Il sistema defibrillatore-pacemaker senza elettrocateteri: un ulteriore passo in avanti della elettrostimolazione
Il defibrillatore (ICD) sottocutaneo ha notevolmente ridotto le complicanze elettriche e infettive legate alla presenza di elettrocateteri transvenosi dell’ICD tradizionale ; tuttavia, non ha la possibilità di effettuare il trattamento con pacing antitachicardico (ATP) che spesso pone termine a tachicardie ventricolari che altrimenti…
Coronary Artery Bypass Grafting: Past and Future.
L’avventura del bypass aortocoronarico (CABG) comincia nella prima metà del 900 con i lavori pioneristici di Alexis Carrel sulle anastomosi vascolari e le tecniche di preservazione tissutale che gli valsero il premio Nobel per la Medicina nel 1912. Una tappa fondamentale fu…
Intervento precoce di TAVI in pazienti asintomatici con stenosi aortica severa: è giunta l’ora?
Le Linee Guida raccomandano l’intervento di sostituzione valvolare nel paziente con stenosi aortica severa, ma asintomatico in presenza di una disfunzione ventricolare sinistra (FE <50%), un test da sforzo positivo o necessità di intervento per altra patologia. Non esistono ampi studi che abbiano verificato gli effetti di un intervento precoce di TAVI in pazienti asintomatici con stenosi aortica severa...
Pazienti asintomatici con stenosi aortica severa e fibrosi miocardica: gruppo a rischio da operare precocemente?
L’intervento di sostituzione valvolare aortica rimane controverso nei pazienti asintomatici con stenosi valvolare aortica severa. Tra questi pazienti vi sono alcuni che, in base ad alcune caratteristiche strumentali o laboratoristiche, potrebbero essere a maggior rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco o di avere un outcome sfavorevole. La presenza di fibrosi miocardica è stata descritta come variabile predittiva di mortalità in questa popolazione…
La continua evoluzione tecnologica della CT coronarica ne aumenta sempre più l’accuratezza diagnostica
Benchè il ruolo della CT coronarica sia cresciuto negli anni e il suo valore diagnostico riconosciuto nelle Linee Guida , restano problemi di accuratezza e affidabilità soprattutto in presenza di vasi calcifici e di stent impiantati, in primo luogo per problemi di “effetto blooming” che limita la nitidezza dell’immagine e la capacità di individuare correttamente il lume del vaso. Recentemente, l’introduzione di novità tecnologiche come la CT con sensori a conteggio di fotoni….
Trattamento delle biforcazioni semplici: qualche utilità dall’utilizzo del pallone medicato?
Le biforcazioni rappresentano il 15/20% delle procedure di PCI. Per le biforcazioni complesse o per il trattamento del tronco comune distale, è preferibile utilizzare due stent con la tecnica del “crushing” con doppio kissing. . Tuttavia, quando il “side branch” è di piccole dimensioni e la stenosi non è lunga…
Valutazione del risultato finale della riparazione mitralica percutanea: basarsi sull’imaging o sulla misurazione della pressione atriale sinistra?
È stato dimostrato che l’intervento di riparazione percutanea della valvola mitrale (TEER), per il trattamento dell’insufficienza mitralica (IM), è efficace e sicuro. Tuttavia, il problema maggiore da risolvere consiste nell’esatta individuazione dei pazienti che possono migliorare l’outcome dopo l’intervento…
Complessità della coronaropatia nel paziente multivasale: PCI o bypass aortocoronarico?
La complessità delle lesioni coronariche è comunemente valutata utilizzando il Syntax score derivato dai dati angiografici, e le Linee Guida raccomandano l’esecuzione di PCI nei pazienti multivasali nei quali la coronaropatia è meno complessa, generalmente quando il Syntax scre è ≤22. Tuttavia, questa categorizzazione dei pazienti non è più appropriata in un’era in cui…
Il rischio derivante da valori elevati di lipoproteina(a) dipende dall’infiammazione residua?
La lipoproteina(a) [Lp(a)] è un importante fattore di rischio cardiovascolare, su base genetica, scarsamente influenzata dallo stile di vita, che possiede un elevato effetto pro-infiammatorio. Alcuni dati indicano che l’azione aterogena di Lp(a) si esplica solo in presenza di un burden infiammatorio caratterizzato da livelli patologici di proteina C reattiva ad alta sensibilità (hsCRP>2 mg/L)…
<strong>La strategia di de-escalation della terapia antipiastrinica in pazienti con infarto miocardico è sicura anche se il rischio ischemico è elevato?</strong>
Nei pazienti con sindrome coronarica acuta (ACS) una ampia serie di studi ha dimostrato la fattibilità di una strategia di de-escalation basata su un utilizzo iniziale di una doppia terapia antipiastrinica (DAPT) composta da ASA e da un inibitore del recettore P2Y12 potente come ticagrelor e successivo “switch” ad una DAPT composta da ASA e clopidogrel, un inibitore del recettore P2Y12 meno potente di ticagrelor. Alla base di questa strategia vi è la dimostrazione di una riduzione progressiva del rischio ischemico passando dalla fase acuta e subacuta (il primo mese) alla fase cronica, nella quale il rischio emorragico…