Luglio 14, 2026

Stenosi coronariche intermedie nel paziente sottoposto a TAVI: è utile una indagine basata sulla guida della “fractional flow reserve”?

Lo studio randomizzato in aperto (ma con aggiudicazione degli eventi in cieco) condotto in 15 centri italiani tra novembre 2017 e giugno 2023, ha arruolato 320 pazienti sottoposti a TAVI che presentavano lesioni intermedie (tra 50 e 90% per valutazione visiva). I pazienti sono stati randomizzati alla guida FFR (“gruppo FFR”, n=164, nei quali le lesioni con valori ≤0.80 venivano trattate, mentre quelle in cui era compresa tra 0.81 e 0.85 venivano riconsiderate con ulteriore FFR dopo TAVI, mentre se l’FFR era >0.85 la PCI veniva differita) oppure alla guida angiografica (n=156). In tutti erano impiantate protesi SAPIEN 3 e SAPIEN 3 ULTRA. L’età mediana risultava di 86 anni, due terzi erano donne, l’STS score era 3% e il SYNTAX score era 7. Una classe NYHA III-IV era presente nel 52% del “gruppo FFR” e nel 58% del “gruppo angio”. La PCI veniva eseguita in 99 pazienti (60%) del “gruppo FFR” (con una rivascolarizzazione funzionale completa nel 99% dei casi) e in 141 (91%) nel “gruppo angio” con una rivascolarizzazione anatomica completa nel 75% dei casi. La mediana di stent impiantati per procedura è…

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Interventi Di Tavi Valve-In-Valve. Quale Terapia Antitrombotica Utilizzare?

I pazienti sottoposti a intervento di “valve-invalve” in 10 centri italiani (n=278) sono stati divisi in due gruppi, a seconda che fossero trattati alla dimissione con SAPT (95% ASA, 5% clopidogrel) o DAPT (oltre il 99% ASA e clopidogrel, con una mediana di durata di 6 mesi), escludendo quelli che necessitavano di anticoagulante. I pazienti DAPT erano significativamente più anziani (81 anni vs 78), più ipertesi (88% vs 78%), avevano più frequentemente coronaropatia (36% vs 18%) e un STS score più elevato (4.7 vs 4.2). Inoltre, i pazienti nel gruppo DAPT sono stati più frequentemente trattati con protesi auto espandibili (50% vs 27%) e sottoposti a PCI (42% vs 5%). I dati ecocardiografici hanno poi…

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‟Right ventricle/pulmonary artery coupling” in pazienti sottoposti a interventi percutanei valvolari: valore prognostico.

Gli Autori hanno effettuato una meta-analisi di 30 studi che hanno globalmente incluso 12.992 pazienti sottoposti a intervento chirurgico o transcatetere: 14 studi avevano considerato pazienti con stenosi aortica (AS n = 6.100), 12 studi solo pazienti con insufficienza mitralica (IM n = 5.032), e 4 solo insufficienza tricuspidalica (n = 1.860). Il valore di cutoff utilizzato per il rapporto TAPSE/PASP per definire “RV-PA uncoupling” nei pazienti con IM, risultava più basso di quello utilizzato nei pazienti con AS. Un rapporto TAPSE/PASP ridotto risultava associato alla mortalità per ogni causa (endpoint primario: per AS HR aggiustato: 1.69 [95% CI: 1.30-2.20]; per IM HR aggiustato: 1.94 [95% CI: 1.40-2.69];  P<0.001) e ai MACE (come riportato nei singoli studi, endpoint secondario: per AS, HR aggiustato: 1.60 [95% CI: 1.29-2.00]; per IM, HR aggiustato: 2.01 [95% CI: 1.54- 2.62];  P<0.001). Per i pazienti con insufficienza tricuspidalica (IT) TAPSE/PASP risultava...

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Significato prognostico dell’infarto periprocedurale in pazienti con sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento del tratto ST.

L’angioplastica coronarica percutanea (PCI) rappresenta la strategia di rivascolarizzazione più frequentemente utilizzata nei pazienti con sindrome coronarica acuta (SCA), sottoposti a trattamento invasivo. Negli ultimi dieci anni, i progressi nelle tecniche e nei dispositivi di rivascolarizzazione, insieme al miglioramento delle terapie farmacologiche, hanno ridotto il rischio di complicanze ischemiche periprocedurali, come la trombosi acuta di stent. Tuttavia, l’elevazione dei biomarker cardiaci dopo PCI resta un fenomeno ancora comune e può riflettere un ampio spettro di situazioni: dall’embolizzazione distale di detriti ateromasici all’occlusione di rami secondari, dalla dissecazione coronarica al mancato ripristino del flusso distale, fino a incrementi enzimatici di verosimile scarso significato clinico in assenza di qualsiasi complicanza procedurale.

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Transcatheter or surgical aortic-valve replacement in asymptomatic severe aortic stenosis?

Bisogna considerare che la paziente è a basso rischio chirurgico sia considerando l’STS score che l’Euroscore II. In questa categoria di pazienti, il riferimento della letteratura è rappresentato dai dati a lungo termine degli studi PARTNER 3 che hanno mostrato una non-inferiorità della TAVI rispetto a SAVR in una popolazione di età sovrapponibile a quella della paziente in esame. Nella decisione poi bisogna tener conto dei desideri della paziente sulla tipologia di intervento cui accorda la sua preferenza (una lacuna nella presentazione del caso clinico), un aspetto importante che viene segnalato nelle Linee Guida…

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Complete heart block detected by consumer-facing digital health technologies

Un uomo di 70 anni, iperteso e coronaropatico, si presenta al Pronto Soccorso per una storia recente di dispnea e bradicardia. Lo stesso giorno ha ricevuto un messaggio di allerta dall’analizzatore di sonno di cui è munito il suo materasso, che mostrava una frequenza cardiaca (FC) notturna molto bassa (42 bpm). Il controllo effettuato con smart watch ha confermato la bradicardia notturna. Alla presentazione, la FC era 40 bpm e la pressione 127/64 mm Hg. Non vi erano altri dati patologici all’esame obiettivo. L’ECG (vedi Figura) ha mostrato…

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Epidemiology, pathophysiology, diagnosis and management of atrial functional mitral regurgitation: an expert opinion paper

L’insufficienza mitralica funzionale di origine atriale (AFMR) è un sottotipo clinico della FMR, che si caratterizza per un rimodellamento dell’atrio sinistro in assenza di una disfunzione ventricolare sinistra . La sua fisiopatologia è intrinsecamente correlata alla fibrillazione atriale e allo scompenso a FE conservata (HFpEF), frequenti nelle persone anziane. Si distingue dall’insufficienza mitralica funzionale di origine ventricolare, perchè la FE è >50% in assenza di una dilatazione del VS. La sua prevalenza, tra le insufficienze mitraliche funzionali, è di circa il 40% e la sua prognosi non è favorevole, simile a quella dell’insufficienza mitralica funzionale ventricolare…

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