I betabloccanti sono utili nei pazienti con infarto miocardico e FE conservata?
I betabloccanti sono stati per molti anni un pilastro della terapia farmacologica dopo un infarto miocardico, sulla base di studi eseguiti in era precedente la riperfusione. Evidenze recenti hanno fornito risultati apparentemente contradditori . Una metaanalisi di questi studi, focalizzata sui pazienti con FE moderatamente depressa (40-49%) ha mostrato l’efficacia di questa terapia, per un endpoint composito di morte per ogni causa, nuovo infarto miocardico e scompenso cardiaco((Rossello X, Prescott EIB, Kristensen AMD, et al. β Blockers after myocardialinfarction with mildly reduced ejection fraction: an individual patient data metaanalysisof randomised controlled trials. Lancet 2025;406:1128-37.)). Tuttavia, non è noto se vi possa essere un beneficio da una terapia betabloccante nei pazienti con FE conservata (≥50%).