Stefano De Servi

The “10 commandments” for the European Society of Cardiology guidelines on atrial fibrillation

1. Tratta tutti I pazienti con fibrillazione atriale (AF) secondo lo schema AF-CARE, dove: 2. Prescrivi la terapia anticoagulante ai pazienti a rischio di stroke e trombo-embolismo, basandoti sul CHA2DS2-VA score (stesso punteggio per uomini e donne). 3. Non basarti sugli score di bleeding per prescrivere o non prescrivere gli anticoagulanti, ma rimuovi tutti i fattori di rischio emorragico modificabili. 4. Considera l’anticoagulazione per le AF indotte da fattori secondari (ad esempio da sepsi, alcol, tireotossicosi, chirurgia) secondo il rischio del paziente[1]Gundlund A, Kümler T, Bonde AN, Butt JH, Gislason GH, Torp-Pedersen C, et al. Comparative thromboembolic risk in atrial fibrillation with and without a secondary precipitant—Danish nationwide … Continua a leggere. 5. Considera l’anticoagulazione orale nella AF subclinica diagnosticata tramite device impiantato in pazienti ad alto rischio di stroke e basso rischio emorragico, in quanto progrediscono rapidamente verso le forme clinicamente manifeste. 6. Per i pazienti cardio-operati l’esclusione dell’auricola sinistra, in aggiunta alla terapia anticoagulante, può prevenire il tromboembolismo. 7. L’ablazione transcatetere in pazienti con AF parossistica, considerati adatti, può essere utilizzata come prima scelta terapeutica per alleviare i sintomi, ridurre le recidive e ritardare la progressione dell’AF. 8. Il controllo del ritmo in pazienti selezionati può migliorarne la prognosi in presenza di alto rischio tromboembolico[2]Kirchhof P, Camm AJ, Goette A, Brandes A, Eckardt L, Elvan A, et al. Early rhythm-control therapy in patients with atrial fibrillation. N Engl J Med 2020;383:1305–16. https://doi.org/ … Continua a leggere, scompenso cardiaco e FE ridotta e nei casi in cui il controllo del ritmo può permettere di ridurre le ospedalizzazioni e la mortalità[3]Van Gelder IC, Rienstra M, Bunting KV, Casado-Arroyo R, Caso V, Crijns HJGM, et al. 2024 ESC guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with the European … Continua a leggere. 9. La cardioversione di AF richiede una anticoagulazione appropriata e uno studio con ecografia transesofagea se la durata supera le 24 ore. Considera innanzitutto la sicurezza e la possibilità di attendere un ripristino spontaneo del ritmo. 10. La rivalutazione clinica regolare è fondamentale, così come la valutazione del ritmo per ogni individuo che abbia superato i 65 anni e si sottoponga a un controllo medico per facilitare una diagnosi precoce di AF, così come sono utili gli screening di popolazioni a rischio tromboembolico elevato[4]Svennberg E, Friberg L, Frykman V, Al-Khalili F, Engdahl J, Rosenqvist M. Clinical outcomes in systematic screening for atrial fibrillation (STROKESTOP): a multicentre, parallel group, unmasked, … Continua a leggere. Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Gundlund A, Kümler T, Bonde AN, Butt JH, Gislason GH, Torp-Pedersen C, et al. Comparative thromboembolic risk in atrial fibrillation with and without a secondary precipitant—Danish nationwide cohort study. BMJ Open 2019;9:e028468 https://doi.org/10. 1136/bmjopen-2018-028468. ↑2 Kirchhof P, Camm AJ, Goette A, Brandes A, Eckardt L, Elvan A, et al. Early rhythm-control therapy in patients with atrial fibrillation. N Engl J Med 2020;383:1305–16. https://doi.org/ 10.1056/NEJMoa2019422 ↑3 Van Gelder IC, Rienstra M, Bunting KV, Casado-Arroyo R, Caso V, Crijns HJGM, et al. 2024 ESC guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with the European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACTS). Eur Heart J 2024; 45:3314–3414. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehae176. ↑4 Svennberg E, Friberg L, Frykman V, Al-Khalili F, Engdahl J, Rosenqvist M. Clinical outcomes in systematic screening for atrial fibrillation (STROKESTOP): a multicentre, parallel group, unmasked, randomised controlled trial. Lancet 2021;398:1498–506. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)01637-8

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Sono differenti le placche non-culprit dei pazienti STEMI rispetto ai NSTEMI?

Durante un infarto miocardico acuto (IMA), la coronarografia permette di individuare la lesione responsabile del quadro clinico, definita lesione culprit, consentendo il trattamento mediante angioplastica e impianto di stent (PCI). È ampiamente dimostrato che la rivascolarizzazione completa delle lesioni coronariche stenosanti non responsabili (NCL), se angiograficamente o funzionalmente rilevanti, può migliorare la prognosi, con evidenze più consistenti nei pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), rispetto a quelli senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI)…

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Quando riprendere la terapia anticoagulante dopo uno stroke ischemico

Nei pazienti con fibrillazione atriale colpiti da stroke, la riassunzione della terapia anticoagulante (OAC) diminuisce il rischio di nuovi
eventi ischemici cerebrali. Tuttavia, il timing della riassunzione è tuttora incerto in quanto un riutilizzo precoce degli anticoagulanti diretti (DOAC) può ridurre il rischio di recidive, ma può determinare un infarcimento emorragico della lesione recente. Poichè alcuni studi
randomizzati non hanno dato una risposta precisa al riguardo, una meta-analisi appare giustificata.

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Efficacia dell’ablazione transcatetere nel paziente obeso fibrillante in confronto con una strategia di modifica dello stile di vita associata a farmaci antiaritmici

Lo studio PRAGUE 25 è un trial randomizzato, condotto in 222 pazienti obesi (BMI tra 30 e 40 kg/m2) con AF (reclutati in 5 centri della Repubblica Ceca), che ha verificato la noninferiorità di un trattamento mediante una modifica dello stile di vita (perdita di peso con dieta adeguata, riduzione dell’alcol ed esercizio fisico) associato a terapia farmacologica (prevalentemente propafenone o flecainide) rispetto a un trattamento ablativo. Il margine di non-inferiorità è stato posto, in base a ipotesi basata sulla letteratura, al 12%. Erano esclusi i pazienti con…

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I vantaggi dell’utilizzo della TC coronarica nell’accertamento di una sospetta angina stabile si estendono a 10 anni di follow-up

Vengono presentati i risultati a 10 anni dello studio eseguito in 12 centri cardiologici scozzesi. I pazienti arruolati tra il novembre 2010 e il settembre 2014 (n=4.146) avevano un’età media di 57 anni, il sesso maschile era presente nel 56% e un’angina tipica nel 35% dei casi. Quale fattore di rischio maggiormente rappresentato vi era una ipercolesterolemia (58%). Essi venivano randomizzati allo “standard care” (n=2.073) oppure a “standard care” associato a TC. coronarica (n=2.073). I criteri di esclusione erano

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Tirzepatide as Compared with Semaglutide for the Treatment of Obesity

Tirzepatide e semaglutide sono due farmaci molto efficaci nel trattamento dell’obesità con riduzioni di peso stimate tra il 22.9% per il primo a 3.5 anni di follow-up e del 16.7% per il secondo a 2 anni di follow-up. Tirzepatide è un polipeptide insulinotropo glucosio-dipendente (GIP) a lunga durata d’azione e un agonista recettoriale del peptide-1 “glucagon-like” (GLP-1), mentre semaglutide è solo un agonista…

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CT Angiography, Healthy Lifestyle Behaviors, and Preventive Therapy. A Nested Substudy of the SCOT-HEART 2 Randomized Clinical Trial

Benchè le Linee Guida raccomandino l’uso di score di rischio cardiovascolare per valutare la probabilità di eventi futuri nel singolo individuo sulla base dell’età e della presenza o meno di fattori di rischio classici , l’utilizzo di questi strumenti nella pratica clinica appare piuttosto modesto a causa della loro imprecisione. Lo studio SCOT HEART-2 ha intrapreso una strada differente e ha randomizzato soggetti asintomatici e senza storia di malattia cardiovascolare, ma con almeno un fattore…

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Confronto tra terapia anticoagulante e impianto di dispositivo di chiusura dell’auricola in pazienti con fibrillazione atriale

Lo studio internazionale CHAMPION AF, condotto in 141 centri nordamericani ed europei (di cui 5 italiani) in 16 paesi, ha arruolato 3.000 pazienti con AF candidati ad anticoagulazione (età media 71.7±7.5 anni, il 32% rappresentato da donne, il valore medio di CHA2DS2-VASc score era 3.5±1.3, il 69% aveva AF parossistica ed il 48% era stato sottoposto ad ablazione) randomizzandoli a ricevere un impianto di device di occlusione dell’auricola (n= 1.499, effettuato in 1.408 con un dispositivo Watchman Flx, Boston Scientific, sponsor dello studio) oppure un trattamento con DOAC (n=1.501). Nei pazienti del gruppo device, veniva somministrato per 3 mesi dopo l’impianto un NOAC più ASA o un solo DOAC (85%),oppure una doppia terapia antipiastrinica (12.6%); dopo i 3 mesi i pazienti proseguivano con ASA o con inibitore P2Y12…

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Quale target di colesterolo LDL raggiungere nei pazienti a rischio cardiovascolare molto elevato

Lo studio Ez-PAVE, condotto in 17 centri della Corea del Sud, ha randomizzato 3.048 pazienti con malattia cardiovascolare su base aterosclerotica a una terapia ipolipemizzante con strategia intensiva basata su un target di colesterolo LDL <55 mg/dl (utilizzando statine ad alta intensità, ezetimibe ed, eventualmente, inibitori di PCSK9) rispetto a una strategia convenzionale (target < 70 mg/dl). Il primo gruppo era rappresentato da 1.526 pazienti con età media di 64 anni, il 40% erano diabetici, il 54% rappresentato da pazienti con storia di sindrome coronarica acuta, ed era stata effettuata una rivascolarizzazione nel 67% dei pazienti; il secondo gruppo, invece, aveva età e proporzione di diabetici analoghe, il 51% aveva una storia di sindrome coronarica acuta ed il 68% era stato rivascolarizzato. Lo studio è stato disegnato come trial...

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Sospensione o continuazione del betabloccante nel paziente infartuato stabile

Lo studio randomizzato in aperto, condotto in 25 centri della Corea del Sud, ha arruolato 2.540 pazienti clinicamente stabili dopo un infarto miocardico da almeno 1 anno (mediana 4.7 anni) e posti in terapia betabloccante, randomizzandoli alla prosecuzione della terapia (n= 1.294, gruppo “continuazione BB”) oppure alla sua sospensione (n=1.246, “sospensione BB”). Erano esclusi i pazienti con FE <40% e con segni di scompenso cardiaco. Il trattamento con BB includeva carvedilolo (48% dei pazienti), bisoprololo (32%) e nebivololo (20%). I pazienti avevano un’età media di 63.2 anni, erano prevalentemente maschi (87%), oltre la metà erano STEMI (57%) ed erano stati quasi tutti rivascolarizzati (98%). La FE del VS era 59% in entrambi i gruppi. Il disegno dello studio prevedeva la noninferiorità della sospensione del BB, ipotizzando un'incidenza di eventi compresi nell’endpoint primario (morte per ogni causa, nuovo infarto miocardico, ospedalizzazione per scompenso) di circa il 3% /anno nel gruppo “continuazione BB”, per un periodo di follow-up mediano atteso di 3.5 anni, ponendo il limite di non-inferiorità a un valore del limite superiore dell’intervallo di confidenza al 95% (95% CI) di 1.4. Per tale dimostrazione con una potenza dell’80%, era necessario arruolare 2.540 pazienti. L’endpoint primario a 4 anni è stato osservato nel 9% del gruppo “sospensione BB” e nel 9.0% del gruppo “continuazione BB” (hazard ratio -HR, 0.80; 95% CI, 0.57 a 1.13; P=0.001 per non-inferiorità). Si segnala una riduzione...

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