Settembre 9, 2025

Doppia o triplice terapia antitrombotica nei pazienti in fibrillazione atriale che necessitano di trattamento antiaggregante: una analisi dello studio AUGUSTUS.

Circa il 6-8% dei pazienti con sindrome coronarica acuta (ACS), o sottoposti a PCI con impianto di stent sono in fibrillazione atriale e necessitano di anticoagulante. Benchè le Linee Guida siano chiare nell’indicare una breve durata della triplice terapia antitrombotica (con qualche incertezza se debba essere limitata all’ospedalizzazione o estendersi sino alla fine del primo mese) seguita da doppia terapia antitrombotica per 1 anno, queste raccomandazioni provengono da meta-analisi di studi che hanno una certa eterogeneità per disegno, selezione di pazienti e farmaci impiegati. Tra questi studi…

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Incremento di troponina dopo PCI elettiva: quando ha valore prognostico?

Vi è un notevole dibattito riguardo al significato prognostico dell’infarto miocardico periprocedurale (PMI). Benchè alcune analisi abbiano mostrato che anche modeste elevazioni di troponina (5 volte il limite superiore di “normalità”) dopo un intervento di rivascolarizzazione percutanea (PCI) o di bypass aortocoronarico (CABG) si correlino con l’outcome dei pazienti una recente analisi dello studio ISCHEMIA ha mostrato] come un infarto miocardico spontaneo (SpMI) si associ a un maggior rischio successivo di…

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Alto rischio emorragico nei pazienti sottoposti a PCI: prognosi a distanza

Molti pazienti sottoposti a procedure di PCI presentano un alto rischio emorragico (HBR). In questi pazienti le Linee Guida suggeriscono di individualizzare la terapia antipiastrinica tenendo conto delle caratteristiche del paziente. .  La difficoltà maggiore per il clinico, in questi casi, è rappresentata dal fatto che molti pazienti HBR hanno anche un elevato rischio ischemico in quanto molte variabili sono predittive sia del rischio ischemico che di quello emorragico…

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Indagine fisiopatologica delle stenosi coronariche: quando FFR e indici derivati dall’analisi delle curve pressorie non basate sull’iperemia danno risultati discordanti

La Fractional Flow Reserve (FFR) è considerata il gold standard per la valutazione funzionale delle stenosi epicardiche da sottoporre a PCI; iFR costituisce una alternativa, essendosi dimostrata non-inferiore a FFR negli studi DEFINE-FLAIR e iFR-SWEDEHEART. .  Sono stati proposti altri indici non-iperemici (NHPRs “nonhyperemic pressure ratios”), come il rapporto diastolico non iperemico e il rapporto…

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Leading Causes of Death in the US, 2019-2023.

Le malattie cardiovascolari (che hanno subito un incremento dello 0.4% tra 2019 e 2023, da 660.000 a 680.000 decessi) e i tumori (in declino numericamente rispetto al 2019) si confermano le due più frequenti cause di mortalità; Il COVID-19 nel 2020 e nel 2021 è stata la terza causa di decesso, ma nel 2022 è sceso al quarto posto per divenire la decima causa più frequente nel 2023. I dati, tratti dal report del National Center for Health Statistics sulle cause principali di morte negli Stati Uniti tra il 2019 e il 2023, mostrano una netta riduzione…

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The “10 commandments” for the 2024 European Society of Cardiology guidelines on atrial fibrillation

1: Tratta tutti I pazienti con fibrillazione atriale (AF) secondo lo schema  AF-CARE, dove:  [C] Considera le comorbilità e i fattori di rischio (ipertensione, obesità, alcol, apnea  notturna, diabete, sedentarietà).   [A] Allontana il rischio dello stroke e del tromboembolismo   [R] Riduci i sintomi attraverso il controllo del ritmo e della frequenza  [E] Esamina il paziente con regolarità  2:  Prescrivi la terapia anticoagulante ai pazienti a rischio di stroke e troembolismo, basandoti sul CHA2DS2-VA score (stesso punteggio per uomini e donne). 3:  Non basarti sugli score di bleeding per prescrivere o non prescrivere gli anticoagulanti, ma rimuovi tutti I fattori di rischio emorragico modificabili. 4:  Considera l’anticoagulazione per le AF indotte da fattori secondari ( ad esempio da sepsi , alcol, tireotossicosi , chirurgia) secondo il rischio del paziente[1]Gundlund A, Kümler T, Bonde AN, Butt JH, Gislason GH, Torp-Pedersen C, et al. Comparative thromboembolic risk in atrial fibrillation with and without a secondary precipitant—Danish nationwide … Continua a leggere. 5: Considera l’anticoagulazione orale nella AF subclinica diagnosticata tramite device impiantato in pazienti ad alto rischio di stroke e basso rischio emorragico , in quanto rapidamente progrediscono verso le forme clinicamente manifeste.  6:  Per i pazienti cardio-operato l’esclusione dell’auricola sinistra, in aggiunta alla terapia anticoagulante, può prevenire il tromboembolismo.  7: L’ablazione transcatetere in pazienti adatti con AF parossistica può essere utilizzata come prima scelta terapeutica per alleviare i sintomi , ridurre le recidive e ritardare la progressione dell’AF.  8: Il controllo del ritmo in pazienti selezionati può migliorarne la prognosi in presenza di alto rischio tromboembolico [2]Kirchhof P, Camm AJ, Goette A, Brandes A, Eckardt L, Elvan A, et al. Early rhythm-control therapy in patients with atrial fibrillation. N Engl J Med 2020;383:1305–16. https://doi.org/ … Continua a leggere, scompenso cardiaco e FE ridotta  e nei casi in cui il controllo del ritmo può permettere di ridurre le ospedalizzazioni e la mortalità[3]1)    Van Gelder IC, Rienstra M, Bunting KV, Casado-Arroyo R, Caso V, Crijns HJGM, et al. 2024 ESC guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with … Continua a leggere.  9:  La cardioversione di AF richiede una anticoagulazione appropriata e uno studio con ecografia transesofagea se la durata supera le 24 ore. Considera innanzitutto la sicurezza e la possibilità di attendere un ripristino spontaneo del ritmo.  10:  la rivalutazione clinica regolare è fondamentale, così come la valutazione del ritmo per ogni individuo che abbia superato i 65 anni  e si sottoponga ad un controllo medico per facilitare una diagnosi precoce di AF, così come utili sono gli screening di popolazioni a rischio  tromboembolico elevato[4]Svennberg E, Friberg L, Frykman V, Al-Khalili F, Engdahl J, Rosenqvist M. Clinical outcomes in systematic screening for atrial fibrillation (STROKESTOP): a multicentre, parallel group, unmasked, … Continua a leggere.  Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Gundlund A, Kümler T, Bonde AN, Butt JH, Gislason GH, Torp-Pedersen C, et al. Comparative thromboembolic risk in atrial fibrillation with and without a secondary precipitant—Danish nationwide cohort study. BMJ Open 2019;9:e028468 ↑2 Kirchhof P, Camm AJ, Goette A, Brandes A, Eckardt L, Elvan A, et al. Early rhythm-control therapy in patients with atrial fibrillation. N Engl J Med 2020;383:1305–16. https://doi.org/ 10.1056/NEJMoa2019422 ↑3 1)    Van Gelder IC, Rienstra M, Bunting KV, Casado-Arroyo R, Caso V, Crijns HJGM, et al. 2024 ESC guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with the European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACTS). Eur Heart J 2024; 45:3314–3414 ↑4 Svennberg E, Friberg L, Frykman V, Al-Khalili F, Engdahl J, Rosenqvist M. Clinical outcomes in systematic screening for atrial fibrillation (STROKESTOP): a multicentre, parallel group, unmasked, randomised controlled trial. Lancet 2021;398:1498–506. https://doi. org/10.1016/S0140-6736(21)01637-8

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