Stefano De Servi

Early intervention or watchful waiting for asymptomatic severe aortic valve stenosis: a systematic review and meta-analysis

La gestione ottimale dei pazienti asintomatici con stenosi valvolare aortica (AS) severa è oggetto di intenso dibattito nella comunità scientifica, includendo tra le diverse opzioni la sostituzione valvolare aortica (AVR) precoce (sia trans-catetere [TAVR] che chirurgica [SAVR]) oppure una strategia di “watchful waiting”. Questo tema è affrontato in questa interessante meta-analisi di Ullah e coll., che ha incluso 8 studi e 2.201 pazienti asintomatici (età media 69 anni, 55% maschi) con AS severa. A un follow-up medio di 4.3 anni, la AVR precoce è risultata associata a una minore mortalità per tutte le cause (OR 0.24, 95% IC 0.13-0.45, p≤0.00001) e mortalità cardiovascolare (OR 0.21, 95% IC 0.06-0.70, p=0.01) rispetto alla strategia conservativa, pur considerando un’eterogeneità significativa tra i diversi studi. Gli Autori hanno dimostrato, inoltre, un beneficio della AVR precoce in termini di mortalità per tutte le cause sia nei pazienti con AS severa (OR 0.24, 95% CI 0.11-0.52, p=0.0004) che “very-severe” (OR 0.20, 95% CI 0.08-0.51, p=0.0008). Infine, tale riduzione della mortalità è risultata confermata all’analisi per sottogruppi dei pazienti sottoposti a SAVR oppure TAVR/SAVR, con una riduzione del rischio pari a 84% e 47% rispetto alla strategia conservativa.

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Quick Survey 07

Tra le raccomandazioni delle “2020 ESC guidelines on non-ST-segment elevation acute coronary syndrome” la controindicazione (classe III) al pretrattamento con gli inibitori del recettore P2Y12 ha destato scalpore e critiche.

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Prevenzione secondaria delle manifestazioni cliniche aterotrombotiche con farmaci anti-citochinici. Possibile un ulteriore sviluppo dall’analisi dei dati dello studio CANTOS?

Lo studio CANTOS, pubblicato tre anni fa, ha dimostrato come l’inibizione di interleukina(IL) -1beta con canakinumab in pazienti con storia di infarto miocardico e valori di proteina C reattiva (PCR) >2 mg/L porti ad una riduzione degli eventi clinici cardiovascolari senza interferire con i valori di colesterolemia ad un follow-up medio di 3.7 anni.

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