Le linee guida raccomandano di proseguire con la terapia anticoagulante per prevenire gli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale anche dopo
Le linee guida raccomandano di proseguire con la terapia anticoagulante per prevenire gli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale anche dopo
molto anziani e inoperabili, ma attualmente eseguita anche in pazienti a rischio meno elevato, ha mostrato risultati sovrapponibili a quelli della cardiochirurgia tradizionale sino a 5 anni di follow-up. . Tuttavia, nei pazienti a basso rischio, che sono più giovani e hanno una maggiore attesa di vita, è importante prolungare il periodo di follow-up per confermare il buon funzionamento (o evidenziare il malfunzionamento) delle protesi utilizzate per la TAVI.
I betabloccanti sono stati per molti anni un pilastro della terapia farmacologica dopo un infarto miocardico, sulla base di studi eseguiti in era precedente la riperfusione. Evidenze recenti hanno fornito risultati apparentemente contradditori . Una metaanalisi di questi studi, focalizzata sui pazienti con FE moderatamente depressa (40-49%) ha mostrato l’efficacia di questa terapia, per un endpoint composito di morte per ogni causa, nuovo infarto miocardico e scompenso cardiaco[1]Rossello X, Prescott EIB, Kristensen AMD, et al. β Blockers after myocardialinfarction with mildly reduced ejection fraction: an individual patient data metaanalysisof randomised controlled trials. … Continua a leggere. Tuttavia, non è noto se vi possa essere un beneficio da una terapia betabloccante nei pazienti con FE conservata (≥50%).
L’ipercolesterolemia familiare eterozigote (HFH) colpisce un individuo ogni 250 persone ed è caratterizzata dal precoce manifestarsi di malattie cardiovascolari. . La risposta ai farmaci ipolipemizzanti orali è modesta e solo gli inibitori di PCSK9 sono in grado di ridurre i valori di colesterolo LDL (LDL-C) entro termini accettabili riducendo il rischio di eventi. . Tuttavia, la loro formulazione iniettabile ne limita l’uso. L’enlicitide è un farmaco a formulazione orale che si lega al PCSK9 plasmatico e ne impedisce l’interazione con il recettore epatico delle LDL, conservandone quindi l’integrità ed evitandone la degradazione lisosomiale.
Circa la metà dei pazienti in fibrillazione atriale (AF) che hanno una AF permanente, sono spesso anziani e hanno scompenso cardiaco. In tali pazienti, ci sono pochi studi recenti di confronto tra farmaci routinariamente utilizzati per il controllo della frequenza cardiaca, quali i betabloccanti e la digossina. Lo studio RAte control Therapy Evaluation in permanent Atrial Fibrillation (RATE-AF) ha paragonato la digossina a basso dosaggio con i betabloccanti, mostrando una riduzione degli eventi cardiaci, delle ospedalizzazioni e una migliore...
Valori elevati di colesterolo LDL predispongono alla ricomparsa di eventi cardiovascolari in pazienti coronaropatici sottoposti a PCI e trattati con statine. Anche una infiammazione subclinica, espressa da livelli pur modicamente elevati di proteina C reattiva (PCR) ad alta sensibilità, si correla con un maggior rischio di eventi ricorrenti. . I dati in letteratura non sono numerosi e non permettono di stabilire con certezza una correlazione indipendente tra valori di colesterolo LDL, marker di infiammazione e successive complicanze cliniche....
L’indicazione a un trattamento interventistico/ chirurgico di sostituzione valvolare è raccomandato nei pazienti con stenosi aortica (AS) sintomatica. In assenza di sintomi l’indicazione è più sfumata e può tener conto del valore di alcuni biomarker correlati sia alla funzione miocardica come l’NTproBNP che a un eventuale danno strutturale iniziale evidenziato da valori patologici di troponina. Tuttavia, queste indicazioni non provengono da studi randomizzati.
Classicamente la restrizione idrica è stata applicata nei pazienti con scompenso cardiaco cronico al fine di limitare gli episodi di congestione e ridurre le ospedalizzazioni. Tuttavia, questa pratica si basa su studi di piccole dimensioni e con popolazioni eterogenee, comprendendo pazienti con scompenso cardiaco a diversa eziologia e gravità (andando da forme ambulatoriali fino a quadri avanzati). In questo contesto, il trial randomizzato FRESH-UP ha valutato l’effetto di un approccio liberale all’introito idrico in confronto alla restrizione idrica in termini di qualità di vita e sicurezza in una coorte di pazienti con scompenso cardiaco cronico. In questo trial randomizzato sono stati arruolati 504 pazienti in 6 Centri in classe NYHA II-III, con un’età media di 69 anni e una prevalenza maschile (70%). La maggior parte dei pazienti presentava un quadro di scompenso cardiaco a frazione di eiezione ridotta (53%) o lievemente ridotta (24%), con eziologia non ischemica (57%). Le due coorti non differivano in modo significativo in termini di terapie per lo scompenso, ad eccezione...
I trigliceridi (TG) non circolano liberamente nel sangue, ma legati a lipoproteine a densità molto bassa (VLDL), chilomicroni e lipoproteine di rimanenza (“remnants”). I chilomicroni non sono generalmente presenti nel sangue a digiuno, al contrario delle VLDL e dei “remnants” che servono come fonte di energia per i tessuti periferici quando le lipasi (in particolare la lipoprotein-lipasi (LPL) agiscono sui TG rilasciando acidi grassi utilizzati per la beta-ossidazione per produrre energia. I chilomicroni, per la loro dimensione (>100 nm), non possono passare l’endotelio, al contrario delle VLDL e dei “remnants” (<35 nm) che possono interagire, attrraverso le apo-B, con le componenti della matrice extracellulare. È da notare che VLDL e “remnants” contengono più colesterolo per particella delle LDL; tuttavia, mentre il ruolo delle LDL nell’aterogenesi è chiaro, quello dei trigliceridi rimane ancora oscuro.
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Bibliografia[+]
| ↑1 | Rossello X, Prescott EIB, Kristensen AMD, et al. β Blockers after myocardialinfarction with mildly reduced ejection fraction: an individual patient data metaanalysisof randomised controlled trials. Lancet 2025;406:1128-37. |
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