Le Linee Guida ESC sulla prevenzione utilizzano le tabelle SCORE2 per stimare il rischio di eventi cardiovascolari a 10 anni di follow-up((Ference BA, Ginsberg HN, Graham I, Ray KK, Packard CJ, Bruckert E, et al. Low-density lipoproteins cause atherosclerotic cardiovascular disease. 1. Evidence from genetic, epidemiologic, and clinical studies. A consensus statement from the European atherosclerosis society consensus panel. Eur Heart J 2017;38:2459–2472. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehx144.)). Tuttavia, l’applicazione al singolo individuo appare talora arduo, in quanto non risulta agevole individuare sempre i soggetti in cui iniziare una prevenzione primaria, soprattutto quelli giovani a rischio intermedio o basso. A tal fine, abbiamo bisogno di nuovi marker, siano essi biochimici (lipoproteina (a) [Lp(a)], troponina, PCR ad alta sensibilità, NTproBNP) o derivati dall’imaging (presenza ed estensione di calcificazioni alla TC coronarica) o quando questa non è fattibile, il burden di placca all’indagine doppler carotidea o femorale((Ibanez B, Fernández-Ortiz A, Fernández-Friera L, García-Lunar I, Andrés V, Fuster V.Progression of early subclinicalatherosclerosis (PESA) study: JACC focus seminar 7/8. J Am Coll Cardiol 2021;78:156–179. https://doi.org/10.1016/j. jacc.2021.05.011.)). L’utilizzo di questi marker potrebbe permettere di trattare precocemente con statine pazienti che altrimenti non lo sarebbero, ma anche di evitare un “overtreatment” di soggetti che non devono essere considerati a rischio elevato.


PRO

Stephen J Nicholls, Victorian Heart Institute, Monash University, Melburne, Australia


CONTRO

David A. Morrow, TIMI Study Group, Cardiovascular Division, Departement of Medicine, Brigham and Women’s Hospital, Harvard Medical School, Boston, MA, USA


Conclusioni

Una delle maggiori critiche rivolte all’attuale stratificazione del rischio cardiovascolare, proposta dalle Linee Guida, consiste nel fatto che essa si fonda sul sistema SCORE 2 che determina la probabilità di eventi a 10 anni sulla base di una serie di fattori di rischio valutati a un singolo tempo e applica, in soggetti individuali, una stima ottenuta su medie di gruppo((SCORE2 working group and ESC Cardiovascular risk collaboration. SCORE2 Risk prediction algorithms: new models to estimate 10-year risk of cardiovascular disease in Europe. Eur Heart J 2021;42:2439–2454.https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehab309.)). Inoltre, nella predizione di eventi futuri non viene considerata l’esposizione cumulativa nel tempo ai fattori di rischio, sottostimando la probabilità di eventi a 10 anni negli individui più giovani e nelle donne e sovrastimandolo nei soggetti più anziani((Mortensen MB, Fuster V, Muntendam P, Mehran R, Baber U, Sartori S, et al. A simple disease-guided approach to personalize ACC/AHA-recommended statin allocation in elderly people: the BioImage study. J Ame Coll Cardiol 2016;68:881–891. https://doi. org/10.1016/j.jacc.2016.05.084.)). Le Linee Guida basano le raccomandazioni di trattamento con statine sui valori di colesterolo LDL, colesterolo non-HDL e sui valori di apoproteina B((Visseren FLJ, Mach F, Smulders YM, Carballo D, Koskinas KC, Bäck M, et al. 2021 ESC guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice. Eur Heart J 2021;42: 3227–3337. https://doi.org/10.1093 eurheartj/ehab484.)). Meriterebbero maggiore considerazione i valori di lipoproteina(a), soprattutto alla luce di nuove evidenze farmaclogiche riguardo alla possibilità di trattarne valori elevati((ÒDonoghue ML, Rosenson RS, Gencer B, et al. Small Interfering RNA to Reduce Lipoprotein(a) in Cardiovascular Disease; OCEAN(a)-DOSE Trial Investigators. N Engl J Med. 2022 ;387:1855-1864. doi:10.1056/NEJMoa2211023)). Una valutazione del burden di placca carotideo e femorale dovrebbe essere inclusa nella valutazione dei soggetti a rischio intermedio((Ibanez B, Fernández-Ortiz A, Fernández-Friera L, García-Lunar I, Andrés V, Fuster V. Progression of early subclinical atherosclerosis (PESA) study: JACC focus seminar 7/8. J Am Coll Cardiol 2021;78:156–179. https://doi.org/10.1016/j. jacc.2021.05.011.)). Lo studio PESA ha mostrato come il 40% di individui asintomatici (età media 46 anni) ritenuti a basso rischio e il 60% di quelli classificati a rischio intermedio, abbia evidenza di placche aterosclerotiche all’indagine doppler carotidea o iliaco-femorale((Ibanez B, Fernández-Ortiz A, Fernández-Friera L, García-Lunar I, Andrés V, Fuster V. Progression of early subclinical atherosclerosis (PESA) study: JACC focus seminar 7/8. J Am Coll Cardiol 2021;78:156–179. https://doi.org/10.1016/j. jacc.2021.05.011.)). In quello studio, è stata inoltre evidenziata presenza di aterosclerosi in circa la metà dei soggetti senza classici fattori di rischio cardiovascolare((Ibanez B, Fernández-Ortiz A, Fernández-Friera L, García-Lunar I, Andrés V, Fuster V. Progression of early subclinical atherosclerosis (PESA) study: JACC focus seminar 7/8. J Am Coll Cardiol 2021;78:156–179. https://doi.org/10.1016/j. jacc.2021.05.011.)). Studi come PESA sono fondamentali per ampliare le nostre conoscenze su nuovi fattori di rischio cardiovascolari, inclusi “proteomics” e “metabolomics” plasmatici oltre a indagare fattori genetici quali, ad esempio, la relazione tra lunghezza dei telomeri leucocitari e la suscettibilità allo sviluppo di malattie cardiovascolari.

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