Causal Endotype-Based Classification of Myocardial Infarction

Indice

Lo studio in esame

La 4a definizione di infarto miocardico[1]Thygesen K, Alpert JS, Jaffe AS, et al. ESC Scientific Document Group. Fourth universal definition of myocardial infarction (2018). Eur Heart J. 2019;40:237-269. … Continua a leggere ha proposto una suddivisione tra Type 1 MI, caratterizzato da una placca coronarica che complicandosi ha dato origine a una trombosi coronarica (la cui diagnosi e cura è ben stabilita) e un Type 2 MI, che costituisce una diagnosi più sfumata, perché coinvolge meccanismi differenti che causano uno squilibrio tra domanda e offerta di O2 al miocardio, con differente patogenesi e prognosi. È stata perciò proposta una classificazione alternativa, episodio di scompenso basata su endotipi causali dell’infarto[2]Chapman AR, Taggart C, Boeddinghaus J, Mills NL, Fox KAA. Type 2 myocardial infarction:challenges in diagnosis and treatment. Eur Heart J.2025;46:504-517. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehae803..

Il presente studio si basa su una ampia casistica prospettica di 6.282 pazienti con diagnosi di infarto miocardico Type 1 e Type 2 secondo la definizione universale disponibile, con follow-up di 1 anno, inclusi nel registro AMIPE (Acute Myocardial Infarction, Prognostic and Therapeutic Evaluation) condotto in Emilia Romagna tra il gennaio 2017 e il 2023. I pazienti (età media 69.8 anni, 32% donne, 43% con presentazione STEMI) sono stati suddivisi in 4 endotipi fisiopatologici:

  • patogenesi cardiaca, coronarica (84.9% dell’intera casistica: include pazienti con trombosi acuta – la più rappresentata -, dissezione spontanea, vasospasmo, embolia, ponte muscolare, disfunzione microcircolatoria;
  • patologia cardiaca, non coronarica (4.8% della casistica: include pazienti con tachiaritmie, scompenso cardiaco, bradiaritmie, valvulopatie severe);
  • causa sistemica (8% della casistica, include ipertensione severa, sepsi, crisi respiratoria, ipossia, shock, chirurgia non cardiaca);
  • causa indeterminata (2.3% della casistica).

A 1 anno (Figura) l’incidenza di mortalità per ogni causa è risultata 9.8% nell’infarto per causa cardiaca/coronarica, 15.9% nell’infarto per causa cardiaca/non coronarica, 25.8% nell’infarto da causa sistemica e 1.4% nell’infarto da causa indeterminata. Nei pazienti con endotipo di infarto 2 e 3 (come sopra definiti) la mortalità è stata prevalentemente non cardiovascolare.

Lo studio dimostra che una classificazione dell’infarto miocardico, basata su endotipi fisiopatologici, identifica meccanismi precisi e profili clinici conseguenti, non ben definiti nella 4a definizione universale di infarto miocardico.

Figura modificata da Armillotta M et al., https://doi.org/10.1001/jamacardio.2026.3794.

Bibliografia

Bibliografia
↑1 Thygesen K, Alpert JS, Jaffe AS, et al. ESC Scientific Document Group. Fourth universal definition of myocardial infarction (2018). Eur Heart J. 2019;40:237-269. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehy462.
↑2 Chapman AR, Taggart C, Boeddinghaus J, Mills NL, Fox KAA. Type 2 myocardial infarction:challenges in diagnosis and treatment. Eur Heart J.2025;46:504-517. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehae803.

Lascia un commento

Cerca un articolo
Gli articoli più letti
Rubriche
Leggi i tuoi articoli salvati
La tua lista è vuota