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In questa presentazione viene mostrato un algoritmo decisionale per gli atleti nei quali l’ECG rilevi un allungamento borderline del QT. Una sindrome del QT lungo (LQTS) deve essere sospettata in atleti asintomatici, quando il QT corretto secondo la formula di Bazett è ≥470 ms nell’ECG a riposo (che va comunque ripetuto in un giorno successivo per confermare il dato) oppure ≥480 ms entro 4 minuti del recupero di un test ergometrico. Se è presente extrasistolia ventricolare, è diagnostico un QTc ≥480 ms oppure uno Schwartz score...

Lo scarto tra utilizzo effettivo della FFR (Fractional Flow Reserve) nella pratica clinica e le raccomandazioni delle Linee Guida sullo studio funzionale delle stenosi coronariche intermedie nei pazienti con sindromi coronariche croniche (classe 1 A nelle Linee Guida ESC 2024) rimane elevato. Nella routine quotidiana di molti laboratori di emodinamica e per molti singoli operatori, la valutazione visiva dell’angiogramma resta la base per le decisioni terapeutiche nonostante ne siano ben dimostrati i limiti sia per la variabilità della stima soggettiva delle stenosi epicardiche sia per la scarsa correlazione tra “criticità” angiografica ed effettiva ischemia nel territorio sottostante (mismatch tra anatomia e ischemia). Di fronte alla coronarografia di un singolo paziente la scelta terapeutica migliore resta ...

L’utilizzo dell’FFR per valutare il significato fisiopatologico di una stenosi prima di una eventuale PCI è raccomandato dalle Linee Guida sulla base di evidenze provenienti dallo studio FAME. .  Tuttavia, alcuni studi successivi hanno mostrato...

Il morbo di Alzheimer (e la demenza a esso correlata) rappresenta l’ottava causa di mortalità in tutto il mondo. .  La sua diagnosi segue un lento processo di deficit cognitivo e di cambiamenti neuropatologici ossidativo...

Lo studio ASPREE è uno studio randomizzato placebo-controllato che ha verificato gli effetti di una somministrazione di ASA a un dosaggio di 100 mg sulla sopravvivenza libera da demenza e condizioni invalidanti di soggetti adulti in buona salute residenti nelle proprie abitazioni. Lo studio non ha mostrato alcun risultato favorevole al trattamento...

Le Linee Guida raccomandano un utilizzo di statine ad alta intensità dopo un infarto miocardico, associando solo successivamente un altro farmaco ipolipemizzante (ezetimibe, inibitore PCSK9) se non viene raggiunto il livello consigliato di colesterolo LDL .  Tuttavia questa strategia comporta un ritardo nel raggiungimento dei valori considerati ottimali. Al contrario, una strategia iniziale di combinazione con statine ed ezetimibe permetterebbe di raggiungere più rapidamente tali valori...

L’aneurisma della aorta addominale (AAA) è una manifestazione della malattia aterosclerotica frequente soprattutto nel paziente anziano, a decorso asintomatico sino alla comparsa di eventuali complicanze. Non esiste una terapia, la cui efficacia sia comprovata da studi randomizzati, che rallenti la sua progressione. Sono in corso trial che testano gli effetti della metformina, mentre alcune segnalazioni provenienti da coorti osservazionali, hanno ipotizzato un possibile beneficio dalla terapia con statine...

Il prolasso della valvola mitrale (MVP), la più frequente patologia valvolare nei Paesi occidentali, è generalmente a prognosi benigna, ma può complicarsi con una progressiva insufficienza valvolare. .  Vi è poi un sottogruppo di pazienti che sviluppano aritmie ventricolari minacciose. . Questi pazienti possono presentare alcune caratteristiche distintive, quali una disgiunzione anulo-mitralica (distacco dell’anulus dalla giunzione atrioventricolare postero-laterale), prolasso di entrambi i lembi, extrasistolia ventricolare frequente, inversione delle onde T ed un “late-gadolinium enhancement” della parete infero-laterale o dei muscoli papillari all’indagine MRI. Non è chiaro se questi pazienti presentino un rischio aritmico elevato anche dopo un intervento di chirurgia valvolare riparativa o sostitutiva. Infatti tale rischio potrebbe persistere...

Un forame ovale pervio (PFO) è presente in circa il 25% degli individui. Ciò nonostante è ritenuto una causa non infrequente di stroke criptogenetico. Nei pazienti affetti da tale tipologia di stroke la presenza di PFO è riscontrata nel 50% dei casi e può essere causa di una embolia paradossa. È stato calcolato che un PFO può essere la causa dell’80% degli stroke criptogenetici nei pazienti con età inferiore ai 55 anni, mentre tale percentuale si riduce al 52% nei pazienti più anziani. Globalmente, tale causa sarebbe alla base del 5% di tutti gli stroke ischemici, salendo al 10% nei pazienti giovani e di mezzà età. La diagnosi di stroke associato a PFO richiede l’esclusione di ogni altra causa nota...

Secondo il Global Burden of Disease 2022 nel mondo ci sono circa 315 milioni di persone affette da cardiopatia ischemica, di cui circa 9 milioni decedono ogni anno. Negli ultimi 20 anni c’è stata una variazione dell’epidemiologia di questa patologia, con una riduzione di mortalità che, tuttavia, ha riguardato solo i Paesi più sviluppati, mentre vi è stato addirittura un trend in crescita per Paesi a basso/medio reddito per un aumento di casi di diabete, obesità, ipertensione. L’analisi qui succintamente presentata è tratta dai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui dati raccolti e comunicati dalle autorità governative locali. I dati presentati...

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