Marzo 10, 2026

Prevenzione secondaria con monoterapia antipiastrinica nei pazienti sottoposti a PCI: ASA o inibitore del P2Y12?

I pazienti sottoposti a PCI con impianto di stent, necessitano di un periodo di doppia antiaggregazione per ridurre gli eventi ischemici dopo l’intervento, al termine del quale sono generalmente trattati con singolo farmaco antipiastrinico, generalmente l’ASA, come raccomandato negli anni dalle Linee Guida. Studi recenti hanno verificato l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo di inibitori del recettore piastrinico P2Y12, soprattutto clopidogrel, al posto dell’ASA in questi pazienti. Tuttavia…

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Lipoproteina(a) e patologia aterosclerotica extracoronarica

Nonostante il notevole sviluppo della ricerca sul ruolo patogenetico della lipoproteina (a) – Lp(a) – nella malattia aterosclerotica, soprattutto a livello coronarico, incerto è ancora il suo ruolo sull’evoluzione clinica della patologia extra-coronarica. Benchè sia stata analizzata l’associazione tra livelli di Lp(a) e stroke o eventi legati a patologia aterosclerotica degli arti inferiori…

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Neoaterosclerosi dopo impianto di stent nello STEMI: confronto tra differenti tipologie di DES

La neo-aterosclerosi è un fenomeno tardivo dopo l’impianto di stent, più frequente nei DES, soprattutto se impiantati nei pazienti con infarto miocardico . Esso consiste, inizialmente, nella migrazione entro la neo-intima di macrofagi e linfociti oltre che di LDL ossidate e può portare alla ristenosi intrastent o alla trombosi del dispositivo. Questo fenomeno è favorito da…

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Come valutare la natriuresi nei pazienti scompensati in terapia diuretica orale

L’ASA rappresenta storicamente il trattamento antiaggregante di scelta a lungo termine per la prevenzione secondaria di eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia aterosclerotica coronarica (CAD). La base scientifica per l’utilizzo dell’ASA nei pazienti con CAD è datata alla fine degli anni Ottanta con la pubblicazione dello studio ISIS-2 (Second International Study of Infarct Survival) che randomizzò 17.187 pazienti con infarto miocardico (MI) a ricevere un trattamento con streptokinasi, ASA, entrambi i trattamenti precedenti o placebo. Nell’ISIS-2, il trattamento con l’ASA risultò associato a una riduzione relativa del rischio di mortalità vascolare del 20% rispetto al placebo. L’ISIS-2 e altri studi successivi stabilirono in maniera consistente il vantaggio dell’ASA a basse dosi rispetto al placebo sulla riduzione della mortalità vascolare nei pazienti con CAD. Di conseguenza, considerata l’ampia disponibilità, il profilo di sicurezza e il basso costo, l’ASA divenne il cardine del trattamento farmacologico a lungo termine nei pazienti con CAD o dopo rivascolarizzazione coronarica percutanea (PCI). Successivamente…

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The 10 commandments from the 2025 ESC/EHRA clinical consensus statement on indications for conduction system pacing (CSP)

Il pacing del sistema di conduzione (CSP) è un’area relativamente nuova sempre più adottata come fisiologico sostituto al pacing tradizionale del ventricolo destro e come alternativa alla risincronizzazione biventricolare. Le Linee Guida ESC del 2021 sono state molto prudenti al riguardo per l’assenza di dati a quel tempo convincenti, ma da allora nuove evidenze ne hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza. Questa nuova modalità di pacing si è rapidamente diffusa e ha reso necessario un documento di consenso al riguardo[1]Glikson M, Burri H, Abdin A. et al. European Society of Cardiology (ESC) Clinical Consensus Statement on indications for conduction system pacing, with special contribution of the European Heart … Continua a leggere I principali messaggi sono qui riportati: 1) Training. L’impianto di CSP deve essere eseguito da personale medico che abbia ricevuto un adeguato training e acquisito la capacità di effettuare procedure efficaci e sicure. (ADVICE TO DO). 2) Pacing del fascio di His (HBP) versus pacing dell’area della branca sinistra (LBBAP). (ADVICE TO DO). Entrambe le modalità comportano benefii clinici ed emodinamici. Tuttavia, LBBAP è caratterizzata da sensing e pacing superiori e da un minor tasso di complicanze correlate agli elettrodi. LBBAP è inoltre preferibile nei pazienti con blocchi infranodali, quando si pianifica un’ablazione del nodo AV o una sostituzione valvolare aortica, mentre HBP è preferibile se la valvola tricuspide deve essere preservata. (MAY BE APPROPRIATE TO DO). 3) Blocco AV. È appropriato un impianto CSP, senza tener conto della EF e della probabile percentuale di pacing. (MAY BE APPROPRIATE TO DO). 4) Ablazione del nodo AV. È appropriato un impianto CSP, indipendentemente dal valore della EF. Per tale indicazione, è preferibile un impianto LBBAP (MAY BE APPROPRIATE TO DO). 5) Scompenso cardiaco con blocco di branca sinistra, QRS ≥130 ms, e. EF ≤.35. È appropriato impianto CSP-resincronizzazione cardiaca per migliorare la EF, la capacità di esercizio, i sintomi, e per ridurre le ospedalizzazioni per scompenso (MAY BE APPROPRIATE TO DO). 6) Scompenso cardiaco senza blocco di branca sinistra o EF ≥.35. L’impatto di CSP è incerto per mancanza di evidenze. (AREA OF UNCERTAINTY). 7) Cardiomiopatia indotta da pacing o non responsività a terapia di resincronizzazione con biventricolare. È appropriato un upgrading a CSP per migliorare i sintomi di scompenso e la EF (MAY BE APPROPRIATE TO DO). 8) HOT/LOT-CRT. Può essere appropriato proporre una resincronizzazione HOT/LOT (His-Optimized Therapy for Cardiac Resinchronization Therapy/Left Optimized Threrapy for Cardiac Resynchronization Therapy) nel caso di risultato elettrocardiografico o clinico subottimale dell’impianto CSP o di biventricolare, tenendo in considerazione l’esperienza dell’operatore e il rischio procedurale (MAY BE APPROPRIATE TO DO). 9) Impianto non riuscito dell’elettrodo in seno coronarico. Nei candidati a terapia di resincronizzazione cardiaca con biventricolare nei quali l’impianto dell’elettrodo in seno coronarico non abbia successo, si consiglia CSP come terapia “rescue” (ADVICE TO DO). 10) Popolazioni specifiche. In pazienti in cui è desiderabile un dispositivo più semplice (fragilità, breve attesa di vita) è desiderabile un impianto CSP piuttosto che un biventricolare come strategia primaria, considerando l’esperienza dell’operatore (MAY BE APPROPRIATE TO DO). Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Glikson M, Burri H, Abdin A. et al. European Society of Cardiology (ESC) Clinical Consensus Statement on indications for conduction system pacing, with special contribution of the European Heart Rhythm Association of the ESC and endorsed by the Asia Pacific Heart Rhythm Society, the Canadian Heart Rhythm Society, the Heart Rhythm Society, and the Latin American Heart Rhythm Society. Europace 2025;27:euaf050. https://doi.org/10.1093/europace/euaf050

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Left bundle branch block as a risk factor for heart failure

Scopo dello studio è stato quello di determinare l’evoluzione clinica di soggetti di età superiore a 65 anni, senza cardiopatia nota e senza segni di alterazioni strutturali all’ecocardiogramma (FE normale), arruolati nel Cardiovascular Health Study (1989-1990), uno studio di coorte longitudinale condotto tra il 1989 e il 1990 in 4 centri statunitensi. Sono stati inclusi 4.541 soggetti (età media 72.6 anni) di cui 2.697 (59.4%) donne. All’elettrocardiogramma basale, 44 (1.0%) soggetti mostravano un blocco di branca sinistra (LBBB); a un follow-up mediano di 14.6 anni il rischio cumulativo di scompenso non aggiustato per variabili confondenti è stato del…

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