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The adipokine hypothesis of heart failure with a preserved ejection fraction: a novel framework to explain pathogenesis and guide treatment.

La review sostiene l’ipotesi che la patogenesi dello scompenso a FE conservata (HFpEF) risieda in un eccessivo sviluppo del tessuto adiposo viscerale che subisce una trasformazione disfunzionale che comporta la secrezione di molecole di segnale (adipokine), che causano una infiammazione sistemica e conseguente espansione del volume plasmatico, ipertrofia e fibrosi cardiaca (Figura). Le adipokine sono raggruppate in 3 domini: il primo comprende le adipokine con azione protettiva, secrete dagli adipociti nelle persone magre, mentre sono soppresse quando l’adiposità è eccessiva; il secondo include…

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Oral Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in People with Type 2 Diabetes, According to SGLT2i Use: Prespecified Analyses of the SOUL Randomized Trial.

I risultati di alcuni trial hanno dimostrato gli effetti benefici degli agonisti del recettore GLP-1 (glucagon-like peptide-1) e degli inibitori di SGLT2 (sodium-glucose cotransporter-2) a livello cardiovascolare in pazienti con diabete di tipo 2 o con nefropatia cronica. Per questo motivo le Linee Guida raccomandano l’uso di questi farmaci nei pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio cardiovascolare, indipendentemente dai livelli di glicemia[1]Marx N, Federici M, Schütt K, et al. 2023 ESC guidelines for the management of cardiovascular disease n patients with diabetes. Eur Heart J. 2023;44:4043–4140. doi:10.1093/eurheartj/ehad19214,15..  Nonostante queste raccomandazioni, tali farmaci sono tuttavia raramente usati contemporaneamente, anche perchè l’associazione non è stata valutata in molti studi. Nel trial SOUL (Semaglutide Cardiovascular Outcomes Trial), che ha randomizzato 9.650 pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare e/o nefropatia a semaglutide o placebo, il 27% dei pazienti (n=2.596) era già in terapia con inibitori SGLT2, mentre i restanti 7.054 non lo erano. L’outcome primario (MACE nella Figura) era rappresentato da un composito di morte cardiovascolare, infarto e stroke non fatali. Globalmente esso è stato osservato, a un follow-up medio di 47.5 mesi, in un minor numero di pazienti randomizzati a semaglutide rispetto al placebo (hazard ratio -HR- 0.86; 95% CI, 0.77–0.96). Come mostra la Figura, nei pazienti già in terapia con inibitori di SGLT2, gli eventi si sono osservati nell’11% dei pazienti randomizzati a semaglutide e nel 12.2% di quelli nel gruppo placebo (HR, 0.89; 95% CI, 0.71–1.11). In coloro che non avevano in terapia basale gli inibitori di SGLT2, il divario nella percentuale degli eventi è stato maggiore (12.4% versus 14.5%, HR 0.84; 95% CI, 0.74– 0.95) anche se la P di interazione non è risultata significativa (P=0.66). Gli eventi avversi segnalati non sono risultati aumentati nei pazienti che associavano i due tipi di farmaci rispetto alla sola semaglutide associata al placebo. Gli Autori concludono che la semaglutide orale reduce i MACE indipendentemente dall’uso concomitante di inibitori di SGLT2 e che tale combinazione appare sicura. Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Marx N, Federici M, Schütt K, et al. 2023 ESC guidelines for the management of cardiovascular disease n patients with diabetes. Eur Heart J. 2023;44:4043–4140. doi:10.1093/eurheartj/ehad19214,15.

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Left Ventricular Noncompaction Cardiomyopathy

Un signore di 48 anni si presenta al Pronto Soccorso per dispnea ingravescente. Un ecocardiocolordoppler urgente mostra una disfunzione ventricolare sinistra con una parete trabecolata con presenza di flusso sanguigno all’interno delle trabecole (Figura, pannello A), dato confermato dall’iniezione e.v. di contrasto. È stata diagnosticata una cardiomiopatia da ventricolo sinistro non compattato. Erano infatti presenti i 4 criteri morfologici di questa patologia…

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Taking out the trash: the role of glymphatic function in cognitive function in patients with atrial fibrillation.

È noto che la fibrillazione atriale si associa a deficit cognitivo e all’insorgenza di demenza in seguito a ripetuti insulti ischemici. Tuttavia, queste alterazioni possono comparire anche in assenza di episodi di stroke o fattori di rischio vascolare. Parte dell’associazione tra fibrillazione atriale e demenza può essere spiegata da una alterazione del sistema glinfatico (combinazione di “glia” – cioè le cellule del sistema nervoso centrale che supportano i neuroni – e “linfatico”) scoperto solo nel 2012 e il cui compito è quello di drenare i fluidi cerebrali (liquido cerebrospinale e liquido interstiziale) che rimuovono i rifiuti metabolici dal cervello, con una azione simile a quella che il sistema linfatico esercita per il resto del corpo. Il sistema glinfatico…

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Asundexian or Apixaban in Patients With Atrial Fibrillation According to Prior Oral Anticoagulant Use: A Subgroup Analysis of the OCEANIC-AF Randomized Clinical Trial.

Asundexian, un inibitore del fattore XIa, è risultato meno efficace di apixaban nel ridurre gli eventi tromboembolici nello studio OCEANIC AF. . È noto che gli anticoagulanti orali diretti (DOACs) sono più efficaci nel ridurre gli eventi trombotici rispetto a warfarin se i pazienti sono anticoagulanti-naive (“OACnaive”), cioè non sono mai stati trattati in precedenza con tali farmaci…

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Radiofrequency catheter ablation of persistent atrial fibrillation by pulmonary vein isolation with or without left atrial posterior wall isolation: long-term outcomes of the CAPLA trial.

La terapia ablativa si è dimostrata superiore alla terapia medica nella prevenzione dei parossismi di fibrillazione atriale (FA) migliorando la qualità di vita. Tuttavia, l’ablazione non è sempre un trattamento definitivo ed espone molti pazienti a recidive aritmiche, soprattutto in quelli in cui la FA era persistente e non parossistica. Un ambito di discussione ancora aperto riguarda la tecnica ablativa, in particolare se…

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Frailty prevalence, invasive treatment frequency, and in-hospital outcome in patients hospitalized for acute coronary syndrome in Germany (2005-2022): a nationwide registry study.

La fragilità è ritenuta una variabile di grande importanza nel determinare la prognosi del paziente anziano con sindrome coronarica acuta (ACS). Tuttavia, tale caratteristica viene raramente valutata nelle casistiche ACS, anche in quelle dedicate alla popolazione anziana. Lo studio, qui succintamente riportato, ha verificato la presenza di fragilità nei pazienti ricoverati per ACS in Germania tra gli anni 2005 e 2022 utilizzando i dati dell’Ufficio Federale di Statistica. La presenza di fragilità è stata diagnosticata in base all’Hospital Frailty Risk Score (HFRS), basato sulla…

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Wine consumption and cardiovascular health: the unresolved French paradox and the promise of objective biomarkers.

L’articolo qui brevemente presentato è un editoriale relativo a un’analisi secondaria del PREDIMED trial che ha valutato gli effetti della dieta mediterranea sugli eventi cardiovascolari da parte di un gruppo di Autori dell’Università di Barcellona. Nell’analisi, pubblicata in European Heart Journal, veniva indagata la relazione tra il consumo di vino e gli eventi cardiovascolari…

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Tricuspid Transcatheter Edge-to-Edge Repair for Severe Tricuspid Regurgitation: 1-Year Outcomes From the TRILUMINATE Randomized Cohort.

Lo studio TRILUMINATE è stato il primo trial randomizzato che ha confrontato la riparazione transcatetere della valvola tricuspide (ottenuta attraverso l’impianto di un sistema Triclip) versus la terapia medica in pazienti con insufficienza tricuspidalica sintomatica severa (i.t.). I dati a 1 anno in una popolazione di 350 pazienti sono stati pubblicati e discussi nel n. 64 di Journal Map. Essi hanno mostrato una migliore qualità di vita nei pazienti randomizzati a Triclip, ma nessun beneficio in termini di sopravvivenza e necessità di ricovero ospedaliero. Tuttavia, lo studio aveva arruolato complessivamente 572 pazienti, il cui follow-up a 1 anno è stato completato e pubblicato. Globalmente la popolazione arruolata era anziana (età media 78 anni), prevalentemente donne (58.9%) e in fibrillazione atriale (87.8%). L’i.t. era giudicata torrenziale all’ecocardiografia nella metà dei pazienti. L’endpoint primario era un composito di mortalità per ogni causa, necessità di correzione chirurgica della valvulopatia, ospedalizzazione per scompenso…

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