Una paziente sulla trentina esegue un elettrocardiogramma di routine per una gravidanza gemellare alla quinta settimana. Non ha anamnesi di cardiopatia ed è asintomatica. La sorella maggiore è affetta da cardiomiopatia ipertrofica. Tuttavia la sua obiettività è negativa e il suo ecocardiogramma non mostra alterazioni di sorta.

Qual è l’interpretazione corretta dell’ECG?
L’elettrocardiogramma mostra delle onde Q patologiche in II, III, a VF e V5 V6 con onde T positive nelle stesse derivazioni. Una RM cardiaca non è stata eseguita essendo la paziente in gravidanza. Quest’ultima è stata portata a termine senza problemi, ma il parto è stato programmato alla 37esima settimana con taglio cesareo. Un anno dopo la paziente si ripresenta perchè avverte costrizione toracica durante attività fisica. Viene allora eseguita una RM cardiaca che mostra una cardiomiopatia ipertrofica con uno spessore massimo di parete a livello della parete inferobasale di 29 mm. Onde Q patologiche si riscontrano nel 20%- 50% dei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica. Generalmente la durata delle onde Q è <0.04 secondi, a differenza delle onde Q infartuali che generalmente durano >0.04 secondi. Un altro aspetto caratteristico è la presenza di onde T positive nelle derivazioni in cui sono presenti onde Q, mentre nell’infarto le onde T possono essere sia negative che positive. La genesi di questo fenomeno elettrico non è chiara. La gravidanza è sicura nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica se le condizioni cliniche sono stabili.
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