Luglio 28, 2026

Quale strategia antitrombotica utilizzare dopo impianto di dispositivo di chiusura dell’auricola?

La chiusura percutanea dell’auricola sinistra (left atrial appendage closure, LAAC) rappresenta una strategia consolidata per la prevenzione degli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare e controindicazione alla terapia anticoagulante orale a lungo termine. . Nonostante l’efficacia della procedura, la gestione antitrombotica nella fase precoce rimane uno dei problemi più complessi: il dispositivo non è ancora completamente endotelizzato e il rischio di trombosi correlata al device (device-related thrombosis, DRT) rimane clinicamente rilevante. La DRT è una complicanza infrequente ma non…

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Ruolo del circolo collaterale nell’angina stabile: dati già noti, ma ottenuti con tecniche nuove

Lo studio (ORBITA-STAR) ha arruolato 51 pazienti (età media 63±9 anni, il 78% era rappresentato da uomini, l’FFR mediana era 0.68 (0.57–0.79), la iFR mediana era 0.80 (0.48–0.89) e la CFR mediana 1.42 (1.08–1.85). I pazienti avevano sintomi anginosi e stenosi isolata di almeno il 70% dell’arteria discendente anteriore alla coronarografia o alla TC coronarica, ed erano avviati a intervento di rivascolarizzazione percutanea. Il protocollo prevedeva che i pazienti sospendessero per 2 settimane prima, del ricovero, i farmaci antianginosi e riportassero immediatamente i sintomi anginosi su una applicazione del proprio smartphone. Prima della procedura di PCI, veniva posizionata…

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Effetti cardiovascolari della cannabis

Meta-analisi di 24 studi farmaco-epidemiologici, pubblicati tra il 2016 e il 2023, che includono informazioni e stime di rischio riguardanti l’uso di cannabis sulla mortalità cardiovascolare, sull’infarto miocardico non fatale, sindromi coronariche acute e stroke. Dei 24 studi, 17 erano trasversali, 6 di coorte e 1 “casocontrollo”. Sono state eseguite stime aggregate  del rischio con modello a effetti “random” e valutazione della varianza inversa. In tutti gli studi, i soggetti analizzati utilizzavano cannabis per uso ricreativo…

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Durata della doppia terapia antiaggregante nei pazienti sottoposti a stenting coronarico: 1, 3 o 12 mesi?

Studio condotto in 50 centri coreani ad alto volume. I pazienti arruolati sono stati suddivisi in due strati a seconda che avessero presenza di HBR (n=1.598) in base ai criteri dell’Academic Research Consortium, o non-HBR (n=3.299). I primi avevano un’età più avanzata (mediana 76 vs 64) con una maggior rappresentanza di sesso femminile (33% vs 21%). Più frequente tra gli HBR anche l’ipertensione (78% vs 61%), soprattutto il diabete (53% vs 32%) la nefropatia cronica (32% vs 2%) e la fibrillazione atriale (20% vs 1%). Il valore di Hb era 11.5 g/dl vs 14.2 g/dl. I pazienti trivasali erano il 65% tra gli HBR e il 54% nei non-HBR senza differenze sostanziali nella complessità delle lesioni (e con un utilizzo simile di imaging intracoronarico, circa il 40% dei casi). Le ACS rappresentavano il 60% negli HBR vs 53% nei non-HBR. I pazienti HBR sono stati randomizzati a DAPT di 1 mese versus 3 mesi, mentre i non-HBR a DAPT di 3 mesi versus 12 mesi. Per la DAPT era prevalentemente utilizzato clopidogrel (91% dei pazienti HBR e 76% nei pazienti non-HBR). L’uso di anticoagulanti era più elevato nei pazienti HBR (17% vs 0%). Nei pazienti in cui la DAPT veniva sospesa prima del 12esimo mese, la monoterapia successiva consisteva in clopidogrel nel 68% dei casi, ASA nel 23% e in prasugrel/ticagrelor nel 9% dei casi. Vi erano tre endpoint primari…

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Carotid-artery stenting or carotid endarterectomy for symptomatic carotid-artery stenosis?

Gorey S. – Department of Gerontology, Beth Israel Deaconess Medical Center, Boston Una signora di 75 anni, in buone condizioni generali e funzione cognitiva conservata, si reca al PS per una disfasia durata 15 minuti che, sulla base anche di una risonanza magnetica cerebrale, viene classificata come TIA. Il doppler dei vasi sopra-aortici mostra una stenosi del 70% della arteria carotide interna sinistra, non calcifica e senza trombo sovrapposto. La signora ha un diabete di tipo 2, ex fumatrice (ha smesso da 10 anni) e ha una broncopneumopatia cronica. La eGFR calcolata risulta di 75 ml/min/1.73 m2. L’angioTC mostra un arco aortico di tipo 1 e vasi sopra-aortici senza tortuosità. Il rischio di complicanze chirurgiche, calcolato secondo l’American College of Surgeons Surgical Risk Calculator, è stimato al 5.4%. Quale potrebbe essere la migliore soluzione interventistica: l’endoarteriectomia (che prevede una anestesia generale) oppure uno stenting carotideo (che prevede una sedazione cosciente)? Meglio l’endoarteriectomia  de Borst GJ. – Department of Vascular Surgery, University Medical Center Utrecht, Utrecht, the Netherlands Negli studi randomizzati di confronto tra endorteriectomia e stenting carotideo il rischio di mortalità e stroke a 30 giorni è maggiore per la seconda tecnica rispetto alla prima e, benchè gli eventi annuali successivi siano simili per le due procedure (0.6%), la somma dei rischi risulta maggiore per lo stenting carotideo[1]Brott TG, Calvet D, Howard G, et al. Long-term outcomes of stenting and endarterectomy for symptomatic carotid stenosis: a preplanned pooled analysis of individual patient data. Lancet Neurol … Continua a leggere. La differenza consiste soprattutto in un maggior numero di stroke con lo stenting; ne è riprova uno studio con risonanza magnetica che ha mostrato, dopo la procedura, un maggior numero di nuove lesioni ischemiche cerebrali dopo stenting (50%) che dopo endoarteriectomia (17%)[2]Gensicke H, van der Worp HB, Nederkoorn PJ, et al. Ischemic brain lesions after carotid artery stenting increase future cerebrovascular risk. J Am Coll Cardiol 2015;65:521-9. Benchè la paziente abbia alcune patologie (diabete, broncopneumopatia cronica) che aumentano il rischio chirurgico, il ricorso allo stenting non migliora l’outcome anzi: secondo un ampio studio che ha incluso oltre 10.000 pazienti, esso aumenta il rischio di stroke del 30%, senza variazioni nel rischio di infarto miocardico[3]Yoshida S, Bensley RP, Glaser JD, et al. The current national criteria for carotid artery stenting overestimate its efficacy in patients who are symptomatic and at high risk. J Vasc Surg … Continua a leggere. La paziente dovrebbe essere sottoposta a intervento di endoarteriectomia. Meglio lo stenting carotideo Nguyen TN. – Department of Neurology, Neurosurgery, and Radiology, Boston Medical Center, Boston University Chobanian and Avedisian School of Medicine, Boston La paziente è da considerare ad alto rischio per le sue comorbilità (diabete, broncopneumopatia cronica, ex fumatrice) con una possibilità del 5% di avere un evento serio in conseguenza dell’intervento chirurgico eseguito in anestesia generale. Soprattutto, la patologia broncopneumonica può condizionare una fase post-operatoria travagliata per insufficienza respiratoria e/o insorgenza di polmonite. La scelta dello stenting carotideo in questi pazienti è in armonia con le più recenti Linee Guida sul trattamento dello stroke[4]Kleindorfer DO, Towfighi A, Chaturvedi S, et al. 2021 Guideline for the prevention of stroke in patients with stroke and transient ischemic attack: a guideline from the American Heart … Continua a leggere. Inoltre, l’anatomia è favorevole allo stenting, sia per l’assenza di tortuosità dei vasi sovraortici che di calcificazioni o trombosi a livello della stenosi da trattare. Il rischio della procedura può essere stimato inferiore al 6%[5]Brott TG, Halperin JL, Abbara S, et al. 2011 ASA/ACCF/AHA/AANN/AANS/ACR/ASNR/CNS/SAIP/SCAI/SIR/SNIS/SVM/ SVS guideline on the management of patients with extracranial carotid and vertebral artery … Continua a leggere. Lo studio retrospettivo Carotid Artery Stenting Outcomes by Neurointerventional Surgeons (CASONI), recentemente pubblicato ha mostrato, in 1.445 pazienti sottoposti a stenting carotideo effettuato da neuro-interventisti, una bassa percentuale di complicanze (0.6% di stroke ischemico, 0.3% di emorragia intracranica)[6]Ezzeldin M, Hassan AE, Kerro A, et al. Carotid artery stenting outcomes by neurointerventional surgeons (CASONI). Stroke Vasc Intervent Neurol 2025; 5(1): e001459. doi/10.1161/SVIN.124.001459).. La paziente dovrebbe essere sottoposta quindi a intervento di stenting carotideo. Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Brott TG, Calvet D, Howard G, et al. Long-term outcomes of stenting and endarterectomy for symptomatic carotid stenosis: a preplanned pooled analysis of individual patient data. Lancet Neurol 2019;18: 348-56 ↑2 Gensicke H, van der Worp HB, Nederkoorn PJ, et al. Ischemic brain lesions after carotid artery stenting increase future cerebrovascular risk. J Am Coll Cardiol 2015;65:521-9 ↑3 Yoshida S, Bensley RP, Glaser JD, et al. The current national criteria for carotid artery stenting overestimate its efficacy in patients who are symptomatic and at high risk. J Vasc Surg 2013;58:120-7. ↑4 Kleindorfer DO, Towfighi A, Chaturvedi S, et al. 2021 Guideline for the prevention of stroke in patients with stroke and transient ischemic attack: a guideline from the American Heart Association/American Stroke Association. Stroke 2021; 52:e364-e467 ↑5 Brott TG, Halperin JL, Abbara S, et al. 2011 ASA/ACCF/AHA/AANN/AANS/ACR/ASNR/CNS/SAIP/SCAI/SIR/SNIS/SVM/ SVS guideline on the management of patients with extracranial carotid and vertebral artery disease: executive summary.Circulation 2011;124:489-532. ↑6 Ezzeldin M, Hassan AE, Kerro A, et al. Carotid artery stenting outcomes by neurointerventional surgeons (CASONI). Stroke Vasc Intervent Neurol 2025; 5(1): e001459. doi/10.1161/SVIN.124.001459).

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Left bundle branch pacing: state of the art and future directions

Il pacing dell’area della branca sinistra (LBBAP) è stato introdotto nel 2017 sulla base del concetto di “pacing oltre la sede del blocco”, con lo scopo di risolvere alcune criticità del pacing biventricolare nella terapia di resincronizzazione cardiaca, quali l’alta percentuale di “non-responder”, le difficoltà nel reperire una vena target adatta, la stimolazione del nervo frenico. Avendo una ampia area target, LBBAP permette una cattura del sistema di conduzione con una bassa soglia di stimolazione, una stabilità di pacing nel tempo e un outcome favorevole del paziente. Il fascio di His, la branca destra e il lembo settale della tricuspide sono correlati anatomicamente a LBB e fanno da guida iniziale per la procedura. I potenziali registrati sul versante destro del setto suggeriscono…

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