Un uomo di 70 anni, iperteso e coronaropatico, si presenta al Pronto Soccorso per una storia recente di dispnea e bradicardia. Lo stesso giorno ha ricevuto un messaggio di allerta dall’analizzatore di sonno di cui è munito il suo materasso, che mostrava una frequenza cardiaca (FC) notturna molto bassa (42 bpm). Il controllo effettuato con smart watch ha confermato la bradicardia notturna. Alla presentazione, la FC era 40 bpm e la pressione 127/64 mm Hg. Non vi erano altri dati patologici all’esame obiettivo. L’ECG (vedi Figura) ha mostrato la presenza di blocco atrioventricolare completo con un ritmo giunzionale di scappamento.Il paziente è stato trattato con l’impianto di pacemaker bicamerale. Il caso mostra come l’utilizzo sempre più diffuso di strumenti che utilizzano tecnologie digitali può permettere ai pazienti di fornire ai medici dati sanitari molto utili per suggerire eventuali successivi approfondimenti.

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