistro e non hanno mostrato sinora alcun beneficio clinico e un aumento delle complicanze, , mentre i sistemi di assistenza tramite pompa microassiale effettuano un “unloading” del ventricolo sinistro: il loro uso è stato associato a una riduzione della mortalità a 6 mesi rispetto alla terapia standard….

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Pazienti anziani con infarto senza sopraslivellamento persistente del tratto ST (NSTEMI): strategia interventistica per tutti?

La strategia da applicare ai pazienti anziani (età ≥75 anni) con infarto miocardico senza sopraslivellamento persistente del tratto ST-NSTEMI- sia essa interventistica, cioè basata su angiografia ed eventuale rivascolarizzazione, oppure conservativa, basata sulla sola terapia medica iniziale, è ancora oggetto di discussione. Infatti, la popolazione anziana è molto eterogenea, in quanto alcuni pazienti possono presentare multiple co-patologie, oppure avere caratteristiche di fragilità che possono rendere problematico o rischioso procedere con un approccio interventistico. Le analisi dedicate a questi pazienti…

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È necessario anticoagulare i pazienti con parossismi di fibrillazione atriale dopo intervento di bypass aortocoronarico?

Parossismi di fibrillazione atriale sono abbastanza frequenti nei pazienti sottoposti a intervento di bypass aortocoronarico (CABG) e sono pari al 15%-42% nelle varie casistiche . Solitamente, l’aritmia compare in seconda giornata ed è di breve durata. Le linee guida non forniscono indicazioni precise in questi pazienti per l’assenza di studi randomizzati. . Esse suggeriscono di considerare la profilassi con terapia anticoagulante a lungo termine sulla base del profilo di rischio del paziente. Il suo beneficio, in rapporto agli effetti collaterali, appare discutibile…

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