Stefano De Servi

Patent foramen ovale and stroke. A review

Un forame ovale pervio (PFO) è presente in circa il 25% degli individui. Ciò nonostante è ritenuto una causa non infrequente di stroke criptogenetico. Nei pazienti affetti da tale tipologia di stroke la presenza di PFO è riscontrata nel 50% dei casi e può essere causa di una embolia paradossa. È stato calcolato che un PFO può essere la causa dell’80% degli stroke criptogenetici nei pazienti con età inferiore ai 55 anni, mentre tale percentuale si riduce al 52% nei pazienti più anziani. Globalmente, tale causa sarebbe alla base del 5% di tutti gli stroke ischemici, salendo al 10% nei pazienti giovani e di mezzà età. La diagnosi di stroke associato a PFO richiede l’esclusione di ogni altra causa nota…

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Global trends in ischemic heart disease-related mortality from 2000 to 2019

Secondo il Global Burden of Disease 2022 nel mondo ci sono circa 315 milioni di persone affette da cardiopatia ischemica, di cui circa 9 milioni decedono ogni anno. Negli ultimi 20 anni c’è stata una variazione dell’epidemiologia di questa patologia, con una riduzione di mortalità che, tuttavia, ha riguardato solo i Paesi più sviluppati, mentre vi è stato addirittura un trend in crescita per Paesi a basso/medio reddito per un aumento di casi di diabete, obesità, ipertensione. L’analisi qui succintamente presentata è tratta dai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui dati raccolti e comunicati dalle autorità governative locali. I dati presentati…

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Prevenzione secondaria con monoterapia antipiastrinica nei pazienti sottoposti a PCI: ASA o inibitore del P2Y12?

I pazienti sottoposti a PCI con impianto di stent, necessitano di un periodo di doppia antiaggregazione per ridurre gli eventi ischemici dopo l’intervento, al termine del quale sono generalmente trattati con singolo farmaco antipiastrinico, generalmente l’ASA, come raccomandato negli anni dalle Linee Guida. Studi recenti hanno verificato l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo di inibitori del recettore piastrinico P2Y12, soprattutto clopidogrel, al posto dell’ASA in questi pazienti. Tuttavia…

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Lipoproteina(a) e patologia aterosclerotica extracoronarica

Nonostante il notevole sviluppo della ricerca sul ruolo patogenetico della lipoproteina (a) – Lp(a) – nella malattia aterosclerotica, soprattutto a livello coronarico, incerto è ancora il suo ruolo sull’evoluzione clinica della patologia extra-coronarica. Benchè sia stata analizzata l’associazione tra livelli di Lp(a) e stroke o eventi legati a patologia aterosclerotica degli arti inferiori…

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Neoaterosclerosi dopo impianto di stent nello STEMI: confronto tra differenti tipologie di DES

La neo-aterosclerosi è un fenomeno tardivo dopo l’impianto di stent, più frequente nei DES, soprattutto se impiantati nei pazienti con infarto miocardico . Esso consiste, inizialmente, nella migrazione entro la neo-intima di macrofagi e linfociti oltre che di LDL ossidate e può portare alla ristenosi intrastent o alla trombosi del dispositivo. Questo fenomeno è favorito da…

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Left bundle branch block as a risk factor for heart failure

Scopo dello studio è stato quello di determinare l’evoluzione clinica di soggetti di età superiore a 65 anni, senza cardiopatia nota e senza segni di alterazioni strutturali all’ecocardiogramma (FE normale), arruolati nel Cardiovascular Health Study (1989-1990), uno studio di coorte longitudinale condotto tra il 1989 e il 1990 in 4 centri statunitensi. Sono stati inclusi 4.541 soggetti (età media 72.6 anni) di cui 2.697 (59.4%) donne. All’elettrocardiogramma basale, 44 (1.0%) soggetti mostravano un blocco di branca sinistra (LBBB); a un follow-up mediano di 14.6 anni il rischio cumulativo di scompenso non aggiustato per variabili confondenti è stato del…

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Sudden st-segment changes in a critically ill patient

Un paziente sulla sessantina, con anamnesi di trapianto bilaterale ortotopico di polmone viene ricoverato, dopo circa sei mesi dall’intervento, per sepsi da polmonite e sindrome da rigetto acuto. Le sue condizioni respiratorie peggiorano e viene intubato e trattato con farmaci paralizzanti. L’elettrocardiogramma all’ingresso è presentato nella Figura. Al monitor vengono osservati complessi ECG anomali e ripetuto un elettrocardiogramma.

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Unusual tachycardia in a patient with chest pain and bradycardia

Un paziente sulla cinquantina si reca in Pronto Soccorso per un dolore toracico oppressivo. È ipoteso (80/60mmHg) e bradicardico (39 bpm). L’ECG mostra un infarto inferiore e del ventricolo destro con blocco atrioventricolare completo (Figura 1). Dopo la somministrazione di atropina il paziente avverte una sensazione di cardiopalmo che va accentuandosi. Viene eseguito un nuovo elettrocardiogramma (Figura 2). 

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