Stefano De Servi, Università degli Studi di Pavia
Inquadramento
Benchè il ruolo della CT coronarica sia cresciuto negli anni e il suo valore diagnostico riconosciuto nelle Linee Guida[1]Vrints C, Andreotti F, Koskinas KC, et al. ESC Scientific Document Group 2024 ESC Guidelines for the management of chronic coronary syndromes.Eur Heart J. 2024 Sep 29;45(36):3415-3537. … Continua a leggere, restano problemi di accuratezza e affidabilità soprattutto in presenza di vasi calcifici e di stent impiantati, in primo luogo per problemi di “effetto blooming” che limita la nitidezza dell’immagine e la capacità di individuare correttamente il lume del vaso. Recentemente, l’introduzione di novità tecnologiche come la CT con sensori a conteggio di fotoni “Photon-counting detector– computed tomography-PCD-CT” permette di convertire direttamente i fotoni in segnale elettronico utilizzando un semiconduttore, evitando la conversione indiretta che utilizzava una coppia scintillatore/fotodiodo[2]Bluemke DA, Lima JAC. Cardiac imaging 2040. Radiology. 2023;307: e230160; in tal modo migliora la risoluzione spaziale, diminuisce il “rumore” elettronico e gli artefatti da “blooming” migliorando la qualità dell’immagine (Figura).
Lo studio in esame
In questo studio condotto al St Francis Hospital and Heart Center di Roslyn (New York) sono stati confrontati i risultati ottenuti in 7.833 pazienti consecutivi, sottoposti a indagini di CT coronarica eseguite nel 2022 e 2023, utilizzando o una CT convenzionale (Revolution Apex 256, GE HealthCare oppure Aquilion ONE ViSION 320, Canon Medical Systems) in 3.957 pazienti osservati prevalentemente nel 2022, oppure una PCD-CT (NAEOTOM Alpha, Siemens Healthineers) in 3.876 pazienti osservati esclusi- vamente nel 2023. I due gruppi di pazienti differivano lievemente (ma significativamente) per una prevalenza di maggiore età (60 vs 59 anni) nei pazienti sottoposti a PCD-CT. Inoltre, in questi ultimi era maggiore l’utilizzo di contrasto (77 ml vs 74, P<0.001) e la dose di radiazioni (11,7 vs 9 mSv, P<0.001). Dei 7.833 pazienti sottoposti a CT coronarica, era eseguita una coronarografia invasiva in 903 pazienti (11.5%). Il numero di pazienti riferiti a ICA era minore dopo aver eseguito l’indagine con PCD-CT (385/3.876, pari al 9,9%) che con CT covenzionale (518/3.957 pari al 13,1%, P<0.001). Così pure, veniva effettuata una rivascolarizzazione coronarica in una percentuale maggiore di pazienti sottoposti a PCD-CT che a CT convenzionale (167/385, pari al 43,4% vs 184/518, pari al 35,5%; P=0.02). Nei pazienti sottoposti a ICA, sono stati considerati 1.686 vasi con almeno una stenosi alla CT coronarica (926 nel gruppo CT convenzionale e 760 nel gruppo PCD-CT). Nei pazienti studiati con TC convenzionale prevalevano le diagnosi di stenosi severe (70%-99%), mentre nei pazienti sottoposti a PCD-CT veniva più frequentemente diagnosticata la presenza di stenosi moderate (50%-69%) (P=0.003). La performance diagnostica delle due metodiche nella corretta valutazione di stenosi ostruttive è stata determinata utilizzando come gold standard l’analisi della coronarografia quantitativa nei pazienti sottoposti a IC (definendo ostruttiva una stenosi che riducesse il lume di almeno il 50% in vasi con diametro di almeno 2 mm). La Tabella mostra i valori di sensibilità, specificità, valore predittivo positivo, valore predittivo negativo e accuratezza diagnostica delle due tecniche. La PCD-CT ha mostrato una superiore specificità, valore predittivo positivo e accuratezza diagnostica.


Take home message
La CT con sensori a conteggio di fotoni ha mostrato un’eccellente performance diagnostica per l’individuazione di stenosi coronariche; rispetto alla CT convenzionale, un numero minore di pazienti vengono riferiti alla coronarografia invasiva mentre un maggior numero viene avviato alla rivascolarizzazione.
Interpretazione dei dati
Nelle recenti Linee Guida delle sindromi coronariche croniche, la CT coronarica ha una raccomandazione di classe I, livello di evidenza A per la sua elevata sensibilità nei soggetti che abbiano una probabilità di coronaropatia pre-test lieve-moderata (5%-50%), mentre ha una classe di raccomandazione III (“non va eseguita”) quando si ha una elevata probabilità di ottenere una scarsa qualità di immagini, come nei soggetti con calcificazioni estese[3]Vrints C, Andreotti F, Koskinas KC, et al. ESC Scientific Document Group 2024 ESC Guidelines for the management of chronic coronary syndromes.Eur Heart J. 2024 Sep 29;45(36):3415-3537. … Continua a leggere. Lo studio presentato mostra come una innovazione tecnologica recentemente introdotta (la CT con sensori a conteggio di fotoni) permetta di superare questo limite, migliorando la specificità dei risultati e riducendo così il numero di falsi positivi che conducono a un numero elevato di coronarografie invasive inutili[4]Knuuti J, Ballo H, Juarez-Orozco LE, et al. The performance of non-invasive tests to rule-in and rule-out significant coronary artery stenosis in patients with stable angina: a meta-analysis focused … Continua a leggere. Questi limiti dipendono essenzialmente dalla modesta risoluzione della CT coronarica e all’effetto “blooming” che rende spesso non interpretabili i risultati dell’indagine CT in presenza di calcificazioni: infatti, nei pazienti con “calcium score” elevato la specificità dell’esame scende notevolmente[5]Abdulla J, Pedersen KS, Budoff M, Kofoed KF. Influence of coronary calcification on the diagnostic accuracy of 64-slice computed tomography coronary angiography: a systematic review and … Continua a leggere. Per questo motivo lo studio ha rilevanza clinica, in quanto l’indagine con PCD-CT permette di ridurre il numero di pazienti che sulla base dell’esito della CT coronarica vengono avviati allo studio invasivo, senza diminuire la quota di rivascolarizzazioni effettuate. Tra le limitazioni della metodica va segnalato che l’indagine con PCD-CT comporta una dose totale di radiazioni superiore alla CT convenzionale per la raccomandazione del produttore di utilizzare un tubo radiogeno con una tensione di 140 Kvp. Studi futuri dovranno verificare se protocolli di acquisizione alternativi, che consentano di erogare una dose minore di radiazioni, possano permettere di mantenere l’elevato livello di performance di questa tecnologia.
Bibliografia[+]
↑1 | Vrints C, Andreotti F, Koskinas KC, et al. ESC Scientific Document Group 2024 ESC Guidelines for the management of chronic coronary syndromes.Eur Heart J. 2024 Sep 29;45(36):3415-3537. doi:10.1093/eurheartj/ehae177 |
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↑2 | Bluemke DA, Lima JAC. Cardiac imaging 2040. Radiology. 2023;307: e230160 |
↑3 | Vrints C, Andreotti F, Koskinas KC, et al. ESC Scientific Document Group 2024 ESC Guidelines for the management of chronic coronary syndromes.Eur Heart J. 2024 Sep 29;45(36):3415-3537. doi:10.1093/eurheartj/ehae177. |
↑4 | Knuuti J, Ballo H, Juarez-Orozco LE, et al. The performance of non-invasive tests to rule-in and rule-out significant coronary artery stenosis in patients with stable angina: a meta-analysis focused on post-test disease probability. Eur Heart J. 2018;39:3322–3330. |
↑5 | Abdulla J, Pedersen KS, Budoff M, Kofoed KF. Influence of coronary calcification on the diagnostic accuracy of 64-slice computed tomography coronary angiography: a systematic review and meta-analysis. Int J Cardiovasc Imaging. 2012;28:943–953. |
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