L’articolo da cui è tratta la Figura è commentato su Journal Map anche per quanto riguarda il rilievo di extrasistolia ventricolare. In questa presentazione viene mostrato un algoritmo decisionale per gli atleti nei quali l’ECG rilevi un allungamento borderline del QT. Una sindrome del QT lungo (LQTS) deve essere sospettata in atleti asintomatici, quando il QT corretto secondo la formula di Bazett è ≥470 ms nell’ECG a riposo (che va comunque ripetuto in un giorno successivo per confermare il dato) oppure ≥480 ms entro 4 minuti del recupero di un test ergometrico. Se è presente extrasistolia ventricolare, è diagnostico un QTc ≥480 ms oppure uno Schwartz score >3[1]Schwartz PJ, Moss AJ, Michael Vincent GM, Crampton RS. Diagnostic criteria for the long QT syndrome—an update. Circulation 1993;88:782 – 784, come mostra la Tabella, pur considerando che negli atleti l’interpretazione dell’ECG può essere difficile perchè, per la concomitante usuale presenza di bradicardia, è frequente riscontrare un QTc >460 ms, la presenza di onde U e il riscontro di onde T indentate.

In presenza di un QTc >470 ms negli atleti maschi e >480 ms nelle femmine, va effettuato un percorso diagnostico che includa la storia familiare, l’eventuale assunzione di medicinali, il rilievo laboratoristico degli elettroliti (potassio, calcio, magnesio), un test ergometrico (valutando la presenza di un aumento paradosso del QTc durante il test e la presenza di aritmie ventricolari o di nuove T indentate in più derivazioni), un ecocardiogramma, un ECG Holter (preferibilmente a 12 derivazioni). Se questi test risultano nella norma, è sufficiente una rivalutazione annuale. Se invece vi sono dati sospetti o una storia familiare positiva o un episodio sincopale in anamnesi è bene ricorrere al test genetico. Nei pazienti con diagnosi confermata di LQTS, un ritorno allo sport è subordinato alla effettuazione di terapia betabloccante, stratificazione del rischio aritmico, presenza di sintomi.

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