Stefano De Servi

A curious case of intermittent negative deflections preceding the QRS complexes

“Un paziente sulla sessantina, previo trattamento con fluorouracile, viene sottoposto a resezione rettale per un carcinoma. Per la presenza di metastasi addominali viene quindi trattato con FOLFIRINOX (fluorouracile, leucovorin, irinotecan, oxaliplatino). Il trattamento viene tuttavia interrotto per la presenza all’elettrocardiogramma di apparenti nuove onde Q (Figura 1). Gli esami di laboratorio sono nella norma (tranne ipomagnesiemia 1.12 mg/dl, valori normali superiori a 1.58 mg/dl). All’ecocardiogramma, la funzione ventricolare sinistra è buona con una FE del 70%.” “Figura 1. ECG dopo inizio chemioterapia” Come può essere interpretato questo ECG? È necessaria una coronarografia prima di riprendere la chemioterapia? L’elettrocardiogramma mostra complessi QRS nelle derivazioni inferiori che sembrano iniziare con una deflessione negativa nelle derivazioni II, III, aVF che potrebbe essere interpretata come un’onda Q della durata di 60 msec. Tuttavia i complessi QRS non sono preceduti da un’onda P. Per chiarire il quadro e verificare che la deflessione negativa iniziale, nelle derivazioni inferiori, fosse determinata dalla presenza di un ritmo giunzionale, è stata iniettata adenosina (che abolisce o rallenta un eventuale ritmo giunzionale)[1] Lee KL, Chun HM, Liem LB, Sung RJ. Effect of adenosine and verapamil in catecholamine-induced accelerated atrioventricular junctional rhythm: insights into the underlying … Continua a leggere. Come mostra la Figura 2, ne è derivata una comparsa di ritmo sinusale sotto forma di battiti di fusione (freccia F) che di ritmo sinusale (freccia S): in questi battiti sinusali è scomparsa la deflessione negativa iniziale nelle derivazioni inferiori, a riprova che essa fosse secondaria, nel precedente ECG, a un ritmo giunzionale. Il paziente ha potuto riprendere la chemio- terapia. Non è stato necessario eseguire la coronarografia. È stato sospeso pantoprazolo (farmaco che può causare ipomagnesiemia se somministrato per tempo prolungato)[2] Markovits N, Loebstein R, Halkin H, et al. The association of proton pump inhibitors and hypomagnesemia in the community setting. J Clin Pharmacol. 2014;54(8):889-895. … Continua a leggere e somministrato magnesio, ripristinando valori normali dell’elettrolita. Bibliografia[+] Bibliografia ↑1  Lee KL, Chun HM, Liem LB, Sung RJ. Effect of adenosine and verapamil in catecholamine-induced accelerated atrioventricular junctional rhythm: insights into the underlying mechanism. Pacing Clin Electrophysiol. 1999;22:866-870. doi:10.1111/j.1540-8159.1999.tb06809.x. ↑2  Markovits N, Loebstein R, Halkin H, et al. The association of proton pump inhibitors and hypomagnesemia in the community setting. J Clin Pharmacol. 2014;54(8):889-895. doi:10.1002/jcph.316

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Riparazione transcatetere della valvola mitralica nel paziente scompensato: efficace anche per l’insufficienza mitralica moderato-severa?

L’efficacia degli interventi percutanei di riparazione della valvola mitralica (TEER), nell’insufficienza mitralica secondaria, è tuttora oggetto di discussione in quanto i due studi randomizzati eseguiti di confronto tra TEER (COAPT e MITRA-FR) e terapia medica ottimale hanno dato esiti contrastanti . Inoltre, non è chiaro se i candidati a TEER siano solo i pazienti con insufficienza mitralica severa (grado 4/4) oppure se anche i pazienti con insufficienza mitralica medio-severa (grado 3/4) possano trarne un potenziale giovamento…

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Quale terapia antipiastrinica per i pazienti con sindrome coronarica acuta ad alto rischio ischemico ed emorragico?

La durata ottimale di una doppia terapia antiaggregante (DAPT) dopo una sindrome coronarica acuta (ACS) è tuttora oggetto di ampie discussioni. Mentre le Linee Guida ribadiscono che  la  DAPT  debba  essere proseguita per 12 mesi, sempre più evidenze sono a favore di una riduzione della DAPT a 1-3 mesi dopo l’evento acuto per minimizzare le complicanze emorragiche…

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Assunzione di anticoagulanti orali diretti: attenzione all’associazione con diltiazem!

È stato utilizzato il database MEDICARE per individuare pazienti con fibrillazione atriale in terapia anticoagulante con rivaroxaban (34% dei pazienti) o apixaban e contemporaneamente in trattamento con diltiazem o metoprololo, un betabloccante il cui metabolismo non è dipendente dall’enzima CYP3A4. Sono stati così individuati 204.155 pazienti, di cui 53.275 trattati con diltiazem e 150.880 con metoprololo (età media 77 anni, 53% donne). Il confronto è stato effettuato utilizzando una tecnica…

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The Tricuspid Valve: A Review of Pathology, Imaging, and Current Treatment Options: A Scientific Statement From the American Heart Association

L’insufficienza tricuspidalica (TR) è piuttosto frequente, soprattutto nella popolazione anziana (età ≥75 anni) dove è presente in circa il 4%. I pazienti con TR hanno un’alta mortalità (sopravvivenza a 15 anni del 10%) anche per la presenza frequente di comorbilità, quali ipertensione polmonare, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale. Questi fattori e la mancanza di terapie specifiche, oltre alla mortalità elevata nei pazienti sottoposti a intervento cardiochirurgico per TR isolata, hanno causato per anni un certo disinteresse da parte della comunità cardiologica (“forgotten valve”). La recente introduzione di interventi transcatetere ha tuttavia determinato…

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L’angioplastica coronarica compie 47 anni ed è sempre affascinante

La prima angioplastica coronarica (PTCA) fu eseguita da Andreas Gruntzig il 17 settembre del 1977 a Zurigo: fu dilatata una stenosi dell’85% dell’arteria discendente anteriore utilizzando un catetere che aveva alla sua estremità distale un palloncino gonfiabile e che terminava con una guidina flessibile lunga 2 cm (vedi Figura 1). I primi 5 casi furono riportati da Gruntzig in una lettera pubblicata da Lancet l’anno successivo. Una tappa importante fu la prima…

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Paziente anziano fragile in fibrillazione atriale: anticoagulante orale diretto o warfarin?

L’efficacia e sicurezza della terapia anticoagulante con anticoagulanti diretti (DOAC) nei pazienti anziani fragili in fibrillazione atriale (AF), non è nota. Questi pazienti non sono stati inclusi nei trial di confronto con warfarin e non pochi dubbi sorgono nel praticare una terapia anticoagulante per la coesistenza di morbilità, spesso di deficit cognitivi e nell’alto rischio di bleeding e di cadute…

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Gli antagonisti recettoriali dei mineralcorticoidi: prevengono gli episodi di fibrillazione atriale?

Gli antagonisti recettoriali dei mineralcorticoidi (MRA) rappresentano un caposaldo della terapia dello scompenso  cardiaco  (HF). Tuttavia, non è noto se questa azione benefica sia esercitata anche nei pazienti scompensati in fibrillazione atriale (AF), nei quali alcuni interventi farmacologici (come i betabloccanti) e non farmacologici (come la resincronizzazione miocardica) appaiono meno efficaci che in assenza di questa aritmia…

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A paradigm change in sudden cardiac death risk prediction: ‘static’ goes out, ‘dynamic’ comes in

L’editoriale si riferisce a un articolo apparso sulla stessa rivista[1]Pham HN, Holmstrom L, Chugh H, et al. Dynamic electrocardiogram changes are a novel risk marker for sudden cardiac death. Eur Heart J 2024;45:809–19. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehad770 nel quale il gruppo del Cedars-Sinai Medical Center, Los Angeles, guidato da Harpriya Chugh, propone una valutazione “dinamica” di uno score predittivo di morte cardiaca improvvisa (Electrical Risk Score – ERS -)[2]Aro AL, Reinier K, Rusinaru C, et al. Electrical risk score beyond the left ventricular ejection fraction: prediction of sudden cardiac death in the Oregon Sudden Unexpected Death Study and the … Continua a leggere basata sull’analisi di almeno due elettrocardiogrammi ottenuti nello stesso paziente a distanza di tempo (mediamente in quella casistica 4-6 anni). In particolare le variazioni riscontrate in due parametri, la durata del QT corretto (nella Figura QTc) e del tempo picco/fine dell’onda T (nella Figura TpTe), forniscono informazioni prognostiche analoghe a quelle offerte dall’ERS. Gli autori, dell’editoriale, osservano come l’importanza delle anomalie della ripolarizzazione ventricolare sia da tempo riconosciuta come cruciale nell’aritmogenesi della morte improvvisa e come lo studio presente vada in quella stessa direzione. Altri parametri, quali l’onda T alternante (TWA nella Figura) e l’eterogeneità delle onde T (TWH nella Figura), sono state proposte quali misure quantificabili della dispersione della ripolarizzazione ventricolare. Anche l’analisi spettrale in bassa frequenza, denominate “Periodic Repolarization Dynamics” (PRD nella Figura) permette l’’identificazione di pazienti elettricamente vulnerabili, soprattutto in relazione ad attivazione simpatica secondaria a ischemia miocardica. Tuttavia, queste valutazioni sono “statiche”, eseguite su un solo elettrocardiogramma, mentre la novità dello studio del gruppo di Los Angeles consiste in una valutazione temporale dinamica. Il primo approccio di questo tipo risale addirittura al 1978, quando Schwartz e Wolf[3]Schwartz PJ, Wolf S. QT interval prolongation as predictor of sudden death in patients with myocardial infarction. Circulation 1978;57:1074–7. https://doi.org/10.1161/01.CIR. 57.6.1074. pubblicarono un’esperienza relativa a 55 pazienti con infarto miocardico e 55 controlli sani “matchati” per età, sesso, occupazione, etnia, peso e altezza. Veniva registrato un ECG ogni 2 mesi per 7 anni: 28 pazienti del primo gruppo ebbero una morte improvvisa: nel 36% di essi vi era un QT>450 msec (contro l’8% dei controlli) ma, soprattutto, fu osservata una significativa maggiore variabilità di QT tra i pazienti deceduti rispetto ai sopravvissuti (vedi Tabella da ref. 3). Bibliografia[+] Bibliografia ↑1 Pham HN, Holmstrom L, Chugh H, et al. Dynamic electrocardiogram changes are a novel risk marker for sudden cardiac death. Eur Heart J 2024;45:809–19. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehad770 ↑2 Aro AL, Reinier K, Rusinaru C, et al. Electrical risk score beyond the left ventricular ejection fraction: prediction of sudden cardiac death in the Oregon Sudden Unexpected Death Study and the Atherosclerosis Risk in Communities Study. Eur Heart J 2017;38:3017–25. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ ehx331. ↑3 Schwartz PJ, Wolf S. QT interval prolongation as predictor of sudden death in patients with myocardial infarction. Circulation 1978;57:1074–7. https://doi.org/10.1161/01.CIR. 57.6.1074.

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