CT Angiography, Healthy Lifestyle Behaviors, and Preventive Therapy. A Nested Substudy of the SCOT-HEART 2 Randomized Clinical Trial

McDermott M, Khaing P-H, Meah MN, et al.

JAMA Cardiology 2025; Published online June 18, doi:10.1001/jamacardio.2025.1763

Indice

Benchè le Linee Guida raccomandino l’uso di score di rischio cardiovascolare per valutare la probabilità di eventi futuri nel singolo individuo sulla base dell’età e della presenza o meno di fattori di rischio classici[1]Gulati M, Levy PD, Mukherjee D, et al. 2021 AHA/ACC/ASE/ CHEST/SAEM/SCCT /SCMR guideline for the evaluation and diagnosis of chest pain: executive summary: a report of the American College of … Continua a leggere, l’utilizzo di questi strumenti nella pratica clinica appare piuttosto modesto a causa della loro imprecisione. Lo studio SCOT HEART-2 ha intrapreso una strada differente e ha randomizzato soggetti asintomatici e senza storia di malattia cardiovascolare, ma con almeno un fattore di rischio, di età compresa tra 40 e 70 anni, paragonando la capacità predittiva di futuro infarto miocardico dello score di rischio cardiovascolare con uno screening di iniziale patologia aterosclerotica basata sull’indagine della CT coronarica. Lo studio qui presentato è un sottostudio collegato a quello principale ed è stato condotto in 400 soggetti con mediana di età 62 anni, di cui la metà era di sesso femminile. Tra i 205 soggetti randomizzati a CT coronarica sono state osservate coronarie normali nel 49%, una coronaropatia non ostruttiva nel 42% e ostruttiva nel 9%. Nei 195 randomizzati alla sola analisi dello score di rischio cardiovascolare esso risultava del 15% a 10 anni. L’outcome primario a 6 mesi (aderenza a una serie di raccomandazioni NICE riguardo a dieta, BMI, esercizio fisico, abbandono del fumo) è stato raggiunto dal 17% del gruppo CT coronarica versus 6% nel gruppo valutato solo con lo score di rischio (odds ratio, 3.42; 95% CI, 1.63-6.94; P<.001). È stata iniziata una terapia preventiva (consigliata nel 77% dei soggetti valutati solo sulla base del risk scoring versus 46% di quelli sottoposti a CT coronarica) da un maggior numero di pazienti del secondo gruppo (77% versus 46%; OR, 3.86; 95% CI, 2.18-6.83; P<.001), sulla base di un aumento numerico di utilizzo di statine e un aumento rilevante della terapia antiaggregante). Il colesterolo LDL è diminuito significativamente nei pazienti con ateroma documentato alla CT coronarica, rispetto a quelli con coronarie normali (per effetto della terapia con statine) mentre non è stata osservata alcuna differenza nel gruppo con score di rischio ≥10% rispetto a quelli con valori <10% (vedi Figura). I risultati di questo studio di coorte mostrano che uno screening basato sull’uso della CT coronarica permette di ottenere un lieve ma significativo miglioramento dello stile di vita e una maggiore aderenza a una terapia farmacologica di prevenzione consigliata, rispetto a uno screening basato su score di rischio cardiovascolare. Tuttavia non è ancora noto se questa strategia possa ridurre gli eventi coronarici.

Bibliografia

Bibliografia
1 Gulati M, Levy PD, Mukherjee D, et al. 2021 AHA/ACC/ASE/ CHEST/SAEM/SCCT /SCMR guideline for the evaluation and diagnosis of chest pain: executive summary: a report of the American College of Cardiology/American Heart Association joint committee on clinical practice guidelines. Circulation. 2021;144(22):e368-e454. doi:10.1161/CIR.0000000000001030.

Lascia un commento