Sara Schiesaro

A YOUNG MAN WITH SYNCOPE: WHAT IS THE DIAGNOSIS?

Un signore di 28 anni senza precedenti cardiovascolari si presenta al Pronto Soccorso per un episodio sincopale verificatosi circa tre ore prima. Non ha avuto altri sintomi, in particolare non dolore toracico, nè palpitazioni, nè dispnea. La pressione arteriosa è regolare, così come l’Rx torace. Il pannello A della Figura riporta l’elettrocardiogramma all’ingresso. Il pannello B mostra l’ecocardiogramma (asse lungo parasternale). Qual è l’interpretazione dell’ECG? Alla luce dell’ecocardiogramma, qual è la diagnosi clinica più probabile? L’elettrocardiogramma mostra un grado di blocco AV avanzato con un ritmo di scappamento giunzionale (vedasi il primo complesso QRS del pannello A riconoscibile per la morfologia dell’onda P successiva, seguito da onde P non condotte e complessi QRS con onda delta). Nonostante il trattamento con atropina e dopamina la conduzione AV non è migliorata, dato che suggerisce la presenza di una via fascicolo ventricolare piuttosto che una via accessoria tipica[1]Gong F, Yang L, Liu Q: Fasciculo-ventricular accessory pathway masked extensive atrioventricular conduction system disease in a patient with PRKAG2 syndrome. Ann Noninvasive Electrocardiol. … Continua a leggere.  L’ecocardiogramma mostra una ipertrofia concentrica senza gradiente significativo con FE 71%. La combinazione di alterazioni della conduzione, pre-eccitazione e ipertrofia concentrica suggeriscono una diagnosi di sindrome PRKAG2. In questa sindrome sono presenti disturbi di conduzione nel 44%dei pazienti e ipertrofia ventricolare sinistra nel 53% dei casi. Non infrequenti sono le aritmie sopraventricolari come flutter atriale o fibrillazione atriale. In questo paziente era presente una via fascicolo-ventricolare, che non bypassa il nodo AV come le vie accessorie tipiche, e quindi mostra la pre-eccitazione anche quando il complesso QRS origina dalla giunzione AV. La sindrome è causata da mutazioni nel gene che codifica per la protein-kinasi attivata da 5′ AMP (AMPK), in particolare per la sua subunità regolatoria γ2 (PRKAG2). AMPK è un enzima ampiamente coinvolto nella regolazione metabolica dell’ATP cellulare[2]Porto AG, Brun F, Severini GM, et al. Clinical spectrum of PRKAG2 syndrome. Circ Arrhythm Electrophysiol. 2016;9:e003121 doi:10.1161/CIRCEP.115.003. L’ipertrofia non è sarcomerica, ma dovuta a storage di glicogeno. Il trattamento della sindrome deve essere mirato a prevenire le complicanze aritmiche (incluso il rischio di morte improvvisa) e le anomalie di conduzione. Nel paziente in esame la diagnosi è stata confermata con test genetici. È stata eseguita una risonanza magnetica cardiaca che ha mostrato presenza di fibrosi e una ipertrofia con uno spessore settale di 22.6 mm. È stato impiantato un defibrillatore che nel successivo follow-up non è mai intervenuto. Il follow-up dei pazienti si basa su controlli ecocardiografici e monitoraggio Holter periodico per valutare la progressione della malattia. Pur non essendo disponibile una terapia specifica, sono prevedibili sviluppi positivi grazie alla terapia genica. Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Gong F, Yang L, Liu Q: Fasciculo-ventricular accessory pathway masked extensive atrioventricular conduction system disease in a patient with PRKAG2 syndrome. Ann Noninvasive Electrocardiol. 2024;29:e13134, doi.org/10.1111/anec.13134. ↑2 Porto AG, Brun F, Severini GM, et al. Clinical spectrum of PRKAG2 syndrome. Circ Arrhythm Electrophysiol. 2016;9:e003121 doi:10.1161/CIRCEP.115.003

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Relationship between neutrophil count and 90-day outcomes and effect of dual antiplatelet therapy in patients with acute ischemic stroke or transient ischemic attack: a post hoc analysis of the inspires trial

I pazienti con stroke ischemico o TIA hanno un rischio aumentato di recidive entro 90 giorni[1]Shahjouei S, Sadighi A, Chaudhary D. A 5-decade analysis of incidence trends of ischemic stroke after transient ischemic attack: a systematic review and meta-analysis.JAMA Neurol. 2021;78:77–87. … Continua a leggere. Il loro verificarsi non sembra dipendere dalla presenza dei fattori di rischio tradizionali, mentre è stata osservata una correlazione tra una elevata conta neutrofila (NC) e un outcome sfavorevole delle procedure endovascolari[2]Jickling GC, Dziedzic T. Neutrophil count is related to stroke outcome following endovascular therapy. Neurology. 2019;93:194–195. doi:10.1212/WNL.0000000000007851. Lo studio è un’analisi post-hoc del trial INSPIRES (Intensive Statin and Antiplatelet Therapy for High-Risk Intracranial or Extracranial Atherosclerosis) che ha arruolato in 222 ospedali cinesi circa 6.000 pazienti con stroke o TIA entro 72 ore dai sintomi randomizzandoli a solo ASA (100 mg associato a placebo di clopidogrel per 90 giorni – gruppo ASA) o a DAPT (ASA 100 mg e clopidogrel 75 mg per 21 giorni, seguito da clopidogrel e placebo di ASA sino al terzo mese – gruppo clopidogrel). L’età mediana era 65 anni e circa due terzi erano maschi. I risultati globali del trial hanno mostrato una riduzione di stroke a 90 giorni nel gruppo clopidogrel (7.3% versus 9.2% nel gruppo ASA, hazard ratio, 0.79; 95% confidence interval [CI], 0.66 to 0.94; P=0.008[3]Gao Y, Chen W, Pan Y, et al. Dual antiplatelet treatment up to 72 hours after ischestroke. N Engl J Med. 2023;389:2413–2424. doi:10.1056/NEJMoa2309137. Nell’analisi presente i pazienti sono stati divisi in terzili a seconda del valore basale di neutrofili: I pazienti con valori elevati di NC erano più giovani, più frequentemente ipertesi e diabetici e con valori di colesterolo LDL più elevati e di colesterolo LDL più bassi. L’outcome primario dello studio era rappresentato dall’evenienza di stroke. Come mostra la Figura, dopo aggiustamento per una serie di variabili cliniche e strumentali, i pazienti nei gruppi “intermediate NC” e “high NC” hanno beneficiato dalla DAPT iniziale e dal proseguimento con clopidogrel rispetto alla monoterapia con ASA (rispettivamente adjusted HR, 0.55 [95% CI, 0.41–0.79] e adjusted HR, 0.72 [95% CI, 0.54–0.93] non si è manifestato alcun beneficio per i pazienti nel gruppo “low NC” (adjusted HR, 1.25 [95% CI, 0.88–1.79]. La P di interazione è risultata significativa (P=0.004). Non è stata alcuna differenza di bleeding severo o moderato tra i due trattamenti è stata osservata nei tre gruppi. Gli autori concludono che questa analisi post-hoc suggerisce che i pazienti con NC più alta possano avere un maggior beneficio da una associazione iniziale con ASA seguita da monoterapia con clopidogrel rispetto alla monoterapia con ASA. Questi dati, che confermano osservazioni precedenti[4]De Servi S, Landi A, Savonitto S. Clopidogrel induced reduction in neutrophil count: an overlooked beneficial effect? Eur J Intern Med. 2024;124:32–34. doi: 10.1016/j.ejim.2024.03.026., possono servire come riferimento per studi futuri che esplorino l’eventuale efficacia di una terapia anti-infiammatoria dopo un evento cardiaco o cerebrovascolare acuto. Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Shahjouei S, Sadighi A, Chaudhary D. A 5-decade analysis of incidence trends of ischemic stroke after transient ischemic attack: a systematic review and meta-analysis.JAMA Neurol. 2021;78:77–87. doi:10.1001/jamaneurol.2020.3627. ↑2 Jickling GC, Dziedzic T. Neutrophil count is related to stroke outcome following endovascular therapy. Neurology. 2019;93:194–195. doi:10.1212/WNL.0000000000007851 ↑3 Gao Y, Chen W, Pan Y, et al. Dual antiplatelet treatment up to 72 hours after ischestroke. N Engl J Med. 2023;389:2413–2424. doi:10.1056/NEJMoa2309137 ↑4 De Servi S, Landi A, Savonitto S. Clopidogrel induced reduction in neutrophil count: an overlooked beneficial effect? Eur J Intern Med. 2024;124:32–34. doi: 10.1016/j.ejim.2024.03.026.

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Statins for Primary Prevention of Cardiovascular Disease – With PREVENT, What’s a Clinician to Do? A viewpoint.

In uno studio recente pubblicato in JAMA Internal Medicine, Anderson e coll. hanno presentato i dati, raccolti tra il 2017 e il marzo 2020, relativi a 3.785 soggetti adulti (di cui il 21% in terapia con statine) partecipanti al National Health and Nutrition Examination Study (NHANES). In questi soggetti il rischio cardiovascolare é stato determinato sia con il recente score Predicting Risk of cardiovascular disease EVENTs [PREVENT] che con le piu datate “pooled cohort equations” (PCE), rilasciate nel 2013: i risultati hanno mostrato come utilizzando il modello PREVENT il rischio calcolato di sviluppare una malattia cardiovascolare (ASCVD) fosse inferiore del 50% rispetto all’utilizzo del vecchio modello in tutti i gruppi demografici testati[1]Anderson TS, Wilson LM, Sussman JB. Atherosclerotic Cardiovascular Disease Risk Estimates Using the Predicting Risk of Cardiovascular Disease Events Equations. JAMA Intern Med. 2024 ;1 84(8):963-970. … Continua a leggere. In particolare, il rischio calcolato a 10 anni era decisamente inferiore nella popolazione nera (6.1% vs 10.9%) e nella popolazione con eta compresa tra 70 e 75 anni (10.2% vs 22.8%). Lo score PREVENT (vedi Figura) presenta una maggiore accuratezza e una migliore stima del rischio (con eccellenti indici di discriminazione – C statistics, tra 0.74 e 0.89 – edi calibrazione) sia perché derivato da popolazioni pill recenti (1992-2022) di eta compresa tra 30 e 79 anni, sia perché tiene conto della presenza di eventuale sindrome nefro-metabolica, non considerata nelle equazioni precedenti, nelle quali il rischio era calcolato in popolazioni osservate oltre 30 anni fa (1968-1995). L-Expert Panel dell’American College of Cardiology e American Heart Association, a partire dal 2013, distingue tre gruppi di pazienti nei quali iniziare una prevenzione primaria con statine: 1) soggetti con colesterolo LDL >190 mg/dl; 2) soggetti tra 40 e 75 anni con diabete; 3) soggetti con eta tra 40 e 75 anni che presentino un rischio di malattia cardiovascolare del 7.5% a 10 anni. Il beneficio è tanto maggiore quanto pit alto lo score di rischio calcolato. Nei soggetti a rischio basso il beneficio potenziale della terapia statinica deve essere commisurato con il potenziale rischio di insorgenza di diabete, calcolato a circa 0.1%/anno utilizzando una statina a moderata intensita (va ricordato tuttavia che i soggetti che sviluppano diabete hanno gia parametri glicemici vicini alla soglia diagnostica di diabete[2]Ridker PM, Danielson E, Fonseca FA, et al. JUPITER Study Group. Rosuvastatin to prevent vascular events in men and women with elevated C-reactive protein. N Engl J Med. 2008;359:2195- 2207. … Continua a leggere. Studi randomizzati (AFCAPS/TexCAPS, JUPITER e MEGA), che hanno arruolato pazienti in prevenzione primaria, hanno mostrato una incidenza di eventi a 10 anni tra il 5.1% e il 7.6% nei rispettivi gruppi placebo. Per questo, l’expert panel ha raccomandato |’uso di statine a una soglia del 7.5% di rischio di ASCVD a 10 anni. Benché questi principi restino tuttora solidi, la novita introdotta dall’uso del risk score PREVENT riguarda la riduzione percentuale della popolazione potenzialmente beneficiaria di terapia statinica. Dei 29.3 milioni di individui considerati a rischio intermedio negli Stati Uniti utilizzando le equazioni PCE, un quarto sarebbero “switchati” a rischio basso e il 46% considerati “borderline”, applicando le equazioni PREVENT. Come tuttavia ammonisce Sadiya S. Khan, chair del comitato AHA committee[3]Khan SS, Matsushita K, Sang Y, et al. Chronic Kidney Disease Prognosis Consortium and th American Heart Association Cardiovascular-Kidney-Metabolic Science Advisory Group. Development and validation … Continua a leggere che ha sviluppato le equazioni PREVENT (disponibili al sito httos//professional.heart. org) bisogna essere molto cauti nel sospendere la terapia statinica nei soggetti già in corso di trattamento con questi farmaci in base alle vecchie equazioni di rischio. La sospensione di una terapia con statine si associa a un aumentato rischio di eventi, fenomeno descritto anche per |’abbandono della terapia con ASA in prevenzione primaria[4]Campbell R, Nelson MR, McNeill JJ, McEvoy JW. Outcomes after aspirin discontinuation among baseline users in contemporary primary prevention aspirin trials: ameta-analysis. Circulation. … Continua a leggere. Fino a quando non saranno disponibili nuove Linee Guida che affrontino questa problematica, i soggetti nei quali era stata indicata una prevenzione primaria con statine dovrebbero proseguirla. Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Anderson TS, Wilson LM, Sussman JB. Atherosclerotic Cardiovascular Disease Risk Estimates Using the Predicting Risk of Cardiovascular Disease Events Equations. JAMA Intern Med. 2024 ;1 84(8):963-970. doi:10.1001 /jamainternmed.2024.1302. ↑2 Ridker PM, Danielson E, Fonseca FA, et al. JUPITER Study Group. Rosuvastatin to prevent vascular events in men and women with elevated C-reactive protein. N Engl J Med. 2008;359:2195- 2207. doi:10.1056/NEJMoa0807646. ↑3 Khan SS, Matsushita K, Sang Y, et al. Chronic Kidney Disease Prognosis Consortium and th American Heart Association Cardiovascular-Kidney-Metabolic Science Advisory Group. Development and validation of the American Heart Association’s PREVENT equations. Circulation. 2024;149:430-449. doi:10.1161/CIRCULATIONAHA.123.067626. ↑4 Campbell R, Nelson MR, McNeill JJ, McEvoy JW. Outcomes after aspirin discontinuation among baseline users in contemporary primary prevention aspirin trials: ameta-analysis. Circulation. 2024;149:722-724.

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I pazienti con occlusione coronarica cronica inclusi negli studi randomizzati di confronto tra interventi percutanei e terapia medica sono rappresentativi del mondo reale?

La limitazione principale degli studi randomizzati (RCT) rivolti ai pazienti con cardiopatia ischemica, caratterizzata anatomicamente da occlusione coronarica cronica (CTO) nell’individuare l’efficacia degli interventi percutanei di rivascolarizzazione (PCI) rispetto alla terapia medica, risiede nel fatto che i pazienti più sintomatici e a più alto rischio, per motivi etici, non vengono solitamente inclusi. Ne deriva quindi difficoltà nell’arruolamento e nel raggiungimento di endpoint clinici “hard” al follow-up, come la mortalità e l’infarto miocardico. Non è noto, inoltre, se i RCT, sinora eseguiti in questi pazienti, siano effettivamente rappresentativi della popolazione con cardiopatia ischemica e presenza di CTO osservata nel mondo reale.

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Pubblicazioni Top in medicina cardiovascolare nel 2022: cardiovascular imaging

1. Brener MI, Lurz P, Hausleiter J, Rodés-Cabau J, Fam N, Kodali SK, et al. Right ventricularpulmonary arterial coupling and afterload reserve in patients undergoing transcatheter tricuspid valve repair. J Am Coll Cardiol 2022;79:448–461. https://doi.org/10.1016/j. jacc. 2021.11.031. Right ventricular-Pulmonary arterial coupling is a powerful, independent predictor of allcause mortality in patients with tricuspid regurgitation undergoing transcatheter tricuspid valve repair. These data suggest that the TAPSE/Pulmonary artery systolic pressure ratio can inform patient selection and prognostication following transcatheter tricuspid valve repair.

2. Cahill TJ, Pibarot P, Yu X, Babaliaros V, Blanke P, Clavel MA, et al. Impact of right ventriclepulmonary artery coupling on clinical outcomes in the PARTNER 3 trial. JACC Cardiovasc Interv 2022;15:1823–1833. https://doi.org/10.1016/j. jcin.2022.07.005. In patients with symptomatic severe aortic stenosis at low surgical risk undergoing trans-catheter aortic valve replacement or surgical aortic valve replacement, baseline right ventricle – Pulmonary artery uncoupling defined by TAPSE/Pulmonary artery systoli pressure ≤0.55 mm Hg-was associated with adverse clinical outcomes at 2 years, including all-cause mortality, cardiovascular mortality, and rehospitalization.

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