iFR

FFR o iFR: quale utilizzare?

Le Linee Guida raccomandano di sottoporre a indagine fisiologica le stenosi di grado intermedio, prima di procedere a eventuale intervento di PCI(1,2). La fractional flow reserve (FFR) è un metodo molto semplice basato sul concetto di una corrispondenza lineare tra flusso e pressione in condizioni di massima iperemia . Più recentemente, è stata validato l’uso della iFR, basata sulla differenza pressoria durante un intervallo diastolico (“wave-free period”), in cui la resistenza microvascolare è la più bassa. Due studi (iFR-SWEDEHEART e DEFINE-FLAIR) hanno dimostrato a 1 anno di follow-up un numero di eventi avversi simili (MACE) utilizzando le due metodiche…

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Predictors of Bail-out stenting in patients with small vessel disease treated with drug-coated balloon percutaneous coronary intervention

Background: Drug-coated balloons (DCBs) have shown comparable results with drugeluting stents in small vessel disease (SVD) percutaneous coronary intervention (PCI) in terms of target vessel revascularization and a reduced incidence of myocardial infarction. However, the relatively high rate of bail-out stenting (BOS) still represents a major drawback of DCB PCI.

Aims: The aim of the study was to investigate the clinical, anatomic, and procedural features predictive of BOS after DCB PCI in SVD.

Methods: We included all consecutive patients undergoing PCI at our institution between January 2020 and May 2022 who were treated with DCB PCI of a de novo lesion in a coronary vessel with a reference vessel diameter (RVD) between 2.0 and 2.5 mm. Angiographic success was defined as a residual stenosis <30% without flow-limiting dissection. Patients who did not meet these criteria underwent BOS.

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Predictors of fractional flow reserve/instantaneous wave-free ratio discordance: impact of tailored diagnostic cut-offs on clinical outcomes of deferred lesions.

Diversi fattori legati al paziente e alla tipologia di lesione coronarica possono influenzare la concordanza dei valori di instantaneous wave-free ratio (iFR) e fractional flow reserve (FFR), con notevoli implicazioni cliniche in termini di sicurezza di una rivascolarizzazione differita. In questo studio retrospettivo, multicentrico, sono state analizzate 269 lesioni coronariche angiograficamente intermedie (40-90% alla valutazione angiografica) valutate funzionalmente sia con iFR che con FFR. Nel 67.6% le lesioni coinvolgevano il tronco comune (LM)/arteria discendente anteriore (LAD). Il tasso di discordanza è risultato pari al 23.4% (10.7% lesioni discordanti iFR-negative, 12.7% iFR-positive). I predittori di discordanza sono risultati il coinvolgimento LM/LAD, la coronaropatia multivasale, l’infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST, il fumo, la disfunzione renale e l’ipertensione arteriosa. La riclassificazione delle lesioni con cut-off di iFR, personalizzati in base ai predittori clinici, non ha presentato un valore prognostico aggiuntivo. Al contrario, la riclassificazione in base alla localizzazione della lesione (cut-off iFR per LM/LAD: 0.93 vs 0.89 per non-LM/LAD) ha identificato un’aumentata incidenza di eventi cardiovascolari maggiori per le lesioni differite (FFR negative) tra i pazienti con lesioni iFR positive rispetto quelle negative (19.4 vs 6.1%, P=0.044), ma naon utilizzando il cut-off convenzionale di iFR (15% vs 8.6%, P=0.303).

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