TEER

Riparazione transcatetere della valvola mitralica: come valutare il risultato al termine della procedura?

Il trattamento  dell’insufficienza  mitralica significativa attraverso la procedura MitraClip rappresenta una delle frontiere più avanzate della cardiologia interventistica. Tuttavia, la valutazione dell’efficacia della  procedura e  il  monitoraggio  dell’insufficienza  residua continuano a rappresentare una sfida, come dimostrato  da  uno  studio  recentemente pubblicato su JACC. Lo  studio  in  questione  sottolinea  che la qualità di vita dei pazienti trattati con MitraClip, valutata a 12 mesi con il Kansas City  Cardiomyopathy  Questionn aire (KCCQ), correlava significativamente con la valutazione dell’insufficienza residua mediante ecocardiografia…

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Riparazione transcatetere della valvola mitralica nel paziente scompensato: efficace anche per l’insufficienza mitralica moderato-severa?

L’efficacia degli interventi percutanei di riparazione della valvola mitralica (TEER), nell’insufficienza mitralica secondaria, è tuttora oggetto di discussione in quanto i due studi randomizzati eseguiti di confronto tra TEER (COAPT e MITRA-FR) e terapia medica ottimale hanno dato esiti contrastanti . Inoltre, non è chiaro se i candidati a TEER siano solo i pazienti con insufficienza mitralica severa (grado 4/4) oppure se anche i pazienti con insufficienza mitralica medio-severa (grado 3/4) possano trarne un potenziale giovamento…

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Prediction of mortality and heart failure hospitalisations in patients undergoing M-TEER: external validation of the COAPT risk score

Abstract Background: A risk score was recently derived from the Cardiovascular Outcomes Assessment of the MitraClip Percutaneous Therapy for Heart Failure Patients with Functional Mitral Regurgitation (COAPT) Trial. However, external validation of this score is still lacking. Methods: The Italian Society of Interventional Cardiology (GIse) Registry of Transcatheter Treatment of Mitral Valve RegurgitaTiOn (GIOTTO) population was stratified according to COAPT score quartiles. The performance of the COAPT score for 2-year all-cause death or heart failure (HF) hospitalisation was evaluated in the overall population and in patients with or without a COAPT-like profile. Results: Among the 1,659 patients included in the GIOTTO registry, 934 had SMR and complete data for a COAPT risk score calculation. The incidence of 2-year all-cause death or HF hospitalisation progressively increased through the COAPT score quartiles in the overall population (26.4% vs 44.5% vs 49.4% vs 59.7%; log-rank P<0.001) and COAPT-like patients (24.7% vs 32.4% vs 52.3% vs. 53.4%; log-rank P=0.004), but not in those with a non-COAPT-like profile. The COAPT risk score had poor discrimination and good calibration in the overall population, moderate discrimination and good calibration in COAPTlike patients and very poor discrimination and poor calibration in non-COAPT-like patients. Conclusions: The COAPT risk score has a poor performance in the prognostic stratification of real-world patients undergoing M-TEER. However, after application to patients with a COAPT-like profile, moderate discrimination and good calibration were observed. Intervista a Marianna Adamo Laboratorio di Cardiologia e Cateterizzazione Cardiaca, ASST Spedali Civili di Brescia, Dipartimento di Specialità Mediche e Chirurgiche, Scienze Radiologiche e Salute Pubblica, Università di Brescia Dottoressa Adamo, ci può illustrare i risultati principali del vostro studio? Lo studio aveva lo scopo di valutare la performance del COAPT score in una popolazione con insufficienza mitralica secondaria sottoposta a TEER. Abbiamo osservato che questo score funziona bene nel discriminare il rischio basso vs alto e nel predire gli eventi (morte e ospedalizzazione a 2 anni) dopo TEER solo in pazienti con un profilo COAPT, ciò con caratteristiche simili alla popolazione inclusa nello studio COAPT. Il risultato non è sorprendente, dato che il COAPT score è stato derivato proprio dalla popolazione COAPT. Tuttavia, il messaggio dello studio è importante e ha una rilevanza clinica e pratica: non tutti i pazienti con un profilo COAPT sono uguali; alcuni di questi hanno un rischio di eventi a 2 anni più aumentato di altri. Ci può evidenziare le differenze tra i due indici utilizzati nello studio (COAPT RISKscore e COAPT-like profile)? In particolare, quali possono essere le loro finalità pratiche?Il COAPT-like profile è definito dai criteri di inclusione dello studio COAPT: anatomia mitralica suscettibile di TEER, terapia medica per lo scompenso cardiaco ottimizzata (alla massima dose tollerata dal paziente), classe NYHA II-IV ambulatoriale, BNP aumentato o un’ospedalizzazione per scompenso cardiaco nell’anno precedente, frazione di eiezione del ventricolo sinistro 20-25%, diametro telesistolico ventricolare sinistro <70 mm, pressione polmonare <70 mmHg, assenza di disfunzione ventricolare destra moderata o severa, assenza di scompenso cardiaco avanzato e/o instabilità emodinamica. Questi criteri definiscono una popolazione che ha un beneficio prognostico dal TEER. Infatti, nelle Linee Guida, sia americane che europee, questi criteri vengono raccomandati per la selezione del paziente. Lo score COAPT, invece, è uno score derivato dalla popolazione COAPT. Esso permette quindi di sotto-stratificare i pazienti con un profilo COAPT identificando quei pazienti che a 2 anni hanno un rischio aumentato di morte e ospedalizzazione per scompenso cardiaco. È importante sottolineare che nello studio COAPT i pazienti avevano un beneficio prognostico con TEER rispetto alla sola terapia medica indipendentemente dal COAPT risk score. Quest’ultimo è quindi da considerare un parametro aggiuntivo che può aiutarci a identificare, all’interno di pazienti con un profilo COAPT, quelli con più comorbidità che potrebbero necessitare dopo TEER di un follow-up più stretto. Può sorprendere che nel COAPT risk score non si tenga conto della qualità del risultato ottenuto con l’impianto di MitraClip (in particolare l’entità della riduzione della insufficienza mitralica). Secondo lei è un limite di questo parametro? Questo è sicuramento un limite. Tuttavia, dobbiamo considerare che il 95% dei pazienti trattati con TEER di seconda generazione nel COAPT avevano un rigurgito residuo assente, lieve o moderato. Attualmente, utilizziamo device di quarta generazione e i dati osservazionali mostrano un successo procedurale vicino al 100%. Sicuramente, però, è noto che un risultato accettabile (rigurgito residuo moderato) rispetto a un risultato ottimale (rigurgito residuo assente o lieve) ha un impatto negativo sulla prognosi e questo dovrebbe sempre essere preso in considerazione in aggiunta al COAPT profile e al COAPT risk score per definire il rischio di eventi clinici al follow-up dei pazienti sottoposti a TEER. A questo proposito è interessante l’osservazione che una insufficienza mitralica residua lieve (1+) sia più frequentemente presente nei pazienti con basso COAPT score, mentre una insufficienza residua maggiore (2+ e 3+) si associ a un maggior profilo di rischio clinico/ecocardiografico. Ci può spiegare questa associazione? Questo può essere spiegato dal fatto che pazienti con COAPT score più alto potevano anche avere un ventricolo sinistro più dilatato e una FE più bassa e questo poteva rendere più difficile l’ottenimento di un risultato procedurale ottimale a causa di un eccessivo tethering dei lembi o eccessiva dilatazione dell’anello. Inoltre, essendo pazienti con maggiori comorbidità può essere che gli operatori abbiano adottato un atteggiamento meno aggressivo nella riduzione del rigurgito e che si siano accontentati quindi di un risultato accettabile senza ricercare un risultato ottimale.

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Trattamento dell’insufficienza mitralica degenerativa mediante tecnica transcatetere.

L’insufficienza mitralica (i.m.) su base degenerativa colpisce circa il 10% della popolazione anziana e il suo trattamento è solitamente chirurgico, consistendo in un intervento di riparazione valvolare. Tuttavia, i pazienti con età avanzata presentano spesso delle comorbilità che rendono la chirurgia ad alto rischio o addirittura la sconsigliano. L’alternativa è l’intervento percutaneo di riparazione valvolare attraverso l’impianto di clip per la riparazione transcatetere edge-to-edge. Non ci sono tuttavia molti dati a disposizione per valutarne l’efficacia e la sicurezza.

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Trattamento dell’insufficienza tricuspidalica con dispositivi percutanei: è giunta l’ora?

La patologia della valvola tricuspidale è stata a lungo dimenticata, e il suo trattamento considerato per lo più quando vi è una concomitante patologia del cuore sinistro che ne condiziona l’insorgenza e la progressione. Solo recentemente è stata rivolta l’attenzione alle forme “isolate” di insufficienza tricuspidalica (TR), cioè quelle che si sviluppano in assenza di una cardiopatia strutturale, e al loro outcome ed il trattamento si riduce sostanzialmente ad una terapia medica basata sull’uso di diuretici. Ultimamente, sono stati riportati dati favorevoli con tecniche di riparazione transcatetere (TEER) della TR, utilizzando dispositivi analoghi a quelli usati nel trattamento percutaneo dell’insufficienza mitralica.

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Trattamento percutaneo dell’insufficienza mitralica secondaria in pazienti scompensati: i risultati dello studio COAPT a 5 anni.

L’insufficienza mitralica (I.M.) funzionale che si accompagna all’evoluzione delle miocardiopatie ischemiche e non-ischemiche ha importante valore prognostico. Il suo trattamento percutaneo, mediante impianto di MitraClip (TEER), ha migliorato l’outcome dei pazienti rispetto alla terapia medica ottimale nello studio COAPT a due anni dall’intervento(2(Stone GW, Lindenfeld J, Abraham WT, et al. Transcatheter mitral-valve repair in patients with heart failure. N Engl J Med 2018; 379: 2307-18.)Non è noto quale possa essere il decorso dei pazienti trattati nel prosieguo del follow-up.

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L’intervento di riparazione percutanea edge-to-edge della mitrale nei pazienti anziani con insufficienza mitralica degenerativa migliora la sopravvivenza rispetto alla terapia medica?

L’intervento percutaneo edge-to-edge di riparazione della valvola mitralica (TEER) nei pazienti con insufficienza mitralica secondaria è stato oggetto di studi randomizzati ed è ampiamente dibattuto in letteratura. Vi sono invece pochi dati disponibili per quanto riguarda l’insufficienza mitralica degenerativa da prolasso mitralico che è solitamente trattata per via chirurgica. Tuttavia, i pazienti anziani hanno spesso condizioni cliniche che rendono rischioso l’intervento; in questi casi le Linee Guida danno una indicazione di classe II al trattamento percutaneo di riparazione edge-to-edge, una raccomandazione che riflette l’incertezza dovuta alla scarsità di informazioni e all’assenza di studi randomizzati di confronto tra questa tipologia di intervento e la terapia medica.

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Qual è il valore prognostico della funzione basale del ventricolo destro nei pazienti con scompenso cardiaco e insufficienza mitralica funzionale sottoposti a impianti di mitraclip?

La funzione del ventricolo destro (RV) è importante per determinare l’outcome dei pazienti sottoposti a trattamento dell’insufficienza mitralica funzionale (FMR) per mezzo dell’intervento trans-catetere riparativo “edge to edge” (TEER). Mentre è noto il ruolo prognostico della funzione RV una volta eseguito l’intervento (in particolare l’effetto favorevole di un recupero di funzione post-TEER -1-), non è chiaro ancora tuttavia quanto importante sia la funzione basale RV nel guidare la decisione di intervenire o meno per trattare la FMR. Questo gap conoscitivo dipende dal fatto che la funzione RV è stata indagata generalmente utilizzando il “tricuspid annular plane systolic excursion” (TAPSE), che utilizza una singola componente dimensionale della funzione contrattile, trascurando inoltre il ruolo del post-carico del RV.

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