Stefano De Servi

Clinical and electrocardiographic features of patients with myocardial infarction with non-obstructive coronary artery disease (MINOCA).

L’infarto miocardico in assenza di coronaropatia ostruttiva (MINOCA) è una condizione spesso sotto-diagnosticata, la cui incidenza è stimata pari a 1-14% dei pazienti con infarto miocardico. Lo stato delle conoscenze attuali sulle caratteristiche cliniche ed ECG-grafiche nei pazienti con MINOCA è ancora limitato e rappresenta l’oggetto del presente studio. Gli Autori hanno analizzato 244 pazienti MINOCA suddividendo la popolazione in due gruppi in base alla presenza o assenza di coronaropatia: no-CAD (malattia coronarica non ostruttiva, 142 pazienti) e NCA (coronarie normali, 102 pazienti). I pazienti del gruppo no-CAD erano più anziani (67.9 vs. 59.2 anni), con una maggiore prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa 64.1% vs. 41.2%, diabete mellito 19.7% vs. 10.8%, dislipidemia 36.6% vs. 23.5%) e più frequentemente dimessi con una terapia di prevenzione secondaria rispetto al gruppo NCA. Per quanto riguarda le caratteristiche ECG-grafiche, il sopraslivellamento del tratto ST in sede anteriore è risultato più frequente nei pazienti NCA rispetto al gruppo no-CAD. La mortalità a 1 anno è risultata pari a 0.4% nel gruppo no-CAD. In conclusione, la presenza/assenza di coronaropatia identifica due gruppi con caratteristiche cliniche ed ECG-grafiche ben distinte nell’ambito dei pazienti con MINOCA.

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Ventricular arrhythmias in Takotsubo Syndrome: incidence, predictors and clinical outcomes.

L’insorgenza di aritmie ventricolari (VA) non è una complicanza rara nei pazienti con sindrome di Takotsubo (TTS), verificandosi in circa l’8-13.5% dei pazienti. Il significato prognostico di tale complicanza e i predittori di VA sono ancora argomento di discussione e rappresentano l’oggetto del presente studio. Gli Autori hanno analizzato 93 pazienti con TTS (età media 72 anni, 92% donne), di cui il 25% hanno presentato VA durante l’ospedalizzazione (6% life-threatening e 19% non life-threatening VA). La mortalità è risultata significativamente più elevata nel gruppo VA rispetto al gruppo non-VA (19% versus 3%, p 0.03). Il riscontro di VA all’ingresso (OR 22.5, 95% CI [3.9-131.8], p 0.001), la classe New York Heart Association (NYHA) III-IV (OR 6.7, 95% CI [1.3- 34.0], p 0.021) e l’intervallo QTc a 48h (OR 1.01, 95% CI [1.00-1.03], p 0.046) sono risultati predittori indipendenti di VA durante l’ospedalizzazione. In conclusione, l’insorgenza di VA si conferma una complicanza non infrequente nei pazienti con TTS. Considerato il significativo impatto prognostico delle complicanze aritmiche nella TTS, l’identificazione e il trattamento appropriato delle VA rimane essenziale per la gestione ottimale di questi pazienti.

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