Stefano De Servi

Quick Survey 08

Un ulteriore aspetto controverso delle “2020 ESC Guidelines for the management of acute coronary syndromes in patients presenting without persistent ST-segment elevation” è la raccomandazione (classe IIa, evidenza B) che prasugrel sia da preferire a ticagrelor quando i pazienti vengano sottoposti a procedura di PCI.

LEGGI TUTTO »

Dobbiamo rivascolarizzare i pazienti con coronaropatia stabile e disfunzione ventricolare sinistra non severa? Un’analisi dello studio ischemia

Lo studio ISCHEMIA recentemente pubblicato, non ha mostrato differenza di outcome (a una mediana di follow-up di 3.2 anni) tra pazienti con segni di ischemia miocardica moderata o severa (valutata a uno stress test) e randomizzati a una strategia conservativa (rivascolarizzazione solo in caso di fallimento della terapia medica) o invasiva (rivascolarizzazione a tutti i pazienti quando possibile).

LEGGI TUTTO »

Dobbiamo somministrare il betabloccante nei pazienti con infarto miocardico non complicato da scompenso cardiaco sottoposti a rivascolarizzazione miocardica?

La prescrizione di betabloccante dopo un infarto miocardico in assenza di scompenso cardiaco è una prassi consolidata tra i cardiologi, supportata dalle Linee Guida, ma non presenta dati di evidenza solida a suo favore nei pazienti trattati con rivascolarizzazione miocardica sia percutanea che chirurgica. Gli studi osservazionali dai risultati contrastanti e un solo studio randomizzato, peraltro sottodimensionato, non permettono di esprimere un giudizio definitivo al riguardo.

LEGGI TUTTO »

Early intervention or watchful waiting for asymptomatic severe aortic valve stenosis: a systematic review and meta-analysis

La gestione ottimale dei pazienti asintomatici con stenosi valvolare aortica (AS) severa è oggetto di intenso dibattito nella comunità scientifica, includendo tra le diverse opzioni la sostituzione valvolare aortica (AVR) precoce (sia trans-catetere [TAVR] che chirurgica [SAVR]) oppure una strategia di “watchful waiting”. Questo tema è affrontato in questa interessante meta-analisi di Ullah e coll., che ha incluso 8 studi e 2.201 pazienti asintomatici (età media 69 anni, 55% maschi) con AS severa. A un follow-up medio di 4.3 anni, la AVR precoce è risultata associata a una minore mortalità per tutte le cause (OR 0.24, 95% IC 0.13-0.45, p≤0.00001) e mortalità cardiovascolare (OR 0.21, 95% IC 0.06-0.70, p=0.01) rispetto alla strategia conservativa, pur considerando un’eterogeneità significativa tra i diversi studi. Gli Autori hanno dimostrato, inoltre, un beneficio della AVR precoce in termini di mortalità per tutte le cause sia nei pazienti con AS severa (OR 0.24, 95% CI 0.11-0.52, p=0.0004) che “very-severe” (OR 0.20, 95% CI 0.08-0.51, p=0.0008). Infine, tale riduzione della mortalità è risultata confermata all’analisi per sottogruppi dei pazienti sottoposti a SAVR oppure TAVR/SAVR, con una riduzione del rischio pari a 84% e 47% rispetto alla strategia conservativa.

LEGGI TUTTO »

Quick Survey 07

Tra le raccomandazioni delle “2020 ESC guidelines on non-ST-segment elevation acute coronary syndrome” la controindicazione (classe III) al pretrattamento con gli inibitori del recettore P2Y12 ha destato scalpore e critiche.

LEGGI TUTTO »
Cerca un articolo
Gli articoli più letti
Rubriche
Leggi i tuoi articoli salvati
La tua lista è vuota